Cultura

Dantedì, analisi del VII canto del Paradiso

Ogni 25 marzo in Italia si celebra la giornata dedicata a Dante Alighieri, denominata “Dantedì”, istituita il 17 gennaio 2020, in vista della commemorazione per il settecentesimo anniversario della morte del poeta, avvenuta il 14 settembre 1321.

Per il consueto appuntamento del Dantedì, ci troviamo ora ad analizzare il VII canto del Paradiso. Il canto risulta arduo e difficile ad una prima lettura, in assenza di nozioni tecniche della cultura del tempo. La doppia natura umana e divina, e il mistero dell’incarnazione di Cristo sono due aspetti fondamentali della dottrina cristiana. Il secondo, rappresenta per Dante il mistero centrale del cristianesimo e della sua promessa di redenzione. Quest’ultimo sarà la meta finale del viaggio del poeta. Sarà proprio Beatrice a chiudere il canto, accennando a un aspetto essenziale della fede: la resurrezione dei corpi.

Dantedì: i dubbi di Dante nel VII canto del Paradiso

Il tema centrale di questo canto è l’incarnazione di Cristo e della sua crocifissione come vendetta del peccato originale, vicenda che provoca una seconda vendetta, realizzata con la distruzione di Gerusalemme da parte dell’Impero romano. Beatrice per risolvere questa contraddizione fa riferimento alla doppia natura, umana e divina di Cristo: in rapporto alla prima, la crocifissione fu un giusto riscatto della condizione di peccato dell’uomo; in rapporto alla seconda, un atto di somma ingiustizia.

La seconda questione a cui Beatrice intende rispondere è il motivo per cui Dio ha scelto di redimere l’uomo con il sacrificio del Figlio. Di fronte al peccato originale Dio avrebbe mostrato la propria misericordia o la propria giustizia, ma non entrambe: il sacrificio del Figlio permette ad esse di manifestarsi in modo compiuto. La terza ed ultima questione riguarda la corruttibilità del mondo e l’incorruttibilità dell’anima umana, confermata dalla futura resurrezione dei corpi dopo il Giudizio Universale, evento che conclude un ciclo che ha inizio dalla creazione di Adamo ed Eva. Beatrice in parte, riesce a risolvere i dubbi di Dante. Il VII canto si conclude con ciò che rappresenta l’inizio dello spirito umano e l’immortalità della sua anima.

Silvia Colaiacomo

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