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“Amanda Lear è nata uomo, si chiamava Peki D’Oslo”: la verità dopo anni

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Amanda Lear deve il suo successo al suo talento per lo spettacolo, la sua bellezza, ma anche al suo fascino dai toni “maschili”. In molti per anni hanno creduto che lei non fosse donna sin dalla nascita, ma qual è la verità? L’ha raccontata Patrizia De Blanck supportata da Simona Izzo.

“Amanda Lear è nata uomo, perché non lo sapevi Barbara? Ha per caso smentito? Non ha smentito perché ovviamente non si è affatto offesa né risentita. Noi abbiamo parlato di questo. Non è una sciocchezza, è un miracolo della natura. Non mi aspettavo che mi chiedessi questo perché ero convinta che tu lo sapessi. Amanda non ha mai fatto un outing, ma non ha mai neanche smentito perché è una donna intelligente e sa che fra il vero ed il verosimile è importante lasciare un punto interrogativo”.

Di diverso parere è Roberto Alessi che invece crede che Amanda sia sempre stata una donna, ma la voce sulla sua presunta sessualità l’ha messa in giro l’artista Dalì quando a Parigi iniziò a girare una foto della Lear con due travestiti.

“Io sono d’accordo con Simona perché io stavo a Parigi con Amanda Lear che era ancora un ragazzo e si chiamava Peki D’Oslo, ora ve lo dico”.

A Parigi ha davvero incontrato un ragazzo che si chiamava Peki D’Oslo che su internet spacciano come Amanda Lear.

Oggi, dopo oltre 40 anni di carriera e 28 album pubblicati si può dire che gran parte del suo successo è stato dato da quell’aura di mistero che non l’ha mai abbandonata e che l’ha resa una preda ambita da molti uomini, vedi Salvador Dalì e David Bowie.

Ma nonostante la sua vita sentimentale ricca e movimentata, un matrimonio e numerosissimi flirt, quante volte, vedendo Amanda Lear in televisione ci siamo chiesti quanti anni avesse e se fosse una donna o in realtà un uomo? In un’intervista del 2018, lei stessa ha svelato il mistero.

Ospite di Mara Venier per la trasmissione Domenica In, Amanda Lear ha confessato che il mistero sulla sua sessualità fu una trovata pubblicitaria per distogliere l’attenzione da quella che secondo lei era una mancanza di talento: “Ho fatto tutto io. Non sapevo cantare e mi serviva pubblicità. Con la mia voce particolare si poteva credere che fossi un uomo e ci ho giocato. Ha funzionato. Altrimenti sarei stata dimenticata”.

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