Musica

Anthony Kiedis, i 59 anni del leader dei Red Hot Chili Peppers

Oggi, 1° novembre 2021, Anthony Kiedis compie 59 anni, frontman e fondatore, con Flea, dei Red Hot Chili Peppers, può essere considerato a tutti gli effetti come un impareggiabile outsider. Senza di lui, che ne sarebbe stato dei RHCP?

Scar Tissue, l’autobiografia

Anthony Kiedis è nato in Michigan nel 1962 da Margaret “Peggy” Idema e da John Michael Kiedis, anche conosciuto con il nome di Blackie Dammett. I suoi genitori divorziano quando Anthony ha soli sei anni e dopo un periodo vissuto con la madre, a dodici anni si trasferisce a Los Angeles da suo padre. È probabilmente in questo periodo che Anthony comincia a maturare in pieno la personalità che gli ha permesso di fondare poi, nel 1983, i Red Hot Chili Peppers.

Come emerge da Scar Tissue, l’autobiografia pubblicata nel 2005 in collaborazione con la penna leggera e divertente di Larry Sloman, sono tanti gli episodi che hanno segnato la giovinezza di Kiedis. Il padre, un attore appassionato di donne e di droghe, non lo ha mai reso estraneo alla conoscenza di quelli che sono i vizi e gli appannaggi di Hollywood. Ma in fondo, come sempre accade agli artisti più geniali, è stata proprio questa piena consapevolezza del mondo a rendere Anthony un giovane ragazzo alla ricerca smodata di una chiave per esprimersi.

Anthony Kiedis: una voce

“Il frontman è stonato”. Tutti i fan dei Red Hot Chili Peppers si sono sentiti dire almeno una volta questa frase, magari pronunciata da genitori che guardavano con sdegno il poster appiccicato in camera del figlio adolescente. Abituati alla bella canzone e all’estensione vocale infinita, non trovavano altro da dire se non “il frontman è stonato”.  E forse avevano ragione: Anthony Kiedis non le prende tutte, le note. Ma quanto conta veramente la tecnica?

Lo stesso Kiedis lo ammette, sicuramente con una punta di divertito orgoglio: “Non ero capace di cantare. Mi sono dovuto inventare uno stile”. Anche John Frusciante, in un’intervista, conferma: “Anthony ha un’enorme capacità di sentire la musica e di interpretarla, ma non conosce nulla della musica”. Ma tutto questo non assume nessuna rilevanza, anzi sembra essere proprio il punto forte. La voce di Anthony Kiedis sarebbe riconoscibile tra un miliardo di altre voci.

Il punto fermo dei Red Hot Chili Peppers

Non solo una voce perfettamente riconoscibile, ma anche una presenza che non si può non notare. Anthony Kiedis occupa lo spazio con la ferocia tipica e unica di chi ha davvero avuto sempre troppa fame. È Kiedis l’idolo dei ragazzi e la cotta delle ragazze. È Kiedis a tenere insieme il suono, anche quando i suoni cambiano. Anche quando i membri del gruppo cambiano, e lui stesso cambia con loro.

È vero: Blood Sugar Sex Magik- l’album del 1991 che ha catapultato i Red Hot Chili Peppers sull’Olimpo- ha funzionato così bene anche grazie al suono portato da John Frusciante, ma che ne sarebbe stato dei RHCP dopo quest’album, senza Kiedis? Se non fosse stato Frusciante a mollare il gruppo nel pieno del tour, ma fosse stato Anthony?

Ma no, non è successo. I RHCP sono sempre stati salvi, Kiedis è rimasto e oggi compie 59 anni. Fa yoga, è vegetariano e di droga non ne vuole più sapere. Non ci rimane che attendere, e la curiosità è alle stelle, il nuovo album della band, che ha riaccolto di nuovo, con l’affetto di miliardi di ascoltatori, il chitarrista John Frusciante.

Immagine di copertina © Teddy Richardson

Marta Barone

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