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È morta Miriam, investita e uccisa da un monopattino elettrico a Parigi

È morta Miriam, un’italiana di 31 anni investita lunedì scorso a Parigi da due ragazze in monopattino elettrico mentre passeggiava: le due sono fuggite senza neppure soccorrerla e sono ricercate. Miriam Segato, toscana di Capalbio, era stata ricoverata in prognosi riservata. Le sue condizioni, riferisce il quotidiano Le Parisien, erano molto gravi, ed era stata dichiarata in stato di «morte cerebrale».

L’incidente è avvenuto all’una del mattino. La ragazza, cameriera in un ristorante italiano di Parigi, passeggiava con un’amica sulle rive della Senna chiuse al traffico, all’altezza dell’Ile-de-la-Cité, quando è stata investita dal monopattino che – riferiscono persone vicine alla vittima – «andava a tutta velocità». 

Miriam è finita a terra e ha sbattuto la testa contro il marciapiede mentre le due in monopattino si davano alla fuga. A soccorrerla sono stati i sommozzatori della brigata fluviale che sorvegliavano il fiume in quella zona. Hanno tentato di rianimare la donna e chiamato i soccorsi, ma Miriam era in arresto cardiaco. Dopo 30 minuti di massaggio, il suo cuore è ripartito, ma i medici dell’ospedale in cui era stata trasportata, il Pitié-Salpetrière, si sono mostrati subito «molto pessimisti».

Sulla morte di Miriam Segato, sopraggiunta nella giornata di oggi, sabato 19 giugno 2021, la Procura di Parigi ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo aggravato da fuga e omissione di soccorso. Come si legge sulle colonne di Rai News, le forze dell’ordine hanno lanciato un appello per ritrovare le due ragazze colpevoli dell’investimento, tanto che “un manifesto con l’appello è stato affisso lungo le rive della Senna e chiunque possa fornire notizie è invitato a farlo”. In ogni caso, si stanno utilizzando anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Nel contempo, David Belliard, vicesindaco della capitale transalpina e uno dei politici più attivi nella trasformazione della circolazione a Parigi a favore di biciclette e monopattini, ha detto che la “sicurezza dei più vulnerabili (i pedoni, ndr) è una mia priorità. Chiedo che sia fatta piena luce sull’incidente”. Intanto, la famiglia di Miriam ha dato il proprio benestare alla donazione degli organi, rispettando le volontà della giovane.

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