Sull’amicizia tra Bertè e Renato Zero arriva un macigno, ovvero la denuncia della Bertè nei confronti del cantante romano reo di aver rubato dei brani scritti dall’amica incise negli studi di Fonopoli. L’artista di origini calabresi aveva raccontato che Renato Zero avrebbe richiesto cento milioni di lire per avere le tracce ed aggiunto: “Ero esterrefatta: dagli amici non ti puoi difendere, non te l’aspetti una cosa simile”. Il cantautore aveva replicato così: Ormai disperata e priva di qualsiasi credibilità nell’ambiente discografico: avere a che fare con lei era diventato durissimo”.
In seguito a questo episodio, nell’aprile del 1996 Loredana Bertè presenta una denuncia alla procura di Milano contro Renato Fiacchini, in arte Zero.
Loredana Bertè è tornata più volte sull’argomento, dedicando alla lite con Zero anche un passaggio della sua biografia, pubblicata nel 2016. Nel libro la cantante arriva a usare parole molto pesanti nei confronti dell’amico di una vita: “Penso che Renato mi abbia usato per l’intero arco della nostra amicizia. Non faremo più pace. Non lo perdono”.
Come si sono conosciuti la Bertè e Renato Zero

Giunta insieme alla sorella maggiore Mia Martini a Roma negli anni Sessanta dopo il termine del matrimonio dei genitori, Loredana Bertè inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo esibendosi come ballerina allo storico locale Piper: nel cast c’è un anche giovane Renato Fiacchini, il famoso Renato zero.
Divertenti, glam e talentuosi, colpiscono il coreografo Don Lurio che li inserisce nel corpo di ballo di Rita Pavone, Collettini e Collettoni. Con il trascorrere del tempo, accresce la loro fama nel campo musicale, divenendo tra i protagonisti dei primi anni Settanta
Loredana Bertè si impone al grande pubblico con Sei Bellissima e Dedicato, le fa eco Renato Zero con Triangolo e Il Carrozzone. Nella loro ascesa al successo, entrambi hanno dovuto fare i conti con la censura: la Bertè rea di apparire senza veli sulla copertina dell’album di debutto “Streaking“, Renato invece per brani come Mi Vendo, complice di aver realizzato un testo ambiguo e provocatorio. E’ la stessa attitudine, irriverente e rock a renderli ancora oggi tra i personaggi nell’olimpo della musica italiana





