Una nave carica di 1.700 tonnellate di cibo e altri aiuti raccolti in Messico e Belize è attraccata a Cuba. Il blocco energetico imposto dagli Stati Uniti a partire da fine gennaio ha interrotto le forniture di petrolio all’isola caraibica, che sta affrontando gravi blackout e carenze alimentari.
La spedizione proveniente dal Belize e dal Messico è una delle diverse dirette all’isola nelle ultime settimane. L’Agenzia presidenziale colombiana per la cooperazione ha dichiarato venerdì che una nave con a bordo 100.000 tonnellate di rifornimenti, tra cui cibo, è partita per Cuba. Un’altra nave umanitaria, proveniente dal Messico e dall’Uruguay, è attraccata all’Avana alla fine del mese scorso.
“Questo gesto di fratellanza ha un significato immenso per il popolo cubano, che sta resistendo eroicamente al brutale blocco energetico, all’estrema intensificazione dell’embargo e alla minaccia militare del governo statunitense”, ha dichiarato il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez.
Le grandi aziende lasciano Cuba
I colossi alberghieri si ritirano dal Paese caraibico a causa delle difficoltà energetiche e del calo della domanda: gli spagnoli Iberostar e Meliá hanno annunciato la rinuncia alla gestione di oltre una decina di hotel ciascuno, e la canadese Royalton Hotels & Resorts ha cessato le attività. Vi è incertezza pure sul futuro di Sherritt International, un’importante società mineraria canadese, che sta riconsiderando la propria presenza. Tra i più importanti investitori stranieri a Cuba, l’ex amministratore delegato della società era soprannominato “il capitalista preferito” di Fidel Castro, ma il mese scorso, Sherritt ha dichiarato di voler sospendere le operazioni e rimpatriare il personale.
L’esodo delle aziende straniere segue la cancellazione dei voli da parte di diverse grandi compagnie aeree, dovuta alla carenza di carburante.
Questa settimana anche Visa e Mastercard, i due più importanti circuiti di pagamenti al mondo, hanno annunciato che interromperanno i loro servizi in tutta Cuba, e che quindi non sarà più possibile fare o accettare pagamenti con carte dei due circuiti (le più diffuse in Occidente, anche in Italia).





