L’origine del nome Giuseppe deriva dal termine ebraico Yosef che significa “egli aggiungerà”, inteso come augurio per la nascita di altri figli. Secondo altre interpretazioni, il significato del nome Giuseppe è “uno che crescerà”. La forma italiana del nome deriva dal termine Ioseppus, un adattamento del nome originale della lingua latina popolare.

Buon onomastico via WhatsApp

  • Buongiorno e tanti auguri Giuseppe, oggi è un giono fantastico si festeggia il tuo onomastico!
  • Auguri Peppino, per il tuo onomastico ti mando un bacino, oggi che è la tua festa ed il tuo nome si manifesta!
  • Oggi si brinda con il buon vino il nome dell’amico Pino, auguri di cuore e di sincero amore!Possa un caldo raggio di sole oggi sfiorarti il viso e scendere fino a regalarti un meraviglioso sorriso. Auguri Peppe!
  • Rosso è il colore del tuo nome Giuseppe come la passione e l’amore che mi lega a te! Auguri tesoro mio!
  • Ci sono date che non dimentichi perchè le persone legate a persone importanti. Auguri amico mio!
  • Auguri per il tuo splendono nome, perchè il tuo nome e per me musica amore mio, perchè ti chiamerei in ogni istante per far donare il mio cuore.
  • Oggi è un giono per essere felici, perchè ci si ricorda di te che sei una persona che porta felicità dovunque vada!

San Giuseppe da Copertino del 18 settembre

S. Giuseppe da Copertino nacque nell’anno 1603 da pii genitori e prevenuto dall’amore di Dio, passò la sua infanzia in santa semplicità e purezza di costumi. Liberato dalla Vergine Madre di Dio da una lunga e molesta malattia, sopportata con mirabile pazienza, si diede con fervore alle pratiche di pietà, e per unirsi più strettamente a Dio che lo chiamava a grandi cose, risolvette d’abbracciare l’ordine serafico.

Dopo varie peripezie, fu ricevuto tra i Minori Conventuali del convento della Grottella, dapprima come laico e poi come chierico. Dopo la professione solenne, ordinato sacerdote, si propose di condurre una vita ancor più perfetta. Cosicché avendo rinunziato a tutti gli affetti mondani e alle cose non assolutamente necessarie alla vita, martoriò il corpo con cilici, discipline, catenelle: in una parola con ogni sorta di austerità e sofferenze, mentre nutriva continuamente lo spirito col soave alimento della orazione e della contemplazione più sublime. Onde l’amor di Dio, già diffuso nel suo cuore fin dalla prima età, andò sempre più crescendo.

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