Cultura

Dino Sabatini e il filo (musicale) di Arianna

Dino Sabatini conduce con la sua musica al di fuori dei (nostri) labirinti mentali, tramite il filo (musicale) di Arianna.

Omero, poeta di tanti e tanti anni fa, raccontò delle imprese di un uomo chiamato Ulisse e le peripezie che dovette affrontare durante il viaggio di ritorno (dalla guerra di Troia) verso Itaca. Nel bel mezzo della traversata, Ulisse approdò con il suo equipaggio nella “Terra dei Ciclopi”. Qui, il condottiero e dodici dei suoi compagni, furono catturati ed imprigionati dal più terribile dei giganti; Polifemo. Dei dodici marittimi ne rimasero sei, di cui la metà fu mangiata dal ciclope. Ulisse sperimentò un ingegnoso piano per riuscire a scappare da quella grotta. Una sera  fece ubriacare il ciclope con del vino che poco dopo s’immerse in un sonno profondo, ma prima che Polifemo si distendesse nel comfort più totale, chiese all’uomo che gli offrì il vino il suo nome, promettendogli di essere mangiato per ultimo. Ulisse rispose di chiamarsi “Nessuno“.

Ora, penso che la fine della storia sia nota a tutti voi, o almeno si spera. Ma non disperatevi e non lo faccio nemmeno io data l’attinenza di questa breve introduzione alla storia ben più moderna di cui vi parlo oggi. Cosa c’entra la musica elettronica con la mitologia? La risposta a cui ognuno di noi potrebbe pensare è molto vaga o addirittura nulla, indifferente nella maggior parte dei casi. Ma il bello della musica elettronica (e di tutti i tipi di musica ovviamente!) è proprio questo. Un significato nascosto risaltato dalla cultura, dalla passione, dalla curiosità, dall’amore nel trovare le analogie alla realtà dura e spietata del mondo odierno con il suono e gli strumenti.

Forse non c’è bisogno della penna di Omero per scrivere delle “peripezie” dell’artista che tratterò oggi, ma di sicuro la sua traversata ancora non è finita e prima di arrivare al duello finale contro i proci, ce ne vorrà di tempo, e sinceramente lo speriamo con tutto il nostro cuore! (non me ne voglia la sua Penelope!)

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Dino Sabatini è un produttore italiano che raggiunge un sound, il suo sound, con l’arduo lavoro di convergere la millenaria creatività umana, con la dimestichezza di adattarla alle più consistenti tecnologie di oggi. Questo artigianato musicale (espressione di Jean Claude Risset) rappresenta al meglio ciò che la cultura di Dino Sabatini vuole trasmettere al resto della scena musicale.

Mitologia. Questa è la keyword che s’imprime e s’esprime nella produzione musicale di Dino Sabatini. “Outis” dal greco Nessuno (pseudonimo utilizzato da Ulisse) è il nome della sua etichetta musicale a cui rimanda il preciso piano di Dino Sabatini, ovvero quello di sconfiggere le (presunte) anonime sensazioni della scena elettonica, di macchine e automatismi, attraverso l’invocazione degli dei come Poseidone (tra l’altro padre di Polifemo) o ninfe come Mnemosyne.

Manticora” Ep del 2017 uscito dalla stessa Outis Music [https://outis-music.com] in collaborazione con Luigi Tozzi, è una chiara ricerca a quella mitologia che trasporta nel regno dell’Ade popolato da esseri esoterici.

  • MANTICORA (prima traccia), una chimera dalla testa umana, corpo di leone e coda di scorpione
  • CELENO (seconda traccia), arpia figlia di Taumante ed Elettra
  • AELLO (terza traccia), altra arpia sorella di Celeno (le arpie vengono citate nell’Odissea)

Il raffinato connubio tra cultura e musica, crea un’arte in cui le sonorità avvolgono l’ascoltatore in un viaggio nel tempo, mentale certo, ma anche fisico, ove ci si ritrova in posti ed ambienti vissuti solo sui libri, con la sensualità e un romanticismo che avvolgono nel suo linguaggio (musicale) aulico.

Dino Sabatini non è solo la rappresentazione di “Nessuno”, è la mano che scrive delle sue disavventure raccontandole attraverso i vinili, tracce, mixing, masterizzazione, ma soprattutto con la Techno.

Collaborazioni e uscite con Stroboscopic Artefacts, Elettronica Romana, Adama X’s Sonic Groove, Prologue.

Dinamica e versatilità lo portano a gestire il suo lavoro con grande professionalità, alternando il tipo di musica, passando da sonorità più oscure come in “Small Steps “(Ep) [Sonic Groove] del 2011 a successi apprezzati da critica e pubblico “Daughters of Phorcys” (Ep) del 2010 con l’etichetta [Prologue]. Vi svelo un altro particolare. Phorcys che dal greco vuol dire Forco rappresenta i pericoli nascosti nelle profondità marine. Generò molti figli. i quali erano mostri marini tra cui la ben più nota Medusa!

Il bello del suo progetto è che potrebbe essere collegato anche ad altre forme d’arte. La prima cosa che mi è venuta in mente è accostare il nome della sua etichetta “OUTIS” (Nessuno) al dipinto di Magritte: “La riproduzione vietata“.

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Si sta facendo confusione: musica, mitologia, arte, Magritte, Dino Sabatini. Ma è proprio questo il bello. Non avere una rappresentazione, non sapere di quale sensazione si parla finchè non la si vive sulla propria pelle, senza farsi condizionare dal volto di chi le rende vivibili. Di fronte uno specchio che riflette il mondo che ci circonda, ma che non mostra il volto reale della nostra anima.

Un altro progetto che rende bene l’idea di tutto questo concetto è “Omonimo” (titolo abbastanza esplicito), un LP di dodici tracce a cui partecipa anche Antonello Salis (pianista) con uno stile Techno, Ambient e Chill-Out uscito nel 2016. Questo LP segna l’inizio di “Opera” una serie di nuove uscite ove l’artista può mescolare le proprie conoscenze musicali sperimentando nuove sonorità.

Perchè non parlare di “Concentrica” a questo punto? Secondo capitolo di “Opera” che viene arricchito da altri esploratori a cui viene affidato il compito di disegnare nuove carte geografiche o, se volete, di irrobustire il poema scelto da Dino Sabatini. Si ascolta Howie B e ASC (Silent Season Label). In questo disco il discorso cambia, la poetica è articolata in uno stile Ambient, poi Downtempo ed infine emerge nella Techno.

Quale figura lo descrive meglio? Se c’è un volto che lo rappresenta meglio di altri.

Il volto cambia ancora una volta con il progetto “Modern Heads”. Il duo composto da Dino Sabatini e Gianluca Meloni a.k.a Laertes. Dal 2014 al 2017 “congelano” la loro collaborazione per ritornare con l’EP “The Old Beggar“. Una Techno di carattere entra subito in scena con ritmi pulsanti e ipnotici, imperniati in uno stato di giochi sonori udibili solo in uno degli strati più elevati dell’atmosfera.

La produzione musicale di Dino Sabatini è di alta qualità ed in continua evoluzione. Che questo “filo di Arianna” che continua a tessere si allunghi sempre di più e ci faccia scappare al più presto dal labirinto in cui ci ritroviamo ogni qual volta poniamo il vinile nella propria custodia.

 

Mattia Gargiulo

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