Il terremoto di magnitudo 7.8 che lunedì ha colpito le Filippine continua a causare centinaia di scosse di assestamento. Un primo bilancio iniziale ha evidenziato i danni che la calamità naturale ha provocato. Si parla attualmente di 37 morti e 487 feriti. Tuttavia, i continui accertamenti e l’arrivo dei soccorritori nelle zone colpite potrebbe rivelare danni e conseguenze ben superiori.

Numero di vittime in aumento nelle Filippine, necessario un intervento rapido

L’entità del terremoto è stato così impattante da far scattare l’allarme tsunami in Indonesia, a sud di Mindanao e lungo la costa pacifica del Giappone, obbligando decine di migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Anche se nel paese nipponico il rischio è rientrato, le ripercussioni continuano a emergere. Secondo le stime presentate dall’agenzia che si occupa delle emergenze, al momento potrebbero essere 2.000 le abitazioni danneggiate e 6.000 le scuole pubbliche. Anche se il paese è regolarmente soggetto a terremoti ed eruzioni vulcaniche frequenti, a causa della loro posizione geografica, quello di lunedì ha messo a dura prova gli abitanti. Come riporta la BBC, la causa è da ricondurre a un movimento nella fossa di Cotabato che, anche nel 1976, ha provocato un terremoto di magnitudo 7.9 con conseguente tsunami. Quell’anno le vittime sono state circa 5.000.

La preoccupazione e la paura continuano ad abitare le zone colpite. L’insegnante di una scuola pubblica nella citta di Lebak, Cesar Sundo, ha riferito: «Tutti avevamo le vertigini, come se fossimo stati cullati vigorosamente su un’amaca per più di due minuti. E la scossa si faceva sempre più forte». Sundo, inoltre, rivela che la cerimonia svolta quel giorno, poiché organizzata all’esterno, ha contribuito a salvare delle vite. L’esito, in caso contrario, sarebbe potuto essere differente. Congiuntamente, il presidente Ferdinand Marcos Jr., ha dichiarato che l’intero sistema governativo è stato mobilitato affinché possa far fronte al disastro naturale avvenuto lunedì. Le operazioni, tuttavia, risultano complesse a causa dell’inagibilità di alcune strade principali. Pertanto, il sindaco Jason John Joyce ha ribadito che gli aiuti umanitari devono raggiungere anche i villaggi più remoti via aereo.

Stefania Cirillo