Cronaca

Archivio Onu sui crimini di guerra, svelato l’orrore dopo 70 anni

Dopo 70 anni si è deciso di desecretare l’immenso archivio della Commissione Onu sulle atrocità dei crimini di guerra.

Verranno resi pubblici per la prima volta da venerdì 21 aprile presso la Wiener Library di Londra, che metterà a disposizione un catalogo consultabile online. “Il catalogo sarà disponibile sul nostro sito”, ha detto l’archivista della biblioteca Howard Falksohn.

La Wiener Library è stata fondata nel 1934 ad Amsterdam e il suo materiale è stato poi trasferito a Londra poco prima della Seconda Guerra Mondiale. La biblioteca è particolarmente attiva nella ricostruzione dei fatti relativi all’Olocausto e fornisce sostegno alle famiglie che ancora sono alla ricerca di parenti scomparsi nei campi di concentramento. Ogni cartella contiene 2.000 pagine di informazioni. In tutto si parla di 900 Gb di documenti. “È possibile che alcuni capitoli della storia saranno riscritti con le nuove prove” afferma Dan Plesch, direttore del Centro per gli Studi Internazionali, ritenendo che i documenti possano essere preziosi anche per combattere il negazionismo riguardo allo sterminio degli ebrei.

L’archivio era stato inaugurato nel 1943 per sostenere i processi di Norimberga, con la raccolta di prove e documentazioni, fondamentali nel mettere in piedi i processi stessi. Chiuso alla fine degli anni ‘40, molte delle rivelazioni riguardano i campi di concentramento di Auschwitz dove molti ebrei furono uccisi nelle camere a gas. Le testimonianze riportate in un documento del 1944 forniscono i dettagli di come venisse chiesto ai prigionieri di togliersi i vestiti e di come il pavimento di terracotta delle camere diventasse scivoloso quando bagnato. Il contenuto è stato portato via di nascosto dai territori dell’Europa orientale.

Inoltre, il registro fornisce le prove del fatto che gli alleati sapessero dei campi di concentramento due anni prima della loro scoperta e che Adolf Hitler è stato accusato di crimini di guerra nel 1944. Inoltre, dimostra anche che la prostituzione forzata e lo stupro erano perseguiti come crimini di guerra in Grecia, Filippine e Polonia già alla fine degli anni ‘40. In precedenza, si credeva che fossero stati introdotti nella legislazione solo in seguito alla guerra in Bosnia.

Altri documenti riguarderebbero invece la responsabilità personale di Hitler nel coordinare i massacri effettuati dai nazisti in Cecoslovacchia, con oltre 300 pagine che comprendono i dettagli degli ordini impartiti dal Fuhrer in persona. E non solo: le prime Nazioni a chiedere giustizia rispetto agli orrori del Terzo Reich furono la Polonia e la Cina, e non la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e la Russia, che poi invece coordinarono Norimberga. Sembra di capire che gli alleati fossero ben più consapevoli di quale fosse la realtà dei lager nazisti ben prima della fine della guerra.

Nella Dichiarazione di Mosca del 1943, gli alleati si impegnavano a perseguire i criminali di guerra nel paese dove le delinquenze erano state commesse. Le Nazioni Unite istituirono una Commissione di inchiesta con il compito di creare una lista dei criminali di guerra per facilitare l’azione dei governi in tutto il mondo. In questa lista erano presenti Badoglio, Graziani, Roatta, Ambrosi. Come sottolinea lo storico Michael Palumbo, sulla base di documenti trovati negli archivi di Washington, Londra e Roma, gli anglo-americani erano a conoscenza della efferatezza dei crimini italiani e, negli anni che seguirono l’armistizio, coprirono Badoglio e il suo gruppo perché li ritenevano affidabili per il loro anticomunismo.

Tra le rivelazioni, anche quella secondo cui il governo polacco in esilio fornì all’archivio una quantità di prove incredibilmente dettagliate sui lager nazisti, a cominciare da Auschwitz, prove che furono fatte uscire di nascosto dai territori occupati prima della fine della guerra. Tra queste, la testimonianza di un soldato britannico, Harry Ogden, che era stato catturato dai nazisti in Norvegia, per poi fuggire e unirsi ad alcuni partigiani polacchi ed essere nuovamente detenuto, questa volta in un campo satellite di Auschwitz.

Insomma, migliaia di documenti che potrebbero riscrivere la storia e che probabilmente cambieranno molte delle prospettive storiche con cui nel Novecento è stata raccontata non solo la Seconda Guerra Mondiale, ma anche il Dopoguerra e come l’Occidente ha estrapolato la conoscenza di ciò che accadeva nei campi di concentramento e lo sterminio alla fine del conflitto mondiale.

 

Patrizia Cicconi

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