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Aggressioni sul treno Milano-Varese, le vittime: “Nessuno ci ha aiutato”

Due stupri in una sera sulla Milano-Varese: una serata agghiacciante per due ventenni nella tratta ferroviaria serale. Una vittima bloccata, presa a pugni, stuprata e lanciata sul vagone del treno: “Ho lottato ma non sono riuscita a liberarmi. Speravo do attirare l’attenzione dei passanti ma nessuno è intervenuto. La seconda vittima: “Ero sola, nessuno mi ha aiutato”.

Due aggressioni sulla Milano-Varese: il racconto della prima vittima, stuprata

Accadeva venerdì sera alle ore 22 nella tratta ferroviaria 12085 della Milano Cadorna-Varese Nord: due ventenni sono state aggredite, una di loro è stata anche vittima di stupro. La ragazza di 22 anni è stata aggredita mentre tornava a casa dopo il lavoro. Presa alle spalle, presa a pugni e morsi e trascinata per capelli sui sedili del treno. A questo punto le sono state bloccate le gambe con una bicicletta scura ed è stata violentata senza alcuna pietà.

La ragazza, ancora sconvolta da quanto le era appena accaduto, dalla violenza e disumanità di un gesto come quello, è riuscita a raccontare alla polizia le dinamiche dell’aggressione. A far accapponare la pelle è il fatto che la ragazza abbia avuto la forza e la lucidità di chiedere aiuto e di liberarsi. Nessuno, però, l’ha soccorsa. Chi troppo preso dalla musica degli auricolari, chi troppo impaurito per poter intervenire, il controllore del treno troppo lontano. E la vita di una ragazza distrutta.

Ecco le sue parole, a quanto riporta il Corriere della Sera: «Quando mi sono resa conto che non sarei riuscita a liberarmi, approfittando del treno che si era fermato, ho detto all’uomo che mi teneva di stare calmo e ho iniziato a dirgli che lo avrei seguito e saremmo andati dove voleva, purché la smettesse… Tenendomi le mani strette, siamo scesi dalle scale. Credevo che avrei potuto attirare l’attenzione dei passanti ai quali chiedere aiuto; soprattutto, ricordavo che alla fermata precedente avevo visto il controllore… speravo di trovarlo…».

La 22enne, inoltre, quando è scesa dal vagone “accompagnata” dai due aggressori era di fatto priva di vestiti, non notarla era abbastanza difficile. Forse complice il buio, lo stupro è continuato. Approfittando poi della sosta a i due si sono quindi allontanati, ancora non soddisfatti, in cerca della seconda vittima.

La seconda vittima: “Nessuno è intervenuto per aiutarmi”

Ed ecco che dopo pochissimo i due hanno incontrato la loro seconda preda. Una giovane ragazza, 21 anni, seduta nella sala d’attesa della stazione a lato del binario 1. La ragazza, fortunatamente, è riuscita a salvarsi ma certamente non grazie al soccorso di qualche eroe. L’eroina si è salvata da sola davanti all’impassibilità dei passanti.

Ha raccontato con minuzia di dettagli l’accaduto: «Ad un certo punto è entrato un ragazzo… Aveva una bicicletta. Si è avvicinato. Mi ha chiesto informazioni rispetto a un treno, gli ho risposto, è uscito. Dopo circa dieci minuti, è rientrato e ha ricominciato un dialogo. Gli ho detto che non volevo parlare e l’ho invitato ad allontanarsi. Sì, sono in grado di descriverlo: meno di trent’anni, barba incolta, marocchino sicuramente, pelle chiara, occhi scuri, magro ma piazzato, aveva un cappello di lana tipo cuffia, non scuro ma credo blu chiaro, alto forse un metro e ottanta/ottantacinque. Puzzava di birra. Era vestito con un giubbotto scuro».

La ragazza è inoltre riuscita a descrivere perfettamente uno dei due aggressori: «Il ragazzo è rientrato un’altra volta, si è seduto, ha allungato una mano… È entrato il suo amico… Sono stata afferrata per il collo, diceva “voglio baciarti”… Mi ha preso per i capelli e mi ha messo una mano tra le gambe… Mi sono aggrappata alla porta, nel tentativo di riuscire a fuggire, e ho cercato di aprirla, urlando. Lui mi tirava dentro la stanza e cercavo di scappare. Sono riuscita ad aprire sufficientemente il battente della porta, sia io che lui abbiamo notato un uomo che stava arrivando verso la stazione…». 

Purtroppo, però, quel passante ha preferito non intromettersi nella questione, ha continuato a camminare come se nulla fosse. Ha ignorato completamente la richiesta d’aiuto della ragazza. «A quell’uomo non è importato nulla di quello che mi accadeva, anche se urlavo e mi divincolavo… tanto che non è entrato nemmeno nella sala d’attesa… Il mio aggressore si è diretto verso l’amico… Ho guadagnato l’esterno della stazione… e ho potuto chiamare il 112».

Arrestati i due aggressori

È proprio grazie ai dettagli che sono stati dati da parte delle vittime sconvolte che i due aggressori sono stati trovati ed arrestati da una pattuglia di carabinieri del Comando provinciale. I due verranno adesso processati per il loro crimine.

Cristina Caputo

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