Solitamente, alla fine degli studi, ci si interroga sui propri progetti. C’è chi risponde che vuole continuare su questa strada, magari rimanendo alla corte di ambienti accademici o di ricerca. Nella maggior parte dei casi, però, c’è chi vuole semplicemente trovare un’occupazione. Oltre a rivolgersi alle Agenzie del Lavoro e navigare su internet per annunci e opportunità, bisogna compilare lui: il mostro sacro di ogni candidatura, il curriculum vitae. Già di per sè non è facile: ha un peso maggiore di quanto si possa immaginare perché racconta in poche pagine la vita professionale dell’individuo a cui fa riferimento: che cosa ha studiato, che cosa sa fare e quali sono le competenze. Ma come per ogni gentiluomo elegante, ogni curriculum ha bisogno di una compagna altrettanto distinta: la lettera di presentazione.

Perché è importante? La lettera di presentazione è personale, soggettiva, scritta direttamente da voi. Se dovessimo fare una comparazione, il curriculum vitae sta all’aspetto come la lettera di presentazione sta alla personalità.

Bisogna essere in grado di raccontare se stessi, della vostra persona, dire ciò che non è stato possibile inserire nel CV. Un buon datore di lavoro si accorge subito delle capacità dal modo in cui scrivete: lessico, grammatica, punteggiatura, sintesi e tutto ciò che riguarda la lingua italiana. Ciò è propedeutico dell’interesse e della precisione con cui il candidato si approccia all’occasione. Non solo, una buona lettera di presentazione fornisce una condizione favorevole per dimostrare la propria scrupolosità oltre che alla concretezza con cui ci si adopera in quel determinato ambito.

Dunque, ecco delle linee guida utili alla scrittura di una lettera di presentazione degna di nota, di essere letta e con cui ci saranno senz’altro maggiori probabilità di incuriosire un datore di lavoro puntiglioso e preciso.

Perché scrivere una lettera di presentazione

Il motivo principale è semplice: introduce al CV ed è la prima cosa che i datori leggeranno. E’ da qui che nasce la motivazione per continuare a nutrire interesse nel candidato. Dunque, qualunque sia il posto per cui si sta cercando occupazione, questa breve presentazione è quasi d’obbligo.

Una domanda che spesso ci si pone è: si può scriverne una che vale per tutte le occasioni? La risposta è no…

Lettera di presentazione generale o personalizzata?

Se si desidera avere una chance di essere scelti, la prima cosa da fare è studiare l’azienda e la posizione per cui ci si sta candidando. Inserire tutto ciò che si è in grado di fare, soprattutto per chi ha avuto esperienza in diversi ambiti, rende la lettera dispersiva e poco precisa.

Al contrario, bisognerebbe mettere in evidenza i punti forti che possano combinarsi con l’offerta di lavoro. Spiegare brevemente qual è il proprio comportamento abituale in team o in alcune situazioni, aiuterà il reclutatore ad andare dritto al punto senza molta “aggressività”.

Dunque, è abitudine corretta personalizzare il contenuto della lettera ogni qual volta che ci si sta candidando per un destinatario (l’azienda o il datore) e un lavoro diverso. Evidenziare le capacità in quel settore è quanto basta per avere una possibilità in più.

La lunghezza

Bisogna considerare anche il fatto che un reclutatore o un datore di lavoro, non ha molto tempo a disposizione e riceve tantissime candidature ogni giorno. Un punto che sarà sicuramente a favore del candidato è il saper essere esaustivi con una lettera non troppo lunga. Un massimo di 20 parole, dove concentrare le motivazioni che spinto a fare questa richiesta. Non dimenticare un breve ringraziamento per l’attenzione, è cosa gradita. Un occhio di riguardo agli errori ortografici: una distrazione potrebbe sembrare una banalità ma non lo sarà di sicuro per il datore di lavoro!

Come è costituita una buona lettera di presentazione?

Anche se breve, è importante che la lettera di presentazione sia formata da quattro semplici parti:

  • intestazione: nome e cognome, un saluto formale con il nome dell’azienda o del direttore;
  • introduzione: dove specificare la posizione per cui ci si sta candidando e le skill idonee alla posizione;
  • corpo: qui va scritta la motivazione della candidatura, perché dovrebbero scegliere il candidato e perché il candidato ha scelto proprio l’azienda a cui si sta rivolgendo. Specificare, infine, competenze ed esperienze;
  • conclusione: dove scrivere brevemente i punti di forza e il ringraziamento per l’attenzione.

Scrivere una lettera di presentazione non è facile; sono proprio i dettagli che molti considerano superflui che fanno la differenza e che colpiscono l’attenzione del reclutatore o datore di lavoro. Un buon CV e una lettera di presentazione sono i primi passi per un futuro colloquio.

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