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Arthur Leclerc: sognando i Red Brothers

Arthur Leclerc, classe 2000, età più alta rispetto ai colleghi, ma tanto talento e voglia di distinguersi, non per il nome che porta ma per le capacità che ha. La nuova scommessa della Ferrari fa ben parlare di sé in questi giorni, dove ha dimostrato che lo stemma del Cavallino lo porta al petto perché con la macchina sa muoversi, anche se solo virtualmente al momento.

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Arthur Leclerc, FDA – Photo Credit: Scuderia Ferrari Official Twitter Account

Arthur Leclerc

Nato ad ottobre come il fratello, ma tre anni dopo; Arthur fa il suo debutto con le monoposto nel 2018 nel campionato francese di Formula 4. Inizia più tardi rispetto agli altri ma il debutto non lascia dubbi; 2 vittorie, 1 pole e 8 podi per un quinto posto finale che inizia ad attirare lo sguardo dei grandi. L’anno successivo Arthur passa ad un campionato più competitivo, quello tedesco di ADAC Formula 4, dove dimostra di non essere semplicemente il fratello di Charles; buone visioni di strategia, tanta grinta nei sorpassi, forse a volte troppa tanto da diventare impaziente e precludersi risultati migliori, ma il talento c’è e sta crescendo con lui.

Spesso le formule minori offrono una vasta scelta di giovani piloti; così come Arthur, tanti sono quelli che hanno iniziato il cammino propedeutico alla Formula 1 cercando e sperando di essere notati. Cosa che ha fatto la Ferrari nei confronti del giovane Leclerc, ma anche la Sauber che l’ha inserito nel programma giovani già nel 2019; una scommessa quella della casa di Maranello, come lo era stato anche Charles del resto e come lo sono stati tanti. Per passare in F1 si compie un salto enorme e spesso il rischio di scommesse troppo ottimistiche poi purtroppo non viene ripagato.

Arthur Lelclerc – Virtual GP

Il suo ingresso nella Ferrari Driver Academy è stato solamente frutto del suo sudore e della crescita, come pilota, avvenuta in poco tempo. Il modo per imparare, stupire e guadagnarsi il posto in categorie superiori non gli manca; nel frattempo Arthur rende se stesso un protgonista indiscusso nel mondo dei Gran Premi virtuali. Da un lato divertente, spensierato, a tratti un po’ bambino come chiunque quando gioca con gli amici; dall’altro veloce, sicuro di sé, vincente, pilota.

Al debutto in F2, virtuale ovviamente, Arthur ha dato prova di avere le carte in regola per potersi guadagnare un sedile più ambito. Nella gara corsa con piloti di Formula 2 e Formula 3, il giovane ha semplicemente vinto tutto; la chiamata in extremis da parte della Prema ha ben dato i suoi frutti, con Leclerc che ha messo in tasca le vittorie sia della Feature che della Sprint Race. E per il secondo GP virtuale, a Barcellona, la proposta non è arrivata all’ultimo momento.

Nel Gran Premio virtuale di F1 del Vietnam, corso sul circuito di Melbourne, il giovane Leclerc ha guidato al fianco del fratello, su una Ferrari; per qualche minuto c’è stata un’immagine particolare, due fratelli, in rosso, davanti a tutti. Un sogno, un’idea, una speranza nata da un gioco, ma che ha toccato la mente e il cuore di chi quell’immagine l’ha vista, anche se virtuale.

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Arthur e Charles Leclerc – Photo Credit: Scuderia Ferrari Official Twitter Account

Arthur Leclerc – Scommessa rossa

Fratelli e piloti, due parole che non vengono accostate spesso ma che in passato hanno fatto sicuramente sognare; un’immagine romantica che rende i piloti più umani agli occhi di chi pensa a loro solo come automi che devono guidare. I Rodriguez negli anni ’60, gli Scheckter e i Fittipaldi nei ’70, fino ai fratelli da battere, i più famosi probabilmente, gli Schumacher. 480 GP in due, di cui 157 insieme, salendo per 15 volte sul podio; cinque le doppiette anche se in scuderie diverse, una sola la vittoria di Ralf, in Canada nel 2001, quando ha potuto guardare il fratello Michael da una prospettiva diversa.

Vedere due fratelli correre nella stessa scuderia è difficile; vederli vincere entrambi è molto raro, discorso analogo per il titolo iridato. La storia insegna che il talento in famiglia può esserci ma non allo stesso modo. Eppure gli occhi di Arthur non mentono, la sfida con se stesso è aperta; il suo obiettivo è la Formula 1, proprio lì dove Charles è arrivato e forse lo aspetta. Battere gli Schumacher, tornare a dare un po’ di umanità a un mondo fatto in apparenza di gomme e motori. Due fratelli di nuovo in Formula 1, a condividere lo stesso sogno, a lottare per realizzarlo; l’utopia della tuta rossa per entrambi, a combattere fianco a fianco. Un’immagine. Un sogno virtuale. Con tutto in regola per essere realizzato.

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