Cronaca

Attentato nella metro a San Pietroburgo: si segue la pista del terrorismo islamico

Pur se non ci sono state ancora rivendicazioni da parte dell’Isis, gli inquirenti nelle ultime ore sono sempre più propensi a ritenere che l’attentato realizzato ieri, probabilmente da una ventiduenne kirghiso residente nel paese, sia di matrice islamica, probabilmente ad opera di un lupo solitario

A poche ora dall’attentato che ieri ha sconvolto San Pietroburgo arrivano nuove notizie, parziali smentite e conferme.

Nella tarda mattinata di ieri, un vagone della metro blu è stato avvolto dall’esplosione di un ordigno rudimentale, provocando, per ora, la morte di 14 persone e decine di feriti (circa 45). Subito le indagini della polizia si sono rivolte verso la pista terroristica senza chiarire, però, di quale matrice. Infatti, San Pietroburgo è in questi giorni centro di scontri per le imminenti prossime elezioni politiche: per questo le piste immediatamente prese in considerazione dagli inquirenti sono state quella “nazionalista” e quella “estremista” (Isis?).

Se nelle prime ore le attenzioni si erano incentrate su un presunto attentatore con i tipici tratti islamici (barba scura e tunica nera), l’ipotesi è stata subito dopo abbandonata, appena il soggetto in questione si è recato dalle autorità per dichiarare la propria estraneità ai fatti.

Attualmente le ricerche sono focalizzate su un giovane ventiduenne, residente i Russia da diversi anni, di origini kirghise, quindi proveniente dall’Asia centrale, una volta sotto il controllo dell’URSS ed attualmente ancora fortemente legato all’economia russa (inoltre il Kirghizistan è una delle ex repubbliche sovietiche dalla quale provengono molti foreign fighters). I servizi segreti del Kirghizistan, che da subito hanno collaborato con l’intelligence russa, fanno sapere che si tratterebbe di Akbarzhon Jalilov, nato a Osh, classe 1995.

AkbarZhon Jalilov, il ventiduenne  kirghisa, presunto attentatore, ripreso dalle telecamere di sorveglianza della metropolitana – Immagine dal Web –

Il ragazzo, come denuncia la madre, sarebbe scomparso e irreperibile da diversi giorni; non è chiaro però se sia rimasto coinvolto o meno nell’attentato: quel che è sicuro, però, è che sicuramente non è passato inosservato alle telecamere di sorveglianza.

Dopo la prima esplosione, subito sono stati fermati i servizi ferroviari e in tutte le stazioni sono scattati sopralluoghi della polizia: in particolare a Ploshchad Vosstaniya, la stazione da dove sarebbe partito l’attentatore, è stato ritrovato un secondo ordigno, nascosto all’interno di un estintore, che dopo esser stato disinnescato dagli artificieri è stato giudicato ben 5 volte più potente di quello contenuto nello zaino esploso nel vagone della metro. Le intenzioni dell’attentatore erano quindi quelle di provocare una strage ancora maggiore.

Stando alle ultime novità, tuttavia, non si sa ancora se il ragazzo si sia fatto esplodere o meno (saranno le indagini del Dna svolte sui resti ritrovati a dare una risposta), continuando così le ricerche della polizia, ma dalle prime ipotesi della TaasA giudicare dalle lesioni ha agitato un kamikaze. L’ordigno era attaccato al corpo: o si trovava nello zainetto o lo teneva addirittura in mano, ma a livello della pancia. Questo è dimostrato dal fatto che tutti coloro che si trovavano nelle vicinanze hanno lesioni proprio in quella zona”. Inoltre, non è ancora chiaro il movente, rimanendo aperte la pista nazionalista e quella estremista, pur rafforzandosi nelle ultime ore la convinzione che si tratterebbe di un attentato estremista, in quanto Akbarzhon Jalilov era da diverso tempo in contatto con combattenti in Siria.

Probabilmente l’attentatore, che ha agito (non si sa se scientemente) proprio nel giorno in cui il Presidente russo Vladimir Putin era in città, ha voluto mandare un messaggio ben preciso al Cremlino, intimando di cessare l’attività bellica svolta contro l’Isis congiuntamente all’esercito americano.

Immediate sono state le condoglianze del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha rinnovato l’impegno nella lotta contro il terrorismo islamico.

Anche il Presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, non è mancato al suo ruolo, contattando il leader russo e twittando “#Sanpietroburgo Sgomento per l’attentato nella metro. Solidarietà alle famiglie delle vittime. Italia vicina a Governo e popolo russo”.

Nella sera, lo stesso presidente Vladimir Putin si è recato nel luogo dell’attentato per deporre personalmente dei fiori e rendere omaggio alle vittime.

Intanto sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale ma il governatore di San Pietroburgo fa sapere che i servizi metro, compresa la linea coinvolta nell’attentato, sono già ripartiti.

 Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/04/attentato-nella-metro-a-san-pietroburgo-si-segue-la-pista-del-terrorismo-islamico/

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/03/esplosione-in-una-metro-a-san-pietroburgo-il-presidente-putin-e-in-citta/

 

Adv

Related Articles

Back to top button