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Cannabis light in Italia: un mercato in forte crescita

Il mercato della cannabis light in Italia sta registrando dei dati davvero altisonanti e le cifre che lo riguardano, peraltro, sembrano destinate a crescere nel prossimo futuro.

Prima di fare il punto è tuttavia interessante sottolineare che cos’è la cannabis light, cosa la contraddistingue e soprattutto perché, a differenza della cannabis tradizionalmente intesa, è legale e liberamente commerciabile.

La cannabis illegale, una sostanza psicoattiva

La cannabis, quella che viene definita “droga leggera” e che viene consumata fumandola, è a tutti gli effetti una droga e per tale motivo è considerata illegale nel nostro Paese; al di là di quanto previsto dalla legge, ovviamente, il consumo di ciò che può essere pericoloso per la salute non può che essere vivamente sconsigliato.

Ma per quale ragione la cannabis è considerata uno stupefacente?

A livello biologico è determinante, da questo punto di vista, la presenza di THC, il cui nome completo è delta-9-tetraidrocannabinolo: questo principio attivo ha funzioni psicoattive le quali sono state ampiamente riconosciute dalla scienza, ecco perché la cannabis è uno stupefacente a tutti gli effetti.

La cannabis light: legale in quanto priva di effetti psicoattivi

Non tutti sanno tuttavia che esistono anche dei prodotti a base di cannabis di differente natura, ovvero quelli che rientrano nella categoria della “cannabis light“: tra tali prodotti non figura soltanto cannabis da fumare, ma anche prodotti similari, come possono essere ad esempio degli oli.

La cannabis light, a differenza della cannabis in senso stretto, non è una sostanza stupefacente, e ciò è spiegabile in modo biologico: le quantità di THC in essa contenute, infatti, sono irrilevanti affinché possano verificarsi degli effetti psicoattivi.

I prodotti a base di cannabis light sono quindi vendibili liberamente e sono apprezzati soprattutto come rilassanti, non a caso è sempre più frequente che tali prodotti naturali vengano suggeriti per il trattamento dell’ansia, dell’insonnia e di disturbi analoghi.

La legge di riferimento che definisce quali tipologie di cannabis rientrano nella categoria “light” e sono dunque liberamente commerciabili è la 242 del 2016, consultabile nel dettaglio aquesto link del sito Internet ufficiale del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Un mercato che gode di grande floridità

Come si diceva, il commercio della cannabis light sta registrando dei trend positivi davvero molto marcati, e da questo punto di vista sono emblematici i dati messi in evidenza nel sito web prodotti-cannabis.it: si parla, infatti, di un giro d’affari stimato in 150 milioni di euro annui.

Sono sempre di più anche le aziende che stanno scegliendo di affacciarsi a questo mercato che, come detto, è assolutamente legale, ad oggi in Italia se ne contano circa 1.000, e tutto ciò ha ovviamente dei risvolti anche a livello occupazionale: si stima che il settore della vendita di prodotti a base di cannabis light inglobi circa 10.000 occupati con differenti mansioni, dagli addetti alla lavorazione fino agli impiegati delle imprese che vendono tramite e-commerce.

L’importanza di rivolgersi solo a e-commerce e negozi autorizzati

La raccomandazione più ovvia che si può fornire a chi è interessato a questi prodotti è ovviamente quella di far riferimento solo ed esclusivamente ad e-commerce e punti vendita autorizzati che forniscano tutte le specifiche biologiche di ogni prodotto proposto: solo in questo modo si può avere la certezza di acquistare della cannabis di tipo light, dunque priva di effetti psicoattivi.

Mr. Red

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e questo è quanto basta.
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