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Cagliari: arrestato 29enne che condivideva materiale pedopornografico sui social

A Cagliari un 29enne condivideva e scambiava tramite la messaggistica di un social network poco noto materiale pedopornografico, sono stati sequestrati centinaia di file con abusi su minori.

Lo hanno scoperto gli investigatori del Compartimento della Polizia Postale di Cagliari

Lo hanno scoperto gli investigatori del Compartimento della Polizia Postale di Cagliari che hanno immediatamente arrestato un 29enne del capoluogo sardo per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

Aveva file e video con bambini dai 3 ai 12 anni, che poi catalogava in categorie specifiche per poterle rivedere e diffondere. Sono state sequestrate centinaia di foto e video di abusi su bambini, un telefono cellulare e la copia dei file su un cloud in cui venivano salvate.

La pedopornografia online: l’utilizzo delle nuove tecnologie nel Codice penale italiano

Nell’ultimo decennio vi è stato un significativo incremento della produzione, condivisione e vendita di materiale pedopornografico online, causato principalmente dall’utilizzo congiunto di Internet e delle nuove tecnologie, come le fotocamere degli smartphone, i servizi cloud storage e i social media, che ne hanno facilitato la moltiplicazione. Infatti, sebbene tali immagini si trovino prevalentemente nel dark web, negli ultimi anni si è assistito a una rapida diffusione delle stesse anche attraverso canali più accessibili come Telegram, Whatsapp e Facebook e le piattaforme di videogiochi come Minecraft, League of Legends e Fortnite.

La pornografia infantile viene definita come lo sfruttamento sessuale dei bambini, che a sua volta è stato definito in letteratura come l’uso dei bambini per soddisfare i bisogni sessuali degli altri, a scapito dei bisogni emotivi e fisici degli stessi. Quindi, le vittime sono proprio i bambini e solitamente, con questo termine ci si riferisce a tutti coloro con un’età inferiore ai 18 anni.

La pedopornografia nel codice Penale italiano

L’ordinamento italiano disciplina il reato di pornografia minorile all’art. 600 ter c.p., introdotto con la legge n. 269 del 1998.

Inoltre, L’art. 600 ter c.p. è stato poi modificato dalla Legge 1°ottobre 2012, n. 172, a ratifica della Convention on the Protection of Children against Sexual Exploitation and Sexual Abuse del Consiglio d’Europacd. Convenzione di Lanzarote, che ne ha ampliato il testo integrandolo con la definizione di “pedopornografia”. E’ definita come: “ogni rappresentazione con qualunque mezzo, di un minore degli anni diciotto coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate, o qualunque rappresentazione degli organi sessuali di un minore di anni diciotto per scopi sessuali.

Il Dispositivo dell’art. 600 quater Codice Penale afferma che: “Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 600ter, consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a euro 1.549. La pena è aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale detenuto sia di ingente quantità. Fuori dei casi di cui al primo comma, chiunque, mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione, accede intenzionalmente e senza giustificato motivo a materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa non inferiore a euro 1.000“.

Valeria Muratori

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