Cinema

Cold Fish, Sion Sono: la nascita di un mostro

“Cold Fish” è uno dei capolavori di Sion Sono: una grande combinazione di exploited horror giapponese, dalla recitazione teatrale contornata da un’ottima elaborazione tecnica e artistica.

Ciao a tutti, oggi è Venerdì e quindi come ogni settimana siamo pronti per una nuova edizione della Rubrica Horror:

Bloody Mary, Bloody Christmas!

con la mia rassegna di film più terrificanti, sanguinolenti, artisticamente horror. Come ben sapete sono un’appassionata di orrore e disgusto, e anche oggi vi godrete il mio

Cinema per stomaci forti!

Stavolta siamo pronti per un film che cresce lentamente, ti inquieta piano e ti sconvolge nel finale. Sto Parlando di Cold Fish, il grottesco horror del 2010 diretto da Sion Sono.

Liberamente basato sugli evento della vita reale di una coppia di serial killer, la storia di “Cold Fish” è l’attraversamento in un incubo per il protagonista del film. Egli è, come vedremo, sia eroe che vittima. Un uomo dai modi miti, che rimane bloccato nell’orrore mentre le sue peggiori paure vengono realizzate e le sue debolezze più intime vengono esposte in un macello di sangue e sangue. È un orrore reso intimidatorio e personale.

Cold Fish e i meccanismi della psiche: la creazione di un Mostro

Impreziosito dal sesso tra vecchi disgustosi e giovani donne compiacenti, “Cold Fish” parla fondamentalmente della creazione di un mostro.

La chiave per far sparire qualcuno, a quanto pare, è una: tagliare il corpo in piccoli pezzi e separare la carne dall’osso. Da lì, si potrebbero separare e bruciare le ossa in un barile industriale. Si potrebbe anche fare la vittima a dadini e buttarli in un fiume, giusto per il gusto di saperlo mangiato da un qualche pesce.

Ci vuole impegno certo, anche tempo. Ma è davvero una procedura semplice.

Questa è solo una delle tante sorprenti lezioni di vita che apprenderete durante la visione di Cold Fish, film di Sion Sono.

La pellicola che racconta la storia di Shamoto, un timido proprietario di un negozio di pesci tropicali. Shamoto è un uomo debole, lo vediamo subito. Impacciato chiuso, goffo. Non sa imporsi con nessuno dei suoi rapporti sociali ed è vittima di bullismo da parte di sua figlia. Subito capiamo come anche rispetto alla sua compagna lui sia escluso dai rapporti sessuali e trattato con sufficienza.

Murata è un collega imprenditore nel mondo del pesce. Murata rispecchia l’opposto, pienamente speculare, di Shamoto. Vediamo un uomo audace, intraprendente, persino un po’ sfacciato e vagamente incosciente. Murata, a seguito di un incidente con la figlia di Shamoto, aiuta la famiglia assumendo la ragazzina ribelle. Questo sarà solo l’inizio di un lento scivolare verso la più cupa perversione.

Murata sta lentamente inserendo delle crepe nella famiglia di Shamoto, mentre cerca di fare di quest’ultimo il suo ultimo socio in affari. Ovviamente, tutto questo ha un costo elevato. Molto più elevato di quanto possiamo immaginare. Infatti Shamoto impara presto quel che abbiamo già spiegato, ovvero: come far sparire qualcuno.

Perchè guardarlo?

Penso che per questo film sia insensato pensare di continuare con la Trama. Non credo sia sbagliato fare spoiler di norma, ma in questo caso voglio lasciare allo spettatore il gusto di sorprendersi e disgustarsi, di restare conturbato pienamente dal finale di questa pellicola.

La violenza orribile e assurda dell’ultima ora mette a dura prova lo stomaco di ogni cinefilo, concludendo pienamente ogni angoscia questo film possa aver contribuito ad accumulare nel suo climax.

In una deliziosa visione di violenza e sensualità, il film ci lascia sguazzare nella misoginia, nella depravazione e manipolazione. Raccontandoci come la violenza subita cambia l’uomo, “Cold Fish” traccia l’alleanza contorta di due venditori di pesci tropicali, totalmente opposti, per mostrarci le conseguenze della forza. Per farci vedere come, se infliggi continua violenza, finirai col rendere un mostro anche il pesce più docile e dagli occhi più spenti.

Visione consigliata.

Vi è piaciuto l’articolo? Ci vediamo la prossima settimana con l’ultima puntata di

“Bloody Mary, Bloody Friday”

Ovvero il vostro appuntamento settimanale, anche quest’anno, col:

Cinema per Stomaci Forti!

Articolo di Maria Paola Pizzonia (Rae Mary)
per Metropolitan Cinema


Maria Paola Pizzonia

Studentessa di Sociologia Politica alla Sapienza di Roma e Fumettista per la Scuola Romana del Fumetto. Ha conseguito l'attestato di Scrittura alla Scuola di Narrativa e Saggistica Omero di Roma. Ha partecipato fino al 2016 agli Studi Pirandelliani di Agrigento. Ha lavorato con Live Social by Radio Capital. Assistente di redazione per Pagine Edizioni. Scrive anche per Chiasmo Magazine, Mangiatori di Cervello, Octonet. Redattrice di Metrò per Cinema, Attualità&Politica, Infonerd. Ha lavorato al progetto BRAVE GIRLS di cui si occupa attualmente.
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