Allegri, ma non troppo: tutte le liti avute dal tecnico livornese durante la sua carriera da allenatore

Fin dai tempi più antichi il duello, cioè lo scontro fra due contendenti, di solito per la risoluzione definitiva di una controversia o per la difesa di determinati valori posti in gioco, ha sempre costituito un metodo piuttosto efficace ed avvincente. Tutta la nostra storia, infatti, è permeata da spettacolari confronti, spesso all’ultimo sangue, alcuni di carattere epico, come quello tra Ettore ed Achille, altri di carattere storico, come quello tra Buffalo Bill e il capo indiano della tribù dei Cheyenne “Mano Gialla”, altri ancora di carattere televisivo, come quello tra Willy il coyote e Beep-Beep.

Allo stesso modo anche il mondo del calcio è caratterizzato da questo genere di episodi, certo, non all’ultimo sangue, ma piuttosto all’ultima parola. Una figura che negli ultimi anni si è decisamente resa protagonista di una serie di duelli verbali con i propri giocatori è sicuramente l’allenatore Massimiliano Allegri, attuale c.t. della Juventus.

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L’ “acciughina nazionale”, infatti, fin dai tempi in cui sedeva sulla panchina del Milan, ha iniziato a collezionare una serie di liti con i suoi calciatori, calciatori, oltretutto, di un certo calibro: primo fra tutti ricordiamo il caso di Andrea Pirlo, un leader indiscusso e un talento dalle doti tecniche pregevolissime, che dopo aver accumulato 284 presenze con la maglia rossonera, non rientrando più nei piani dell’allenatore livornese, venne gentilmente messo alla porta e lasciato partire a parametro zero verso i rivalissimi della Juventus.

Arriviamo alle note dolenti. Durante il periodo a Milano si parlò anche di un forte dissidio con il pericolosissimo Zlatan Ibrahimovic, un dissidio che rischiò di sfociare in una vera e propria rissa da spogliatoio alla fine della gara di Champions League contro l’Arsenal nel marzo del 2012. “Con l’Arsenal, dopo aver perso 3-0, Allegri ci fece comunque i complimenti, ma non fu una grande mossa. Ibrahimovic si arrabbiò moltissimo e quasi vennero alle mani nello spogliatoio”. Questo è ciò che è stato rivelato da Gianluca Zambrotta, ex difensore dei diavoli rossoneri, nella sua autobiografia “Una vita da terzino”, in cui, tra le altre cose, ha accusato apertamente l’allenatore toscano di una cattiva gestione del gruppo.

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Ultimo screzio riportato sulla sponda milanista, ma non ultimo della sua carriera, fu quello avuto con un giocatore simbolo della squadra rossonera, amatissimo dai tifosi, un certo signor Pippo Inzaghi: i testimoni raccontano che Allegri, in visita al centro sportivo di Vismara, avendo incontrato il novello (all’epoca) allenatore degli Allievi Nazionali del Milan, fu infastidito dal freddo atteggiamento riportato da quest’ultimo nei suoi confronti. Un’innocua scintilla che da lì a poco divampò in un ferocissimo diverbio verbale tra i due. Si dice, infatti, che il tecnico livornese, dopo aver rovesciato su Inzaghi una serie di pesanti insulti, abbia terminato la sua “arringa” rivolgendosi direttamente ai giovani ragazzi dell’ex attaccante milanista con queste parole: “Il vostro allenatore è un pezzo di m…a!”. E, molto probabilmente, non era “malta”.

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Infine, il caso più recente è quello creatosi intorno all’ex difensore bianconero Leonardo Bonucci, approdato da poco al Milan di Vincenzo Montella. Tutto nacque in quella fatidica 25ª giornata dello scorso campionato contro il Palermo, al temine della quale ebbe origine un’insanabile frattura tra il c.t. della Juventus e il fumantino centrale di Viterbo. Dopo la tribuna punitiva rimediata dal giocatore per il match di Champions League contro il Porto, tutto sembrava essersi risolto per il meglio, ma i rapporti tra i due raggiunsero una definitiva rottura nella traumatica notte della finale di Cardiff, sulla quale di tutto è stato detto. A questo punto mister Allegri, non intenzionato ad arrivare ad una soluzione pacifica, avrebbe posto un out-out alla società bianconera: “O me, o Bonucci”. L’esito di tale situazione lo conosciamo tutti.

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Eppure Max Allegri, soprannominato proprio “acciughina”, non solo per quella impressionante somiglianza somatica col famoso pesciolino azzurro, ma anche per quell’apparenza così mite, inoffensiva, quasi “fantozziana” per alcuni tratti, in realtà cela una personalità aspra, pungente, autoritaria e talvolta capricciosa. E’ dunque bene diffidare dalle apparenze, poiché l’aspetto esteriore di una persona è un meraviglioso pervertitore della ragione, come predicava il saggio Marco Aurelio, non a caso celebrato dai posteri come l’imperatore-filosofo.

Tartaglione Marco

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