Cultura

Daredevil Selfie e Blue Whale: nuove pericolose mode

Il fenomeno dei selfie è ormai, con l’avvento della tecnologia digitale, entrato a far parte degli usi e costumi della nostra cultura. Un autoscatto per ricordare una circostanza , un luogo o semplicemente una foto prima di uscire di casa da postare su facebook per ricevere qualche like da amici. Niente di preoccupante in apparenza se non fosse per il fatto che negli ultimi tempi ciò che sembrava solo una “mania innocua”, si è trasformata in qualcosa di molto più pericoloso anzi, mortale.
Si sfida la morte per dimostrare agli amici del mondo virtuale di essere forti e coraggiosi. Ma la gara è quasi sempre “Lei” a vincerla senza possibilità di arresa. Dal 2014 sono più di 150 infatti le persone morte per aver tentato di scattare una foto mentre sta per passare un treno a forte velocità dietro le loro spalle oppure a stare in bilico sulla punta di una roccia a picco nel vuoto su un’alta montagna. L’ultimo caso ieri, quello di un ragazzo di 13 anni travolto nel Catanzarese da un treno. Assieme a due amici si era fermato sui binari in attesa che arrivasse il convoglio per poi fuggire all’ultimo minuto, ma mentre gli amici sono riusciti a salvarsi, per lui non c’è stato scampo e la bravata si è conclusa in tragedia.
Dal 2016 il numero di questo tipo di “ragazzate” da parte dei giovani ha superato i 10 casi di cui diversi terminate, purtroppo, in un epilogo drammatico.
Modi per sfidare la sorte e la morte, per sfuggire dalla noia della quotidianità e per rendersi “irresistibili” agli occhi degli altri nel mondo virtuale. Queste e tante altre le motivazioni che portano a creare  pericolose tendenze tra i giovani. Queste nuove “mode” che stanno sempre più dilagando in tutto il mondo prendono il nome di Daredevil selfie e Blue Whale. Se in passato ci si divertiva guidando ad alta velocità magari in stato di ebbrezza, adesso non è più sufficiente, non abbastanza social. La moda più in voga del momento è il Daredevil selfie, letteralmente Selfie temerario. Autoscatti in situazioni pericolose che mettono a repentaglio la vita non solo di chi li mette in atto ma anche di altri. Pare che questo fenomeno provenga dalla Russia, da Alexander Remnev, un free climber diventato famoso grazie ad alcuni autoscatti in cima ai grattacieli più alti del mondo in situazioni di estrema pericolosità. Da lui è partito “l’esempio”, che poi è diventato virale sul web.

Fonte immagine:web

Proprio dalla Russia ha preso forma un’altra moda mortale tra i giovani il Blue Whale letteralmente Balenottera azzurra, è un nuovo gioco, diviso in prove assurde da affrontare, della durata di circa 50 giorni, la cui tappa finale è il suicidio. Le prove, per lo più di autolesionismo, consisterebbero in:svegliarsi molto presto al mattino per vedere film horror,ascoltare canzoni in modo ossessivo, incidersi il disegno di una balena sul corpo (da qui infatti deriva il nome del rito) ed infine scegliere il palazzo più alto della città in cui si abita e buttarsi giù. In Russia già sono stati tanti i giovanissimi ad aderire a questa moda tanto da registrarsi già 130 morti in sei mesi.
Gli adolescenti,sempre più spesso oggi, purtroppo non hanno più valori fermi in cui credere, tutto gli è dovuto e subito. Ciò che conta non sembra essere più solo il semplice consenso da parte di una cerchia ristretta di amici del gruppo di cui si fa parte ma si tende a cercare qualcosa di molto più ampio che comprende amici e conoscenti virtuali. Per loro, ma anche per rincorrere una fama ed un elogio su una scala più ampia, mettono in atto manifestazioni estreme, rischiando la vita. Questi comportamenti non li definirei “bravate”ma piuttosto follie.
Chi più ,chi meno, tutti nel periodo adolescenziale abbiamo preso parte ad una moda per ribellarci o semplicemente per differenziarci dal mondo adulto ma queste nuove tendenze non hanno nulla a che vedere con ciò. Il problema sta alla base della società, tra le famiglie e la scuola che dovrebbero dedicare molto più tempo al dialogo e alla prevenzione dei pericoli della rete che proprio come sottolinea la parola stessa, se si rimane impigliati, difficilmente ci si riesce a salvare. Bisogna far capire ai giovani che per essere ricordati ed apprezzati non si deve dimostrare l’eccesso ma la semplicità.

“Che fine ha fatto la semplicità? Sembriamo tutti messi su un palcoscenico, e ci sentiamo tutti in dovere di dare spettacolo”. Charles Bukowski

Rosanna Maurici

https://wordpress.com/post/metropolitandotblog.wordpress.com/18536

 

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