Quello che si è verificato negli scorsi giorni negli Stati Uniti, nello specifico presso l’aeroporto di New York, è un episodio davvero singolare, probabilmente un eccesso di zelo da parte delle autorità doganali a stelle e strisce il quale però si è rivelato un vero e proprio buco nell’acqua.

La notizia è stata dal giornale online TheVerge, quì il link, e trova comunque conferma nei post pubblicati sui social dalle parti coinvolte in quest’episodio, i quali sono ancora visibili in rete.

Ma che cosa è accaduto? Ricostruiamo la vicenda.

Sequestrati 2.000 presunti auricolari contraffatti

Come si può notare in questo post di Twitter ad opera della CBP, U.S. Customs and Border Protection, l’autorità statunitense vanta pubblicamente di aver bloccato 2.000 auricolari impedendone l’ingresso negli USA.

Quanto scritto sul post non lascia spazio a dubbi: “this is not an Apple”, ovvero “questi non sono prodotti di Apple”, il noto marchio tech statunitense, e sarebbe questo quindi il motivo per cui la merce sarebbe stata posta sotto sequestro a tutela della nota azienda nazionale.

Chiaramente, in tal caso la spedizione sarebbe stata interrotta per evitare la commercializzazione di prodotti contraffatti sul territorio nazionale, e anche altri importanti enti pubblici degli States hanno rimarcato l’importanza di proteggere l’autenticità degli articoli Made in USA.

Quelli ritratti non sono articoli contraffatti, ma OnePlus Buds

Il punto è che quelli in questione non sarebbero degli auricolari contraffatti, ma si tratterebbe, come d’altronde è illustrato nel post di Twitter di cui si è fatta menzione, di OnePlus Buds, dei prodotti cinesi che effettivamente non sono Apple, ma che non sono delle contraffazioni, essendo semplicemente articoli di un altro brand.

Sicuramente gli AirPods, questo il nome dei noti auricolari di Apple, sono diffusi ed apprezzati in tutto il mondo, ma ci sono anche altri brand del settore “tech” che producono articoli simili e dalla qualità altrettanto interessante: in siti web specializzati in recensioni di articoli tecnologici come Chimera Revo, ad esempio, si parla proprio di miglior clone AirPods proprio per presentare le alternative più valide alla proposta di Apple.

Una vicenda poco chiara, ma l’azienda cinese sdrammatizza

Non è sicuramente semplice tracciare con precisione i contorni di questa faccenda, d’altronde si parla di una News proveniente dall’altra parte del mondo; potrebbe ad esempio darsi che la U.S. Customs and Border Protection abbia effettivamente individuato dei prodotti contraffatti, ma abbia impropriamente pubblicato sul suo profilo Twitter ufficiale un’immagine del prodotto targato OnePlus.

Sembra tuttavia chiaro che qualcosa non sia andato per il verso giusto e che le autorità USA abbiano commesso qualche piccola leggerezza, se non nell’eseguire un sequestro, quantomeno nella pubblicazione delle immagini sui social.

L’azienda orientale suo malgrado protagonista di questa vicenda, ovvero appunto OnePlus, sembra tuttavia non essersi impuntata e sembra aver preso la cosa con la giusta dose di brio e di informalità: al già citato post su Twitter da parte dell’autorità doganale statunitense, infatti, il brand ha replicato con il suo profilo ufficiale con un “Hey, give those back!”, ovvero “Ehi, ridateceli!”, con una simpatica emoticon finale che sembrerebbe qualsiasi polemica.

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