Ambiente

Cop26, raggiunto l’accordo a Glasgow: stop alla deforestazione

Il leader britannico Boris Johnson chiude il summit Cop26 dei leader mondiali: “Sono cautamente ottimista, ma niente entusiasmi”. Per Joe Biden “abbiamo ancora molto da fare“. Nelle giornate di conferenze sono intervenuti anche Ursula von der Leyen, Putin, Bill Gates, Jeff Bezos e il Papa. Il primo obiettivo da raggiungere è l’eliminazione della deforestazione entro il 2030.

L’impegno del presidente Joe Biden per la lotta ai cambiamenti climatici: “Vogliamo respirare”

Al termine dei primi due giorni della conferenza sul clima Cop26 a Glasgow, il primo a fare un bilancio è Joe Biden. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che “Abbiamo fatto molto, ma abbiamo ancora molto da fare”. “Dobbiamo accelerare e concentrarci sulle infrastrutture, anche quelle petrolifere, in modo che siano più sicure, e investire nell’eolico e nel solare”, ha detto Biden, aggiungendo poi “Tutti devono contribuire”. Il riferimento è a Donald Trump che nei sui 4 anni alla Casa Bianca ha “fatto un passo indietro” nelle questioni legate ai cambiamenti climatici”. Biden è pronto a ripartire sulla lotta al cambiamento climatico e sostiene che gli USA rispetteranno gli obiettivi, perché “vogliamo respirare”. Il presidente si dice fiducioso che il suo piano da 1.750 miliardi di dollari verrà appoggiato dal congresso.

Alla domanda riguardante le tensioni con la Cina, Biden ha affermato di non essere “preoccupato da un conflitto armato con la Cina, non c’è ragione. Xi Jinping ha fatto un grande errore a non venire né al G20 né alla Cop26 e mi aspetto che la Cina segua e regole come tutti.”

Boris Johnson chiude il summit Cop26: “resta ancora molta strada da fare”

Il premier britannico Boris Johnson ha chiuso Cop26, il vertice che ha visto oltre 120 leader impegnati a introdurre i lavori della conferenza Onu sul clima. A Glasgow il premier ha detto di avere uno spirito di cauto ottimismo. Tra gli obiettivi c’è quello di eliminare la deforestazione entro il 2030, ma resta ancora “molta strada da fare”. Inoltre, Johnson ha parlato della necessità di evitare tutti “gli entusiasmi esagerati” e le false speranze. Boris Johnson ha anche ringraziato tutti i donatori privati che sono entrati in campo nella lotta contro il surriscaldamento climatico.

Nonostante il summit dei leader abbia portato a buoni risultati, Johnson ha definito un risultato parziale quello a cui si è giunti. Con una metafora calcistica, il premier ha definito il risultato del summit “un pareggio strappato nei tempi supplementari”, sottolineando che la partita a Glasgow non è ancora finita. La palla ora passa ai negoziatori, coloro che sono incaricati di proseguire nelle trattative nei prossimi giorni. La conferenza durerà fino alla settimana prossima.

La lotta contro la deforestazione: l’obiettivo di eliminarla entro il 2030

“Dobbiamo fermare la devastazione delle foreste“. Con queste parole Boris Johnson ha formalizzato l’annuncio dell’impegno internazionale a fermare la deforestazione. All’apertura della seconda giornata di Cop26, il premier ha affermato che la dichiarazione è stata sottoscritta da Paesi che ospitano l’85% delle foreste del mondo. Tra i paesi che hanno aderito ci sono Russia, Cina, Indonesia, Colombia, Congo e Brasile.

L’obiettivo è l’eliminazione della deforestazione entro il 2030. In merito, Joe Biden ha affermato di essere impegnato al Congresso per stanziare un piano di 9 miliardi di dollari fino al 2030 per conservare e ripristinare le foreste. Anche la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha parlato di “un miliardo di euro per l’impegno globale sulle foreste. Questo include 250milioni di euro per il bacino del Congo”.

Anche il presidente russo Vladimir Putin ha sottoscritto il piano di azione contro la deforestazione. In videomessaggio, Putin ha affermato che “nel costruire un’economia a zero emissioni entro il 2060 la Russia si basa, tra le altre cose, particolarmente sulle risorse a noi disponibili, come le foreste e la loro capacità di assorbire l’anidride carbonica e produrre ossigeno. Dopo tutto, il nostro Paese ospita il 20% delle foreste mondiali.

Cop26: tra gli obiettivi la riduzione delle emissioni di metano

I paesi che hanno aderito all’impegno per la riduzione delle emissioni di metano del 30% entro il 2030 salgono a oltre 100. Questi paesi rappresentano il 70% dell’economia globale. L’appello per la riduzione del metano è stato lanciato da UE e USA, perché se raggiunto, potrebbe evitare oltre 200mila morti premature, migliaia di visite di emergenza per l’asma e oltre 20 milioni di tonnellate di perdite di raccolto l’anno. Queste stime sono state fatte dalla Coalizione per il clima e l’aria pulita e del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.

Ursula von der Leyen ha annunciato poi il via alla “Eu Catalyst Partnership“. Il programma da 1 miliardo di dollari vede l’impegno dell’Ue, di Bill Gates, fondatore di Microsoft e della Banca Europea degli Investimenti. L’obiettivo è incoraggiare gli investimenti in tecnologie per il clima. “E’ l’innovazione che traccia la strada, è questo ciò che i nostri cittadini vogliono e noi non li deluderemo”, ha affermato la presidente von der Leyen.

Il messaggio del Papa inviato alla Cop26

Papa Francesco ha fatto recapitare un messaggio alla conferenza Cop26. Il messaggio è stato letto dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. Il papa ha paragonato la crisi causata dal cambiamento climatico a quella derivante da una guerra. Come gli altri leader, anche secondo il Papa è ora di agire.

La ferite portate all’umanità dalla pandemia da Covid-19 e dal fenomeno del cambiamento climatico sono paragonabili a quelle derivanti da un conflitto globale. Così come all’indomani della seconda guerra mondiale, è necessario che oggi l’intera comunità internazionale metta come priorità l’attuazione di azioni collegiali, solidali e lungimiranti. Purtroppo dobbiamo constatare amaramente come siamo lontani dal raggiungere gli obiettivi desiderati per contrastare il cambiamento climatico. Va detto con onestà: non ce lo possiamo permettere! Non c’è più tempo per aspettare; sono troppi, ormai, i volti umani sofferenti di questa crisi climatica. Bisogna agire con urgenza, coraggio e responsabilità. Agire anche per preparare un futuro nel quale l’umanità sia in grado di prendersi cura di sé stessa e della natura.”

Global Energy Alliance: al via il fondo da 10 miliardi per accelerare la transizione ecologica

Il ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha annunciato alla Cop26 l’adesione del Governo italiano alla Global Energy Alliance. La Global Energy Alliance è un fondo da 10 miliardi di dollari, che vede la partecipazione di Rockfeller Foundation, Ikea Foundation, Earth Foundation di Jeff Bezos e altre istituzioni finanziarie internazionali. L’obiettivo è accelerare la transizione ecologica nei paesi meno sviluppati. Il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, ha annunciato una donazione di 2 miliardi di dollari per ridare vita a terreni “degradati” dal clima in ‘Africa. Nel suo intervento, Bezos ha spiegato come la sua fondazione sia impegnata nella promozione di progetti ecologici.

“Noi dobbiamo conservare ciò che abbiamo. Dobbiamo ripristinare ciò che abbiamo perduto e dobbiamo far crescere ciò di cui abbiamo bisogno senza degradare il pianeta a danno delle generazioni che verranno. Un totale di due terzi delle terre di tutta l’Africa è degradato, ma questa tendenza può essere invertita”. Infine ha fatto notare come “ripristinare le terre possa migliorare la fertilità del suolo, far aumentare i raccolti, incrementare la sicurezza alimentare, rendere l’acqua più disponibile, creare lavoro e dare spinta alla crescita economica”.

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Michela Andreatta

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