Nella puntata odierna di Domenica In, Mara Venier ha avuto come ospite l’attore Claudio Amendola, che ha tenuto a precisare ancora una volta il suo impegno a favore della sua categoria in questo momento di difficoltà. Già da qualche tempo Claudio ha rilevato la problematica nata durante questa pandemia per gli attori costretti a casa senza lavoro.

Dal nuovo decreto sembrava che domani 4 maggio anche i set cinematografici potessero riaprire, ma l’attore precisa che ciò non è ancora possibile in quanto non è stato trovato un accordo per la sicurezza dei dipendenti. L’attore collabora già da qualche tempo con l’associazione “L’attore Invisibile” formata da oltre 6.000 attori e attrici non di spicco che navigano nel disagio portato dal lockdown.

Claudio Amendola - immagine web
Claudio Amendola – immagine web

Claudio Amendola, la mia carriera insieme al mio papà Ferruccio

La padrona di casa Mara Venier mostra sempre dei video che ripercorrono la carriera dei suoi ospiti. Anche oggi per omaggiare Claudio ha mostrato all’attore gli inizi della sua carriera. Amendola, come ricordiamo, ha iniziato il suo lavoro con il papà Ferruccio Amendola che a detta del figlio è stato oltre che un grande attore un gran lavoratore.

Insieme alla zia Mara abbiamo ripercorso i momenti salienti della carriera di Claudio; ricordiamo ad esempio nell’84 Natale a New York, uno dei primi film di Claudio Amendola rivolto al grande schermo. La sua carriera conta anche la conduzione di programmi televisivi e fiction.

Ferruccio Amendola - immagine web
Ferruccio Amendola – immagine web

L’attore romano oltre all’amore per il suo lavoro ha due altri grandi importanti amori: la Roma e la moglie. Francesca Neri e Claudio Amendola stanno insieme da quasi 24 anni e è stato un vero e proprio colpo di fulmine, durante l’intervista Claudio ha rivolto dei complimenti alla moglie riferendo che è bella come quando si sono conosciuti.

Prima di salutare Amendola ha ribadito ancora una volta la difficile situazione di tutti gli attori del mondo sottolineando soprattutto quelli non di spicco che non possono permettersi di non lavorare per periodi prolungati, con la speranza che tutto questo finisca presto.

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