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Capitano, mio Capitano!!

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Francesco Rossi, per tutti “Faina”, è il nuovo capitano dei Mammuth. La formazione giallorossa ha visto nello storico giocatore romano, ed idolo della tifoseria, la giusta guida in pista.

“Coloro che vogliono essere leader ma non lo sono dicono le cose. I bravi leader le spiegano. I leader ancora migliori le dimostrano. I grandi leader le ispirano.”

Non è facile, non è da tutti essere una guida, saper far leva sulle emozioni, trasmettere ad un gruppo forza e coraggio. Sono delle doti innate che non si decidono, vengono riconosciute da chi si ha intorno. Nello sport la figura del capitano è un ruolo per pochi, ci sono caratteristiche fondamentali che un allenatore ed il suo gruppo cercano per affidargli le proprie sorti, colui che sarà il trascinatore, che coinvolgerà gli altri facendoli sentire nel cuore delle cose. I Mammuth, dopo il trasferimento a Milano del suo ultimo capitano Andrea Arcese, non avevano dubbi su chi avrebbe indossato quella “C” sul petto. Francesco Rossi, per tutti Faina, giocatore chiave della squadra giallorossa, simbolo di passione, attaccamento alla maglia e spirito di sacrificio è la nuova guida in pista della squadra. Poche parole e molti fatti, ragazzo tanto riservato fuori dalla pista quanto determinato e grintoso in campo, lo si vede lottare ininterrottamente su ogni disco sia in fase difensiva che di attacco. Non mollerà un centimetro se non avrà terminato il suo compito, vederlo combattere in balaustra e gli angoli infiamma i cuori dei tifosi ed imprime coraggio nei compagni.

Sta per iniziare la stagione, speriamo presto dati i problemi organizzativi che si sono creati nell’ultimo periodo all’interno della Federazione, ma “Faina” è pronto a questa avventura e volevamo farvelo raccontare direttamente da lui.

Francesco Rossi durante un’azione ad Asiago Foto ©Rita Földi

Quest’anno sarai il capitano dei Mammuth, un ruolo importante che, chi ti conosce, sa che ti si addice. Come vivi questa responsabilità?

“In realtà si tratta di un ruolo che ho già ricoperto alcuni anni fa, proprio all’interno di questa squadra. Fu per una sola stagione, giocata nella massima serie: la ricordo come una stagione particolarmente difficile e come una esperienza molto impegnativa. Oggi ho qualche anno in più e magari anche grazie proprio a quell’esperienza, spero di riuscire a ricoprire nel migliore dei modi quello che può essere un ruolo molto importante. Un ruolo che diventa ancora più importante nei momenti di crisi o di svolta di una squadra.”

La squadra ha perso qualche elemento in estate, ma ha avuto anche qualche innesto. Come vedi il gruppo e cosa ti aspetti da loro?

“Sì, in effetti abbiamo avuto svariate perdite sia durante la scorsa stagione che all’inizio di questa: sono convinto che si tratti per la nostra squadra di un momento di passaggio delicato. Come ho detto prima in questi frangenti il ruolo del capitano come anche quello dell’allenatore e dei dirigenti è molto importante, ma non solo il loro.
Perché una squadra funzioni è essenziale che ci sia un nucleo di giocatori, di solito i giocatori “storici”, che rimanga unito, compatto e che affronti insieme sia le partite che i problemi che la squadra si trova davanti. Per quel che riguarda i nuovi innesti si tratta sia di vecchie conoscenze che di novità assolute, sono convinto che faranno bene e che Coach Ingrao saprà valorizzarli al meglio. Auguro loro (e il mio impegno sarà rivolto a questo) che possano trovare nella nostra squadra un ambiente sereno e costruttivo in cui crescere sia come atleti che come persone.”

Francesco Rossi in una fase difensiva Foto ©Rita Földi

Dopo la serie A della scorsa stagione, quest’anno i Mammuth dovrebbero affrontare la serie B, ma il campionato è ancora fermo per mancanza di iscritte. Come vedi la situazione attuale?

“Penso che molto avrebbe potuto essere fatto per prevedere ed evitare una situazione come quella in cui versa l’attuale serie B, non voglio però adesso entrare nel campo delle polemiche. Quello che auspico oggi è che, anche se con poche squadre, anche giocando una doppia andata ed un doppio ritorno si riesca a mantenere una serie B autonoma.
Mi auguro poi che si individui una formula tale da reintegrare un giusto numero di squadre per la prossima stagione. Penso che in una serie B, nella quale ben poche squadre hanno la fortuna (oltre che, chiaramente, il merito) di aver trovato sponsor tali da coprire gli elevati costi di un campionato su base nazionale, sarebbe opportuno cercare di ridurre costi (ad esempio di iscrizione) e vincoli (obblighi vari e relative multe in caso di inadempienze). Penso che sia bene farlo dall’inizio e non solo dopo aver scoperto che tante, troppe squadre preferiscono fare un passo indietro di fronte ad un impegno che appare, alla prova dei fatti, troppo difficile da sostenere.”

I tifosi non vedono l’ora di poter tornare il sabato sera al Palamunicipio per sostenere la squadra; oltre ai giocatori anche loro stanno soffrendo questo ritardo di inizio stagione. Per loro sei un idolo, cosa vuoi dir loro?

“Anche io non vedo l’ora di tornare al Palamunicipio e sentire il loro tifo. Qualunque sia il campionato che ci troveremo ad affrontare quest’anno, sapere che con la squadra ci saranno anche loro ci dà un punto fermo e uno stimolo in più a tenere duro e mettere impegno nella preparazione. Siete una gioia!”

Ad oggi stiamo tutti aspettando con ansia e trepidazione una buona notizia, quella che ci comunicherà l’inizio del campionato, perché giocare ad hockey è la nostra passione ed è ciò che vogliamo fare e non ce la facciamo più a restare fermi in questo clima di incertezza. Una cosa però è certa, i Mammuth hanno il loro capitano e questo ci da fiducia.

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