Istrionica, appassionata e glamour: compie oggi 69 anni Donatella Rettore icona nel mondo musicale nazionale che ha lanciato canzoni diventate degli evergreen ed inni generazionali.

Splendido Splendente: il nostro viaggio nella discografia rettoriana parte dal 1979 quando vede la luce Splendido Splendente nei primi giorni del mese di luglio. Pubblicato dopo il passaggio sanremese con Carmela, ottiene un grandissimo successo e la consacrazione del pubblico, divenendo uno dei brani più venduti dell’anno. L’ossessione per il corpo alla ricerca della perfezione nei canoni di bellezza, passando per la chirurgia estetica è al centro del brano “Anestetico d’effetto E avrai una faccia nuova Grazie a un bisturi perfetto”. Il periodo segna una svolta di Rettore che intraprende una nuova era vicina ai richiami pop dance e punk sugellata da un look glam. Una curiosità: Tullio De Piscopo figura nei credits alla batteria.

Donatella Rettore le prime canzoni divenute successi

Donatella Rettore le prime canzoni divenute successi

Kobra: l’anno successivo l’artista continua il ciclo lanciato con il brano precedente e presenta Kobra, realizzato insieme a Claudio Rego, compagno anche nella vita che ha curato l’arrangiamento musicale. Il brano dal testo al alto tasso provocatorio ed esplicito veniva censurato solo nella strofa “Quando amo te” e vinceva ad aex equo con Miguel Bosè il Festivalbar 1980. Kobra ottiene un discreto successo anche in Germania

Donatella: Il nuovo 45 giri contenuto nell’album Estasi Clamorosa si apre con lo squillare delle trombe (che introducono il groove del brano dal sapore ska) preludio all’incessante strofa nella quale l’interprete rimarca l’abbandono del nome di battesimo (già attuato alla fine del decennio precedente) adottando il cognome Rettore: “Guarda dritto avanti a te, dottore…Chiamami e richiamami, è un onore…Guarda bene avanti a te, signore…Chiamami soltanto Miss Rettore”. Nel 2015 Le Donatella (Silvia e Giulia Provvedi) realizzano una cover del brano insieme all’artista che compare anche nel video ufficiale.

Lamette: Siamo ancora negli anni Ottanta e ci ritroviamo in questo caso davanti a un tema delicato quello del suicidio, affrontato a suon di punk rock ed un testo ancora una volta irriverente: “Senti come affetta questa lametta…Da destra verso il centro, zac…Dall’alto verso il basso, zic…Che gusto che innesto”. Divenuto uno dei successi del 1982, Lamette è stata riproposta durante l’ultima edizione del Festival di Sanremo nel corso della serata delle cover dai La Sad, che si sono esibiti con la Rettore.

Io Ho Te: Scendono i bpm per questa promessa d’amore cantata (e firmata) da Donatella ancora ed arrangiata Claudio Rego che, nonostante i buoni risultati non riesce a supportare le vendite dell’album Far West dal quale è estratta. Nel 2009 Syria ha inserito il brano nell’album Vivo Amo Esco

Adrenalina – (Con Giuni Russo): Sul finire degli anni Ottanta, Giuni Russo per il suo primo duetto convoca Donatella Rettore reputata la perfetta interprete del pezzo scritto dall’artista siciliana e Maria Antonietta Sisini. Una combo nelle quale le due artiste riescono ad incastrarsi perfettamente diventa una delle hit dell’estate.

Di Notte Specialmente: La carriera di Rettore prosegue con un incursioni cinematografiche, per poi riprendere con l’annuncio della sua partecipazione al Festival di Sanremo 1994 quando ritorna al Teatro Ariston con una romanticissima ballad. Una rinnovata veste rispetto al decennio precedente ed una produzione in linea con la kermesse canora supportata da un’emozionante perfomanc,e la portano in top ten nell’anno in cui trionfava Aleandro Baldi con Passerà.

Chimica (Con Ditonellapiaga): l’ultima fermata del nostro percorso risale a due anni fa, quando Donatella ritornava ancora una volta sul palco sanremese insieme ad una nuova promessa della canzone nostrana, Ditonellapiaga presentando Chimica. Sulla genesi del brano scritto a quattromani dalle due artiste, la Rettore aveva dichiarato: “Noi donne siamo sempre in difficoltà, anche dopo 40 anni, nel poter dire certe cose. Questo è un fardello che le donne si portano dietro da anni. Speriamo di buttare giù questo muro e ottenere la parità di genere. La nostra canzone è un gioco di parole, di musica. Siamo due cantautrici, veniamo da generazioni diverse, ma entrambe vogliamo lottare insieme per questo”

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