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Aprile 11, 2021, domenica

Caldaie a condensazione e problematiche di installazione

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È capitato a molti proprietari di casa, nel momento in cui si sono trovati davanti alla necessità di sostituire una vecchia caldaia a gas con una nuova caldaia a condensazione di ultima generazione, di trovarsi impossibilitati a farlo in quanto non erano presenti le condizioni richieste per l’installazione.

Nei casi più gravi i malcapitati proprietari sono stati costretti a montarne nuovamente una a gas di tipo tradizionale, per sopperire all’emergenza, e sempre nella misura in cui ciò risultasse possibile visto che le nuove normative stanno ponendo restrizioni maggiori per quanto concerne l’installazione delle caldaie della generazione precedente.

Per evitare ad altre persone di incappare nelle stesse disavventure, quindi, nel nostro articolo esamineremo quali sono le problematiche che potrebbero presentarsi al momento dell’installazione di una caldaia a condensazione.

La tecnologia di condensazione

La caratteristica principale della tecnologia di condensazione è quella di permettere il recupero del calore latente, ovvero dell’energia prodotta durante il passaggio di stato da solido a liquido, e viceversa, di un sistema che può essere costituito da una o più sostanze chimiche.

Questa energia si manifesta sotto forma di calore, all’interno delle caldaie viene liberata durante la condensazione forzata dei fumi di scarico prodotti dalla combustione, i quali hanno una elevata temperatura; forzando i fumi a cambiare stato, e quindi a condensare passando dallo stato gassoso a quello liquido, il loro calore viene recuperato e sfruttato per contribuire al riscaldamento domestico.

Forse vi stupirà sapere che questa tecnologia è stata messa a punto durante la Seconda Guerra Mondiale, ma che venne rapidamente accantonata per essere poi rispolverata soltanto decenni dopo. Il motivo alla base di questo ritardo nella sua applicazione, nonostante i vantaggi dal punto di vista dell’efficienza energetica, consiste nel fatto che il vapore acqueo prodotto dalla condensazione dei fumi di combustione è acido, e come tale ha un elevato potere corrosivo sui metalli.

Di conseguenza è stato necessario attendere l’introduzione di leghe speciali in grado di resistere alla corrosione, prima di poter sfruttare adeguatamente la tecnologia di condensazione.

Questa lunga premessa serve appunto a comprendere qual è la principale problematica che si presenta per la loro installazione, e cioè il fatto di richiedere il collegamento a un doppio impianto di scarico: uno per i fumi e un altro per l’acqua acida di condensa. Il problema della corrosione, inoltre, non è limitato solo all’acqua di condensa, anche i fumi di combustione raffreddati risultano corrosivi, quindi una normale canna fumaria non può servire allo scopo.

Lo scarico dei fumi e dell’acqua di condensa

Se la sostituzione può essere programmata per tempo è bene tenere conto di questo aspetto tecnico prima di iniziare i lavori; se l’impianto di casa è datato, infatti, molto probabilmente il sistema di tiraggio dei fumi sarà del tutto inadeguato per la caldaia a condensazione e andrà sostituito, il che comporta un ulteriore aggravio di spesa.

Purtroppo sotto questo aspetto non ci sono scorciatoie possibili, salvo rinunciare a quella a condensazione e installarne una nuova di tipo tradizionale; dal momento che a partire dal 2015 le ditte produttrici hanno l’obbligo di produrre soltanto caldaie a condensazione, però, anche la finestra di tempo che prevede la possibilità di acquistarne una a gas tradizionale si sta riducendo sempre di più ormai, a causa della loro reperibilità sempre più scarsa. Anche nel caso in cui sia possibile comprarne una, inoltre, la sua installazione è consentita soltanto a determinate condizioni.

Installazione interna o esterna

L’installazione deve essere eseguita da un tecnico specializzato e anche su questo punto non ci sono alternative possibili. A parte le ragioni strettamente economiche, e cioè l’impossibilità di accedere alle detrazioni fiscali se non si è possesso di tutta la documentazione richiesta, la quale include appunto la relazione del tecnico installatore, c’è anche l’obbligo di rispettare le normative che regolano lo scarico dei fumi.

Un’altra problematica legata all’installazione delle caldaie a condensazione, ma di più facile soluzione invece, è quella relativa alla collocazione stessa dell’apparecchio. Di solito questi prodotti sono fatti per essere montati internamente ma, se le condizioni dell’abitazione lo impediscono, allora bisognerà optare per l’installazione esterna. In questo caso bisogna acquistare una caldaia a condensazione per installazione esterna; quelle progettate per gli interni, infatti, se collocate all’esterno consumano di più e hanno una minore durata.

È bene ricordare che anche le caldaie a condensazione progettate per l’installazione esterna, però, necessitano in ogni caso di una protezione parziale che ne riduca l’esposizione alle intemperie e al freddo.

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