L’ateneo bolognese Alma Mater Studiorum ha annunciato che per l’anno accademico 2020-21 verrà attivato un nuovo corso di laurea in Medicina.
La notizia ha suscitato subito un grande interesse, soprattutto dalle migliaia di giovani che, ogni anno, si iscrivono ai test di ingresso cercando di accedere a questa facoltà così ambita che spalanca importanti orizzonti professionali.

Le due facoltà di Medicina già attive in Alma Mater

Questa nuova facoltà di Medicina andrebbe così ad affiancarsi alle due facoltà di questo tipo già attualmente attive nell’ambito dell’offerta formativa targata Alma Mater: ad oggi, infatti, l’Università degli Studi di Bologna offre già un corso di laurea in Medicina con sede nel capoluogo e un secondo corso concepito interamente in lingua inglese.

La scelta di proporre un corso interamente in lingua straniera, ovviamente, non è casuale: è cosa nota il fatto che l’inglese sia la lingua internazionale per eccellenza, e anche in ambito medico comunicare efficacemente in inglese è la base per poter operare senza problemi anche all’estero, o comunque per interfacciarsi con soggetti stranieri.

Cosa si sa sul corso di laurea che verrà attivato per l’anno 2020-21

Il terzo corso di laurea in Medicina di Alma Mater sarà articolato tra Ravenna e Forlì, dunque è da considerarsi molto interessante soprattutto per chi risiede in queste città, o comunque per chi è disporsi a trasferirvisi.

Tale corso di laurea dovrebbe ospitare 180 studenti, una cifra sicuramente importante, e la sua attivazione risponde alle esigenze professionali che si stanno manifestando in Italia: la domanda di medici è infatti in crescita, tuttavia i laureati in grado di rispondere “presente” sono spesso insufficienti.

Grazie all’attivazione di questo nuovo corso di laurea, dunque, Alma Mater raccoglierebbe complessivamente ogni anno più di 600 posti: il prorettore alla didattica Enrico Sangiorgi ha sottolineato come tale cifra sia decisamente importante e possa sicuramente consentire all’ateneo di sfornare figure in grado di rispondere alla sempre più cospicua richiesta di mercato.

Sangiorgi, peraltro, ha sottolineato che dietro la nascita di tale corso di laurea vi è un lavoro di circa due anni, e per questo progetto sono stati complessivamente stanziate alcune decine di milioni di euro.

La questione relativa alle scuole di specializzazione

In molti, tuttavia, sottolineano il fatto che la difficoltà di reperire medici non è dovuta in primis allo scarso numero di laureati in Medicina, bensì al problema relativo alle scuole di specializzazione: sebbene il numero di laureati nel settore sia soddisfacente, si ritiene, le scuole di specializzazione agiscono da “imbuto” in quanto molti laureati non riescono ad accedervi per via delle limitate possibilità.

Si sta sviluppando, in regione, un autentico policlinico

Ciò che si sta venendo a creare è dunque un vero e proprio policlinico della Romagna, una vera e propria rete tra Bologna, Forlì e Ravenna dotata di strutture d’avanguardia.

Una menzione, infatti, va rivolta anche a Cesena, dove si sta puntando molto sull’ingegneria biomedica grazie all’attivazione di un corso di laurea magistrale in Biomedical Engineering, a Rimini invece la principale “chicca” è la nascita dell’Institute of Health.

Una regione sempre eccellente in ambito medico

Il fatto che l’Emilia Romagna stia vedendo consolidare la sua importanza per quel che riguarda la formazione medica, d’altronde, non è certo casuale: questa regione è stata sempre un’autentica eccellenza in ambito medico grazie alla presenza di ottime strutture.

La Sanità Pubblica della Regione Emilia Romagna ha saputo sempre distinguersi per qualità ed efficienza, inoltre sul territorio si possono individuare strutture private eccellenti per quel che riguarda specifiche specializzazioni: Ionoforetica.it richiama ad esempio, ogni anno, migliaia di pazienti da altre regioni i quali richiedono delle visite radiologiche professionali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA