Cultura

”Bianca come il latte, rossa come il sangue”, analisi del romanzo d’esordio di Alessandro D’Avenia

“Ogni cosa è un colore. Ogni emozione è un colore. Il silenzio è bianco. Il bianco infatti è un colore che non sopporto: non ha confini. Passare una notte in bianco, andare in bianco, alzare bandiera bianca, lasciare il foglio bianco, avere un capello bianco… Anzi, il bianco non è neanche un colore. Non è niente, come il silenzio. Un niente senza parole e senza musica. In silenzio: in bianco.

Non so rimanere in silenzio o da solo, che è lo stesso. Mi viene un dolore poco sopra la pancia o dentro la pancia, non l’ho mai capito, da costringermi a inforcare il mio bat-cinquantino, ormai a pezzi e senza freni (quando mi deciderò a farlo riparare?), e girare a caso fissando negli occhi le ragazze che incontro per sapere che non sono solo. Se qualcuna mi guarda io esisto”.

Queste sono le parole che inaugurano Bianca come il latte, rossa come il sangue, il primo romanzo scritto da Alessandro D’Avenia pubblicato nel 2010 da Mondadori, dal quale è stato tratto l’omonimo film uscito nelle sale nel 2013.

Bianca come il latte, rossa come il sangue, Alessandro D’Avenia: lo stile

L’autore adotta il punto di vista di Leo, un sedicenne, la quale vita e pensieri vengono alla luce attraverso un linguaggio semplice e scorrevole col quale racconta il suo incredibile anno. Adolescente come ogni altro, ama ascoltare musica, il calcetto e stare con i suoi amici; la scuola non lo appassiona molto, definisce gli insegnanti dei vampiri, ma tutto inizia a cambiare con l’arrivo di un nuovo supplente di Storia e Filosofia e con la conoscenza di Beatrice.

Il nuovo professore, detto Il Sognatore, fa sì che Leonardo riesca a mettere a fuoco le sue pulsioni: il bianco, nonché il vuoto, e il rosso dell’amore, della passione per le cose che ama fare. Questo rosso è anche legato alla figura di Beatrice, la ragazza che gli piace da sempre.

Il segreto di Beatrice

Una figura importante nel romanzo è Silvia, amica di Leo, gli racconta che Beatrice è malata di leucemia e saputo questo il protagonista decide di recarsi in ospedale per prestarsi ai prelievi e candidarsi alla donazione del midollo per lei, che si rivela essere incompatibile. La ragazza rappresenta, tra l’intensità dell’amore e l’impotenza verso la malattia, i colori che danno titolo a questo romanzo.

Leo scrive una lettera a Beatrice. Indebolito dal prelievo del sangue, decide di partecipare ad una partita di calcio, tuttavia sviene e gli si rompe il polso; viene ricoverato in ospedale, scoprendo che è lo stesso in cui si trova la ragazza.

In queste circostanze sfortunate avviene un primo contatto tra i due che iniziano a legare; tuttavia, il ragazzo non le consegna la lettera in quanto Beatrice viene dimessa prima di lui.

Bianca come il latte, rossa come il sangue, Alessandro D’Avenia: il rosso dei suoi capelli, dell’amore

Il trapianto di midollo di Beatrice non ha avuto buon esito, decide di andare a farle visita con Silvia. Da quel momento in poi il ragazzo si reca spesso da lei per distrarla, per provare a darle l’affetto che merita, per portarle un minimo di allegria con la musica, permettendole di sognare il mondo esterno che la attende, aiutandola anche a scrivere lettere con cui lei compone il suo diario.

Beatrice ha una grande energia e conduce il ragazzo a riflettere sul rapporto che ha con la sua migliore amica, facendogli notare che ogni volta che parla di lei, gli si illuminano gli occhi.

La situazione si complica quando Silvia gli confessa che, spinta dalla gelosia, aveva tardato l’incontro tra Beatrice e Leo fornendogli un numero di telefono sbagliato. I due migliori amici si allontanano e proprio in questo frangente la povera Beatrice decede. Aveva scritto un’ultima lettera nella quale dichiarava di sentirsi serena nonostante tutto, perché si sentiva vicina a Dio; Leo legge questa lettera al suo funerale.

Fine dell’anno scolastico

L’anno scolastico giunge al termine: il ragazzo viene promosso con voti buoni, Silvia gli consegna una lettera mentre lui parte per le vacanze con la propria famiglia, ma sarà lontano sia da lei che dai suoi altri amici. Si accorge di sentire la mancanza della sua migliore amica, ma non ha il coraggio di aprire quella lettera, nemmeno di chiamarla.

Tornato dalle vacanze, decide di leggere quella lettera in cui Silvia gli dichiara di essere innamorata di lui, risvegliando nel suo animo i sentimenti che prova a sua volta per la ragazza. Si reca da lei cantandole una serenata romantica e diventano una coppia. Il ragazzo scopre di non aver più paura del bianco, di quel vuoto incolmabile, perché riesce a sconfiggerlo grazie al rosso, ciò che ama e chi ama.

Leo, il Sognatore e l’autore

Con inchiostro rosso scrive un racconto che consegna al Sognatore, il quale resta incredibilmente colpito dalle parole e dal gesto del ragazzo, in quanto è riuscito a tirar fuori molto di stesso.

Ad una attenta analisi, in questo romanzo possiamo leggere molto dell’autore: la potenza dell’amore, la sua vicinanza a Dio, il rapporto speciale che si crea tra un professore e un alunno che rappresenta ogni ragazzo in cerca della propria strada.

Martina Puzone

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