Aspettando il Derby: storia di una lunga rivalità

Il derby è una sfida importantissima da sempre, al di là della classifica. C’è il predominio capitolino in palio, il senso di orgoglio e appartenenza di due delle tifoserie più calde d’Italia, divise da una fortissima rivalità: è una delle gare più sentite e affascinanti del nostro campionato!

Aspettando il Derby della Capitale: in questo articolo, ripercorreremo eventi e conosceremo i protagonisti di una delle rivalità più sanguigne della nostra Serie A. Lazio-Roma è alle porte: buona stracittadina a tutti! Soprattutto ai tifosi romani.

Il primo Derby della storia

Rodolfo Volk, detto “Sciabbolone” e autentico mattatore nei primissimi derby romani. Credits: Calciomercato.com

E’ l’8 dicembre del 1929 e allo stadio Rondinella di Roma è prevista la prima sfida della storia tra la Roma e la Lazio. C’è grande attesa e un forte clima di tensione e astio tra le due tifoseria. “Colpa” del rifiuto laziale, un paio di anni prima, di prender parte alla grande fusione che, dalle ceneri di società storiche romane come Alba, Roman e Fortitudo, diede vita alla nascita dell’AS Roma. ù

Proprio la tifoseria giallorossa si presentò assai più numerosa di quella laziale, facendo quasi venir meno il fatto che quest’ultimi giocassero in casa. A causa del clima rovente, si era addirittura pensato di non far disputare la gara ma alla fine il tutto si disputò regolarmente. A vincere la prima sfida capitolina fu la Roma, che si impose per 1 a 0 grazie al gol del suo bomber principe Rodolfo Volk, che al 73′ sblocco la contesa e regalò il Derby ai suoi sostenitori. La Roma si impose anche nella sfida di ritorno, disputato al campo Testaccio, con un perentorio 3 a 1.

Il primo successo della Lazio

Le due squadre schierate prima della finale di Coppa Fornari, vinta dalla Lazio Credits: foto dal web

Le stagioni a seguire furono magre di soddisfazioni per i coloro biancocelesti e fu spesso la Roma a imporsi. Il primo successo della Lazio giunse nella stagione 31-32 ma fu in una gara non ufficiale. Dopo aver perso entrambi i derby in campionato, i laziali si imposero nella Coppa Fornari con un netto 3 a 0 sul campo di Testaccio.

I biancocelesti giocarono una gara di grande spessore tattico, lasciando l’iniziativa per la prima ora alla Roma per poi colpirla ripetutamente in contropiede nell’ultima mezzora. E’ il preludio anche al primo successo in campionato della Lazio, che arriva nella sfida di andata della stagione seguente grazie ad un 2-1, nella gara in cui il centravanti giallorosso Volk stabilì il record, tuttora imbattuto, di 7 marcature consecutive nella stracittadina.

Spettacolo anche durante la guerra e Scudetto della Roma

La stagione 33-34 finirà negli annali come quella in cui si disputarono due dei derby più belli della storia. In quella di andata la Roma giocò una gara memorabile e si impose con un pesantissimo 5-0 ma il ricordo principale fu quello di una grande correttezza sugli spalti. La partita di ritorno vide ancora i giallorosso dilagare in apertura di match, andando comodamente sul 3-0 ma il cuore laziale fu enorme e alla fine, grazie ad una tripletta di Demaria riuscì in un’epica rimonta.

La stagione seguente fu condizionata dalle polemiche per il passaggio del capitano della Roma Attilio Ferraris in maglia laziale, primo “scippo” della storia tra le due società.

La rosa della Roma, campione d’Italia per la prima volta nel 41-42. Credits: foto dal web

Dopo diverse stagioni di combattute sfide, per lo più pareggiate, giungiamo al campionato 41-42 con la Roma in piena corsa per lo scudetto e la Lazio che tenta di ostacolarne la corsa. La sfida di andata è lottatissima e sta per concludersi con un pareggio per 1-1 quando in pieno recupero il difensore laziale Faotto infila fortuitamente la propria porta, siglando un clamoroso autogol che vale il successo giallorosso.

Nel ritorno, invece, la gara terminerà in parità ma ciò non bastò per frenare la corsa della Roma verso il suo primo titolo italiano. Intanto, in pieno caos per la seconda guerra mondiale, il campionato italiano si fermò per un paio di anni. Le due romane, tuttavia, ebbero modo di proseguire la propria rivalità, disputando per due stagioni consecutive (dal 43 al 45) il “Campionato Romano di calcio” assieme ad altre società minori della Capitale.

In entrambe le edizioni le due società diedero vita ad entusiasmanti testa a testa, lottando punto su punto per la vittoria finale col titolo che andò il primo anno alla Lazio e il secondo alla Roma.

Le retrocessioni delle due squadre

Siamo nel 50-51 e per la Roma gli anni dei fasti, conclusi con la conquista del primo scudetto, sembrano ormai lontanissimi. I giallorossi sono in declino e nelle ultime stagioni si sono salvati per il rotto della cuffia dalla retrocessione, che stavolta non sono però in grado di evitare.

A dare il colpo di grazia alla classifica romanista ci pensano anche e soprattutto i laziali, che si avventano come leoni sul cadavere della vittima conquistando entrambi i derby, che risulteranno poi decisivi ai fini della retrocessione giallorossa: l’andata terminò 1 a 0 con un gol allo scadere di Flamini, mentre il ritorno finì 2 a 1 per la Lazio col gol decisivo di Cecconi.

Il laziale Flamini, autore del gol vittoria nel derby del 50-51 Credits: foto dal web

La risalita dei giallorossi fu imminente e vinsero il campionato di B al primo tentativo. Tornati in A, pur perdendo entrambi i derby di campionato e uno amichevole, riuscirono a classificarsi davanti alla Lazio in classifica. Esattamente 10 anni dopo la retrocessione in B della Roma, fu la Lazio a fare lo stesso percorso.

Dopo aver perso il derby di andata con un secco 4 a 0, i biancocelesti si imposero in quello di ritorno per 2 a 1 ma fu un successo inutile ai fini della classifica, visto che la Lazio chiuse all’ultimo posto, dando l’arrivederci alla massima serie.

Il primo scudetto della Lazio

Dopo anni turbolenti, fatti di retrocessioni e risalite, la Lazio torna pian piano ad assestarsi. Tornati in A nel 72-73, i biancocelesti disputarono una grandissima stagione e, da neopromossi, si posizionarono terzi alle spalle di Juventus e Milan, riuscendo, inoltre, a vincere entrambi i derby. Fu il preludio al successo dell’anno seguente, quando la Lazio conquistò il primo scudetto della propria storia imponendosi anche in questa stagione in tutte e due le sfide contro la Roma.

Giallorossi che si vendicarono nel campionato successivo, imponendosi in entrambi i derby e conquistando anche quello di Coppa. Dopo anni si intense sfide per il predominio cittadino la Lazio conobbe un altro periodo di forte crisi, che culminò con la retrocessione ad inizio anni 80.

La rosa della Lazio campione d’Italia nel 72-73. Credits: Wikipedia

In questa stagione ci fu, purtroppo, uno dei più brutti episodi della storia di questa sfida. Nella gara di andata, infatti, un razzo partito dalla Curva Sud colpì un giovane tifoso della Lazio, Vincenzo Paparelli, causandone la morte. La partita, nonostante la tragedia, si disputò ugualmente e fu caratterizzata da un clima surreale, finendo per la cronaca in parità.

La gara di ritorno, invece, fu disputata proprio durante il periodo in cui era esplodo lo scandalo del calcio scommesse in Italia. L’indagine coivolse anche la Lazio, che oltre a perdere il derby, fu poi retrocessa nonostante il quartultimo posto mentre la Roma alzò la Coppa Italia.

Il secondo scudetto giallorosso

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Paulo Roberto Falcao, simbolo della grande Roma degli anni 80. Credits: lagiornatasportiva.it

Nel campionato 82 e 83 la fortissima Roma del presidente Viola e del tecnico svedese Liedholm conquistò meritatamente il suo secondo scudetto al termine di un grande campionato. L’assenza della Lazio, che in quella stagione disputava il campionato di B, impedì la disputa del derby, che tuttavia andò in scena nell’anno seguente. La Roma, nuovamente in corsa per lo scudetto contro la Juventus, vinse per 2 a 0 la gara di andata mentre fu bloccata sul 2-2 in quella di ritorno.

A conti fatti fu un pareggio determinante per le sorti del campionato, che andò alla Juventus con la Roma seconda. Nel campionato 84-85 i derby furono contraddistinti dalla totale mancanza di fair play, con lotte furibonde, vergognose risse e spettacolo ridotto al minimo. Entrambe le sfide terminarono in parità e al termine del campionato la Lazio tornò nuovamente in B.

Gli anni 90, preludio al successo

La Lazio tornò nella massima serie soltanto nel campionato 88-89 e conquistò il derby grazie ad un gol del giovanissimo Di Canio, con la famosa e provocatoria esultanza rivolta alla Curva Sud, cuore del tifo giallorosso. Nei campionati seguenti ci fu una lunghissima serie di pareggi con le due squadre che, lontane dalle zone nobili della classifica, si sfidavano in partite che valevano un’intera stagione.

Mai come in questo periodo il Derby era sentito e spesso sfociava in gare altamente fisiche e poco spettacolari. La lunga serie di pareggi fu spezzata, nel 93, da Beppe Signori, che con un calcio di rigore decise la gara a favore della Lazio. Nella stessa partita, il capitano della Roma Giannini sbagliò un rigore procurato da un giovanissimo Francesco Totti.

Nel campionato seguente la Roma si impose a sorpresa per 3 a 0 nel Derby di andata. Fu una gara a senso unico, nonostante il giorno prima il Corriere dello Sport avesse fatto un confronto tra gli 11 titolari delle due squadre, arrivando a stabilire che in tutti i casi la Lazio era superiore. Biancocelesti che poi si vendicarono nel ritorno, vincendo per 2 a 0.

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Lo sfottò di Francesco Totti ai danni dei tifosi laziali dopo il derby del 99 vinto 3-1. Credits: il Romanista

Altra importante tappa di questa storia rivalità fu quella del 97-98 quando la Lazio conquistò ben 4 derby su 4, contando anche i quarti di finale della Coppa Italia. Fu una crepa indelebile nella bella stagione della Roma di Zeman, che nonostante il quarto posto, la ritrovata ambizione e il calcio spettacolare, sarà ricordata soprattutto per quella macchia.

Il tecnico boemo ebbe, comunque, modo di vendicarsi nel campionato successivo. Il derby di andata fu uno dei più belli della storia con la Lazio che ribaltò il vantaggio iniziale di Delvecchio e andò addirittura sul 3 a 1 con la Roma ridotta in 10. Nei minuti finali il cuore giallorosso portò ad un’incredibile rimonta grazie all’attuale tecnico della Roma Di Francesco e al capitano Francesco Totti.

A pochi istanti dalla fine Marco Delvecchio siglò addirittura il 4 a 3 di testa ma l’arbitro annullò inspiegabilmente. Nella sfida di ritorno, invece, i giallorossi disputarono una grande partita e si imposero per 3 a 1 con Totti che chiuse la sfida e esibì la famosa maglietta “Vi ho purgato ancora”!

La Lazio apre il nuovo millennio con lo scudetto numero 2

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La splendida punizione di Veron decisiva ai fini del Derby di ritorno e dello scudetto 99-00. Credits: La Gazzetta dello Sport

Le grandi ambizioni di Sergio Cragnotti e di Franco Sensi resero Lazio e Roma due splendide realtà del calcio italiano. Forse le rose più ricche e forti di quel periodo, con decine e decine di calciatori di assoluto livello a illuminare le sfide del nuovo millennio. Nel 99-00 fu la Lazio a vincere il suo secondo titolo, vendicandosi del campionato perso all’ultimo l’anno precedente.

I biancocelesti, in possesso di una rosa fortissima, ebbero la meglio in un entusiasmante testa a testa con la Juventus. Corsa al quale prese parte, almeno fino a Dicembre, anche la Roma di Fabio Capello, che conquistata la testa non fu poi in grado di mantenerla anche per via dei pochi cambi in panchina e terminò al sesto posto. I giallorossi, tuttavia, macchiarono il cammino della Lazio infliggendole una pesantissima lezione nel derby di andata, terminato con un clamoroso 4 a 1.

La Roma, peraltro, siglò tutte e 4 le reti nella prima mezzora grazie alle doppiette di Montella e Delvecchio. Nel ritorno la Lazio si impose in rimonta per 2 a 1 grazie ad un magico calcio di punizione di Juan Sebastian Veron.

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La mitragliatrice di Batistuta dopo aver sbloccato il derby del 29 Aprile 2001. Credits: foto dal web

Scudetto giallorosso l’anno seguente

Voglioso di scucire lo scudetto dalle maglie laziali, il presidente Franco Sensi non badò a spese nel campionato 2000-2001 e regalò a Capello una rosa di altissimo livello, impreziosita dagli arrivi di Samuel, Emerson e del bomber Batistuta. I giallorossi si innalzarono in testa alla classifica fin dalla prima giornata e non lasciarono mai il primato.

Nel derby di andata la sfida fu sentitissima e si chiuse per 1 a 0 a favore della Roma con un clamoroso autogol di Negro su errore grossolano di Nesta. Nel ritorno, con la Roma lanciatissima verso il suo terzo scudetto, la Lazio sapeva di dover assolutamente rallentare la corsa dei rivali. Nonostante il micidiale 1-2 ad inizio ripresa con i gol in pochi minuti di Batistuta e Montella, la Lazio non demorse e raggiunse un epico pareggio nel recupero con il gol di Castroman dopo quello della speranza siglato da Nedved poco prima.

Il pareggio rallentò soltanto il cammino della Roma, che a fine anno conquistò meritatamente lo scudetto, scucendolo dalle maglie biancocelesti.

La lunga rivalità fino al 26 Maggio

Con Fabio Capello in panchina i giallorossi continuarono a primeggiare nelle sfide stracittadine e in classifica. Clamoroso fu il 5 a 1 rifilato alla Lazio nel campionato 2001-2002 con uno scatenato Vincenzo Montella che finì nella storia realizzando un poker. Per ritrovare un successo della Lazio bisogna arrivare alla stagione 2004-2005, la prima senza Capello in panchina.

La Roma vive una stagione difficilissima, caratterizzata dal cambio di ben 4 allenatori. Non che il cammino della Lazio sia molto più entusiasmante ma ai biancocelesti va comunque la gloria cittadina con la vittoria nell’andata per 3 a 1 e con Di Canio che, oltre 15 anni dopo, torna a sfidare la Sud dopo il gol. Un sostanziale equilibrio vige fino al 2009, quando la Roma inanella un’importante filotto di successi consecutivi sotto la guida di Ranieri prima e Montella poi. Saranno ben 5 i derby consecutivi vinti dalla Roma.

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La festa della Lazio al termine della finale di Coppa Italia del 26 Maggio 2012. Credits: Corriere dello Sport

Dopo questo exploit è la Lazio che risponde con 3 successi di fila, spezzati solo dal pareggio nella sfida di ritorno del 2011-2012. Si arriva al 26 Maggio e le due squadre si ritrovano per la prima volta davanti in una finalissima secca di Coppa Italia, che si disputa proprio all’Olimpico. Entrambe le squadre sono reduci da una stagione fallimentare e hanno il derby come ultima possibilità di qualificazione europea.

La Roma, guidata da Andreazzoli (subentrato a Zeman a stagione in corso) gioca una gara pessima, completamente in preda alla paura e, di fatto, non calcia mai verso la porta. Non fa meglio la Lazio di Petkovic che però ha il merito di sfruttare l’unica vera occasione dell’incontro e al 71’passa in vantaggio con Lulic. A nulla vale la fortuita traversa di Totti nel finale, termina con la vittoria della Lazio.

Le gare seguenti, sicuramente influenzate dall’esito di questa sfida, vedranno la Roma imporsi con continuità e la Lazio ottenere solo qualche sporadico successo. Nel campionato passato, il 2018-2019, i giallorossi si sono imposti nella partita di andata, vincendo per 3-1 con una magia di tacco di Lorenzo Pellegrini e una punizione al veleno dell’ex Kolarov. Nel ritorno, invece, sono stati i biancocelesti a portare a casa la posta con un secco 3-0, passeggiando sui resti di una Roma ormai alla fine del ciclo Di Francesco.

Allo stato attuale sono 188 le sfide tra la Roma e la Lazio e le statistiche vedono i giallorossi avanti con 71 vittorie, 53 sconfitte e 64 pareggi. Anche il conto dei gol fatti vede la Roma avanti con 237 e la Lazio a 191 mentre dal punto di vista dei singoli è Dino da Costa (ex Roma) a guidare la classifica marcatori con 12 gol (11 in gare ufficiali) seguito a ruota da Francesco Totti a 11 e Marco Delvecchio a 9. Il primo laziale in graduatoria è Piola a 6 gol, comunque preceduto da Montella e Volk, fermi a 7.

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