Cheerleader respinta dal tribunale dopo un’accusa rivolta alla NFL

Una cheerleader dei San Francisco 49ers ha mosso una causa legale nei confronti della federazione e dei proprietari dei singoli team di NFL, accusandoli di complottare la totale abolizione dei salari delle cheerleaders.


William
Alsup, il Giudice Distrettuale, ha respinto tale accuse perché, come da lui stesso dichiarato: “Non si può accusare qualcuno solo attraverso delle supposizioni. La denuncia deve rispondere alle domande fondamentali: chi ha fatto ciò, a chi (o con chi), dove e quando“.
Nonostante ciò, Alsup ha dato la possibilità alla cheerleader — denominata Kelsey K. — di rettificare l’accusa per ripresentarla in tribunale entro il 15 giugno 2017.

Drexel
Bradshaw, l’avvocato della ragazza, ha detto di avere la chiara intenzione di non fermarsi qui, affermando la scoperta di “fatti significativi” che potrebbero garantire la giusta prosecuzione del processo.
Siamo indifferenti” ha dichiarato, in riferimento alla decisione del giudice federale di respingere la sua cliente, la quale opera non solo a nome delle cheerleaders dei San Francisco 49ers, ma anche per tutte le altre degli altri team di NFL.
In particolare, all’interno della vertenza, si fa riferimento, al non pagamento delle somme dovute, da parte dei proprietari dei team, per le pubbliche apparizioni delle cheerleaders.

Cheerleaders dei San Francisco 49ers (foto dal Web)

La legislazione presente in California, firmata da Jerry Brown, obbliga i proprietari al pagamento obbligatorio di una somma minima per le pubbliche apparizioni, straordinari retribuiti e permessi di malattia alle cheerleaders delle squadre sportive professionistiche con sede in California.
Nella causa promossa da Kelsey K, inoltre, si denunciava anche il divieto a tutte le cheerleaders sotto contratto con un determinato team di cercare impiego presso altre squadre di cheerleading (anche non strettamente connesse con la NFL) e di discuterne un eventuale contratto.
Alsup, in sostanza, richiede delle prove concrete per poter avviare un processo giudiziario di così grandi proporzioni.

Cheerleaders dei Tennessee Titans in azione (foto dal Web)

Nel frattempo ogni cheerleader della NFL rischia di vedersi tolto il proprio compenso, o ancora peggio, rischia di vedere il proprio lavoro sottopagato, senza poter muovere un dito.

Ma ogni proprietario sa perfettamente che una mascotte senza la sua squadra di cheerleading è come percorrere 2 yards in 4 down: assolutamente inaccettabile.

Antonio Campana

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