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Educazione finanziaria: declino o rinascita dell’impresa italiana?

L’educazione finanziaria è uno strumento di fondamentale importanza per un’azienda. Che si tratti di una startup o un’azienda con anni di attività alle spalle, deve comunque riuscire a ottimizzare le spese e massimizzare i profitti per poter sopravvivere o per i più ambiziosi, espandersi.

Cos’è l’educazione finanziaria

L’educazione finanziaria è quell’insieme di processi che consentono di migliorare il know-how sul mondo del denaro, delle transazioni e degli investimenti. Ma non solo. Una corretta educazione finanziaria dona la capacità di valutare il rapporto tra rischio e rendimento. Consente di pianificare correttamente, di gestire in modo adeguato le risorse a disposizione.

Con una buona educazione finanziaria, sommata all’esperienza, un imprenditore è in grado di adottare una serie di strategie che lo pongono in condizione di affrontare una crisi economica. Magari, anche di convertire uno svantaggio in una carta a proprio favore. Una buona educazione finanziaria, attiva una serie di processi mentali che rendono versatili imprenditori e imprese, che possono affrontare qualunque problematica minimizzando i danni.

Educazione finanziaria e Internet

L’era di Internet ha reso tutto più veloce e alla portata di chiunque. Una innovazione che ha provocato un aumento spropositato della concorrenza e ha acceso una competizione senza esclusione di colpi. Una azienda che non intende digitalizzarsi, almeno in parte, non può sperare di sopravvivere o di crescere costruendo una rete di clienti che garantiscono delle entrate costanti. Un imprenditore finanziariamente consapevole, investe oggi parte delle proprie risorse nel web.

Attualmente non si può non ammettere che Internet sia uno strumento potentissimo e che in alcuni casi consente anche di risparmiare. Basti pensare all’elevato costo di uno spot pubblicitario che va in onda su una delle maggiori reti televisive. Internet in questo caso, riduce drasticamente il capitolo dedicato alla pubblicità, consentendo allo stesso tempo di raggiungere molti più potenziali clienti in un territorio molto più vasto.

C’è anche chi nuota contro corrente. Il noto imprenditore Elon Musk, ha adottato una strategia rivelatasi vincente nel suo caso. Elon Musk non pubblicizza la sua casa automobilistica e impiega quel denaro in ricerca e sviluppo. Il non investire in pubblicità da parte di Elon Musk, non dimostra però che non sia utile. Tra l’altro, è noto anche che il famoso imprenditore – tra gli uomini più ricchi al mondo – sia particolarmente attivo nel web su più fronti.

L’impresa italiana verso il fallimento?

Non tutti sono dei geni della finanza e della gestione economica come Warren Buffett, imprenditore statunitense che ha la straordinaria capacità di prevedere profitti e perdite prima ancora di effettuare un investimento. Capacità sviluppata grazie a una educazione finanziaria eccezionale della quale può vantarsi il famoso imprenditore. Questo non significa che l’educazione finanziaria sia materia esclusiva dei grandi uomini d’affari. Al contrario, è più che mai utile anche alla piccola impresa a conduzione familiare.

L’ISTAT riferisce che la pressione fiscale nel nostro paese nel 2022 è arrivata a sfiorare il 52%. La piccola impresa di famiglia, così come la grande impresa, deve fare i conti anche col fisco. Imparare a gestire le proprie finanze, anche in questa circostanza, potrebbe allontanare dal fallimento.

Il fallimento è aumentato del 43,6% l’anno scorso, rispetto al 2020, secondo l’analisi effettuata da Cribis. Complice anche la pandemia, e i conflitti emersi nei paesi dell’est. La maggior parte di questi fallimenti si registrano nel commercio e nella piccola impresa. Questo dato ha però un rovescio della medaglia. È vero che ci sono stati innumerevoli fallimenti, come è anche vero che altre aziende invece sono sopravvissute.

La lezione appresa dall’Italia

Facendo il punto della situazione, emerge un altro dato, che forse impartisce una lezione, ancorché dolorosa. Il 43,6% delle imprese non aveva forse un bagagliaio di cultura finanziaria tale da poter trovare nuove strategie. Non sono state in grado di cambiare approccio verso un nuovo scenario. Forse, non sono state sufficientemente versatili come lo sono state le imprese sopravvissute e che ancora sopravvivono seppur con difficoltà.

In sintesi, l’impresa che non è stata capace di attuare delle strategie vincenti si è vista soccombere, a dimostrazione del fatto che purtroppo ci sono imprese rimaste indietro. Contestualmente, potremmo essere di fronte a una rivoluzione d’impresa al passo con i tempi, innovativa e versatile, dove l’educazione finanziaria gioca un ruolo fondamentale, qualunque sia il settore.

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