Breccia di Porta Pia, la ricorrenza del 20 settembre è la presa di Roma, ovvero la fine dello Stato Pontificio e l’annessione di Roma al Regno d’Italia.

20 settembre 1870: la breccia di Porta Pia

Breccia di Porta Pia. Photo: Web.
Breccia di Porta Pia. Photo: Web.

Erano le nove del mattino, minuto più minuto meno, quando l’esercito italiano guidato dal generale Raffaele Cadorna aprì una breccia di trenta metri nelle mura di Roma, a pochi passi da Porta Pia.

Da un paio d’ore il muro veniva preso di mira a colpi di cannoni, e quando le mura crollò e i bersaglieri entrarono nella città. 

Lo stesso Edmondo De Amicis, l’autore di Cuore, entrò a Roma al seguito dell’esercito, lo fece sia in veste di giornalista che di ufficiale.

Anch’io gl’intesi i primi inni guerrieri

Sonar ne la città sacra a le genti,

E scendere a fiumane i reggimenti

Per le solenni vie belli ed alteri!

Edmondo De Amicis. Photo: Web.
Edmondo De Amicis. Photo: Web.

Lo Stato Pontificio si arrenderà dopo poco, sventolando bandiera bianca dalla cupola di San Pietro e dalle mura di Castel Sant’Angelo.

Dichiarata festività nazionale, almeno fino all’abolizione dopo i Patti Lateranensi del 1929, quando la ricorrenza fu cancellata da Benito Mussolini, per rinforzare il consenso del papa e per incarnare la figura di “Uomo della Provvidenza” agli occhi del popolo.

Antonio Gramsci, in un articolo del 1920, parlando della presa di Roma, scrisse: “Porta Pia non fu che un meschino episodio, militarmente e politicamente. Militarmente non fu che una grottesca scaramuccia. Fu veramente degna delle tradizioni militari italiane. Porta Pia rassomiglia – in piccolo – a Vittorio Veneto. Porta Pia fu la piccola, facile vittoria dell’aggressore enormemente superiore all’avversario inerme, come Vittorio Veneto fu facile vittoria contro un avversario che – militarmente – non esisteva più. Politicamente Porta Pia fu semplicemente l’ultimo episodio della costruzione violenta ed artificiale del Regno d’Italia. Tutto il resto è chincaglieria retorica”.

Oggi il ricordo di questo evento non è che una targa su una via, una data di cui non si conosce bene l’avvenimento.

Un importante capitolo della storia dell’Unità d’Italia, ormai scaduto nell’ignoranza generale.

Serena Votano

Metropolitan Magazine

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