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Contagi tra i banchi di scuola: record alle elementari

Chiudere le scuole fino al 15 gennaio o introdurre il Green Pass anche per i più piccoli? Questo è il dilemma. Perché i contagi a scuola stanno crescendo, inaspettatamente, tra gli alunni di asili e scuole elementari.

Si conferma l’andamento osservato nella precedente settimana, con il 28% dei casi totali diagnosticati nella popolazione di età scolare (<20 anni). Il 51% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nella fascia d’età 6-11 anni, il 33% nella fascia 12-19 anni e solo il 10% e il 6% sono stati diagnosticati, rispettivamente tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni.

Parla chiaro il report settimanale dell’Iss, smentendo tutti i dati che dall’inizio dello scoppio del virus sembravano certi. Il Covid non ha mai creato tanti contagi tra i bambini come adesso.

No, i più piccoli non sono immuni. Togliamo questa sicurezza ai no-vax. La bassa copertura vaccinale nella fascia di età scolare sembra essere il motivo principale del perché si stiano riscontrando così tanti casi sotto i dieci anni. Cosa fare dunque? Le soluzioni sono tante, ma la risposta non è chiara. Cosa scegliere? C’è chi spinge per il prolungamento delle vacanze di Natale, con conseguente intensificazione delle lezioni in DAD, chi preme per un aumento dei testing, chi vuole lasciare le cose come stanno (ovvero ignorare un problema sperando che sparisca da solo).

Troppi contagi, Green Pass agli studenti: sì dei sindaci e no dei presidi

Ricordiamoci anche delle pressioni fatte dai sindaci di alcuni comuni a Draghi, partite dalla proposta avanzata dal primo cittadino di Pesaro Matteo Ricci e appoggiata da tanti altri, ma non condivisa dai presidi delle scuole. Certo il Green Pass aiuterebbe a rendere più sicure le lezioni in presenza, ma i responsabili delle scuole italiane tentennano, preferendo un approccio più graduale. E la risposta continua a non trovarsi.

“La proposta dei sindaci ha trovato opposizione ampia, ne discuteremo serenamente.” Così spiega il ministro Bianchi a Unomattina, e dice inoltre: “L’allungamento vacanze natalizie è una misura sbagliata. La scuola è il comparto che con più prontezza ha risposto all’invito alla vaccinazione. C’è una risposta da dare al Covid che è, appunto, la vaccinazione. I positivi nelle scuole sono sotto allo 0,50%, le classi in quarantena sono 10mila su 400mila, il problema è cosa avviene fuori dalla scuola.”

Insomma i casi salgono, migliaia di studenti sono a forte rischio contagio e questa piega inaspettata si aggiunge alla sorpresa della comparsa della variante Omicron.

Cosa pensare dell’opzione DAD?

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri si espone: “Vediamo quale sarà la situazione tra una settimana; è chiaro che se la curva dovesse andare fuori controllo, soprattutto nelle fasce non vaccinate, la chiusura delle scuole fino a metà gennaio sarebbe il male minore. Nulla è stato ancora deciso. Ma non mi sembra che la situazione sia tale da dover ricorrere a questi provvedimenti.”

Sicuro Sileri? Eppure la situazione sembra parecchio grave. La difficoltà nel trovare un punto d’incontro va superata per forza, perché i numeri parlano, in questo caso, molto più delle parole. Basti pensare che su 384.000 persone attualmente positive in Italia circa 100.000 sono minorenni. Vuol dire più di 1 su 4. Ma c’è di più. Di questi 100.000, il 51% è composto dalla fascia d’età che va dai 5 agli 11 anni, ovvero coloro che hanno appena iniziato la grande odissea delle vaccinazioni.

La conclusione è che non c’è una conclusione. Se non l’attesa. Domattina, 23 dicembre 2021, tutti i ministri si riuniranno per discutere sul da farsi. Le scuole di pensiero sono tante e contrastanti, le scuole elementari sono in crisi. Un compromesso tra le parti dovrà pur esserci.

Serena Baiocco

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