11 settembre 2001, il ricordo della tragedia 18 anni dopo

Racconti e immagini dell’attentato alle Torri Gemelle. Quei 102 minuti che cambiarono il mondo per sempre. Trump: “We will never forget”.

New York. La normale programmazione delle televisioni americane si interrompe l’11 settembre del 2001. Sono le 8.45 e una notizia tiene la popolazione attaccata ad uno schermo, con il fiato sospeso, in attesa di comprendere qualcosa di più di quel “disastro al World Trade Center”. “Abbiamo una notizia non ancora confermata che questa mattina un aereo si sia schiantato contro una delle due torri”. Queste le parole della giornalista della CNN, prima mittente ad annunciare l’accaduto. Una delle Torri Gemelle è circondata da fumo e fiamme, sono stati colpiti i piani superiori e l’attesa dei soccorsi si fa pesante. Ci si inizia a interrogare su quale possa essere stata la causa di un incidente così terribile. 

Solo diciassette minuti dopo, sugli schermi dei telefonini di chi ha assistito alla tragedia e sulle mittenti di decine di televisioni, un secondo aereo attraversa la Torre Sud tra il 93esimo e il 99esimo piano. Le immagini viaggiano velocemente per tutto il mondo e in breve tempo l’intero pianeta è spettatore di una tragedia senza tempo. Ora è chiaro, anzi, è ovvio:non può che essere un attentato.

“L’America è sotto attacco”, questo il titolo di ogni notizia a riguardo, questa l’unica frase che si ripeteva in tutto il mondo. Gli aerei che si sono schiantati contro le Torri Gemelle sono aerei di linea provenienti da Boston con passeggeri a bordo. Sono quasi le 10 quando l’enorme struttura della Torre Sud cede, l’edificio collassa su se stesso e mezz’ora dopo crolla anche la Torre Nord. Manhattan viene avvolta in una nube di coltre e fumo. Dopo quei 102 minuti di storia e panico, il mondo non è mai più stato lo stesso.

fonte: SkyTG24

Per non dimenticare: l’attentato non fu solo alle Torri

Nessuno, fino a quel momento, poteva essere consapevole che gli Stati Uniti sarebbero stati vittima di altri due attacchi, dei quali solo uno ha centrato l’obiettivo. Torniamo indietro alle 9.37: altri cinque terroristi dirottano un altro volo, diretto a Los Angeles, causandone lo schianto contro la facciata Ovest del Pentagono, il quartier generale della Difesa americana. Per chiunque ne avesse ancora, arriva in quell’istante la certezza di non poter avere più dubbi. Tutto questo non può essere un incidente. Il quarto aereo si schianta invece in aperta campagna, in Pennsylvania, alle 10.03. Anche questo è presumibilmente diretto a Washington, alla sede del Congresso o alla Casa Bianca, ma la reazione eroica dei passeggeri blocca il piano dando inizio ad una rivolta. 

Vittime e carnefici

Della tragedia dell’11 settembre rimarranno impresse per sempre, nelle menti di tutti, delle immagini agghiaccianti e delle voci disperate. Dietro quei telefonini che registravano momenti di paura e dolore ci sono delle persone, tra loro una donna: “Dio, fa che sia solo una sedia”. È con la voce rotta che capisce che forse qualcuno si è lanciato dai piani più alti dell’edificio, vedendosi ormai in trappola e senza altre vie d’uscita, per sfuggire ad una morte peggiore. In molti l’hanno seguito, la stima è di circa 3mila morti (di cui i 19 attentatori, 60 poliziotti e 343 pompieri) e più di 6mila feriti. La responsabilità degli attentati è stata per sempre legata al nome di Osama Bin Laden e alla sua organizzazione terroristica al-Qaeda.

fonte: Sky TG24

Il National September 11 Memorial & Museum

5 anni dopo nasce dalle ceneri di una tragedia (dal progetto dell’architetto polacco-americano Daniel Libeskind), in quello stesso posto, il National September 11 Memorial & Museum, per ricordare e onorare le migliaia di uomini, donne e bambini rimasti vittime innocenti dell’attacco terroristico e riconoscere la resistenza di coloro che ad esso sono sopravvissuti ed il coraggio di coloro che hanno rischiato la vita per salvare gli altri. I loro nomi sono incisi su 76 placche di bronzo che formano i bordi delle piscine del Memorial, disposti in modo da creare tra loro una relazione. Circondano infatti il perimetro della North Pool i nomi delle vittime che si trovavano nella Torre Nord (WTC 1), dei passeggeri e dell’equipaggio del volo American Airlines 11 (che ha colpito la Torre Nord). Analogamente sono disposti attorno alla South Pool i nomi delle vittime che si trovavano nella Torre Sud (WTC 2), dei passeggeri e dell’equipaggio del volo United Airlines 175 (che ha colpito la Torre Sud).

11 settembre 2019

18 anni dopo, oggi, alle 8.40, il presidente degli States Donald Trump e la First Lady Melania hanno osservato un minuto di silenzio nella Casa Bianca, per poi recarsi al Pentagono per partecipare alla cerimonia memoriale. Sul profilo Twitter di Trump appare una foto che lo ritrae in compagnia di sua moglie, con una didascalia “We will never forget. 09.11.01” (trad.“non dimenticheremo mai”).

Leggi anche

Microsoft si schiera con Huawei

© RIPRODUZIONE RISERVATA