Cronaca

Elezioni francesi: il talkshow Macron-Le Pen

Quello andato in onda ieri sulle televisioni francesi potrebbe essere una delle ultime apparizioni di Emmanuel Macron e Marine Le Pen sui media, per questo di vitale importanza per l’esito delle votazioni. Durissimo lo scontro tra i due candidati, che, dalle preferenze espresse dai telespettatori sembra esser stato vinto dal giovane candidato di En Marche

A pochi giorni dalla verità, quando il 7 maggio i francesi andranno a votare, scegliendo al ballottaggio tra la sovranista Marine Le Pen e l’europeista Emmanuel Macron, ogni mossa da parte dei due candidati, ogni apparizione, soprattutto se in televisione, potrebbe rivelarsi decisiva.

È quanto è stato dimostrato ieri sera dal dibattito andato in onda sui piccoli schermi d’oltralpe, dove Le Pen e Macron, invitati per chiarire i punti più importanti dei rispettivi programmi, hanno dato vita ad una vera e propria rissa verbale. Nessuno ha fatto sconti a nessuno: la leader del Front National e l’ex ministro del governo Hollande hanno passato gran parte del tempo a rivolgersi accuse reciproche e a smentire quanto affermato dall’altro, raggiungendo ben poco l’obiettivo di chiarire, a pochi giorni delle elezioni, le menti dei telespettatori, imminenti elettori.

È Marine Le Pen a rompere il ghiaccio, esordendo subito rivolgendo accuse all’avversario: ‹‹Lei ha la freddezza del banchiere d’affari, è il candidato della mondializzazione selvaggia, con un sorriso da passaporto e argomenti vergognosi››.

La candidata della destra francese ha evidentemente cercato di fare leva sulle sensazioni che l’immagine di Macron può suscitare ai cittadini, per poi accennare ad un giudizio negativo sul programma da egli propagandato. Continua la Le Pen: ‹‹Lei è una marionetta del presidente (uscente Francois Hollande per cui Macron ha prestato servizio come ministro fino all’agosto 2016) mentre io sono la candidata del popolo››.

Subito ha controbattuto Emmanuelle Macron, proponendo anche egli un dibattito incentrato su accuse personali: ‹‹Non avevo dubbi, lei signora Le Pen è la candidata dello spirito di ‘finesse’, vedremo se i francesi vogliono il vostro spirito di sconfitta di fronte alla mondializzazione, alla lotta al terrorismo o il nostro spirito di conquista. Lei – ha continuato duro Macron – è l’ereditiera di un nome, di un partito politico, di un sistema che prospera sulla rabbia dei francesi da tanti e tanti anni. Da 40 anni, noi abbiamo in questo Paese dei Le Pen candidati alle presidenziali. Di fronte a questo spirito di sconfitta, io sono portatore dello spirito di conquista francese: la Francia ha sempre avuto successo nel mondo, la sua lingua si parla in tutti i continenti. A fare la sua forza è la capacità di irradiare››.

Immagine dal Web

Quando finalmente i due candidati passano a dibattere sui punti centrali dei rispettivi programmi elettorali, le cose non migliorano di molto ma Macron sembra sentirsi più a suo agio mentre Marine ha spesso bisogno di consultare i propri documenti. Contraddettasi più volte, proprio a causa delle numerose consultazioni cartacee, la Le Pen viene accusata di aver fondato il proprio programma politico, e il successo in generale, sulla menzogna: ‹‹una bugiarda la cui unica strategia è mentire. Lei non propone nulla››, la accusa Macron.

Come è facile immaginare lo scontro raggiunge il suo apice sui temi della sicurezza, del lavoro e dell’immigrazione: a riguardo Marine Le Pen e Emmanuel Macron propongono due programmi molto lontani tra loro. La leader del Front National vuole la chiusura totale delle frontiere (contro il terrorismo), far tornare la Francia indipendente monetariamente, titolare del suo potere d’acquisto, libera di sviluppare una propria politica del lavoro contro la precarietà, a vantaggio prima di tutto dei cittadini francesi.

Su questi temi la Le Pen verrà spesso ripresa dal suo avversario, tacciata di essere troppo generica e di riuscire solo ad attaccarlo, senza proporre alcunché.

Dal canto suo, invece, Macron propone una politica europeista, tacciata (dalla Le Pen) di essere troppo blanda sui temi centrali, probabilmente perché l’ex Ministro del governo Hollande sarebbe solo un prestanome dei “poteri forti”, tra questi la tedesca Angela Merkel.

Alle accuse Macron risponde sonoramente: ‹‹Lei anche questa sera ha detto soltanto menzogne. È indegna, la Francia non merita questo››.

Ma l’ultima vera stoccata è di Marine Le Pen che, ironicamente, chiude così: ‹‹la Francia sarà comunque guidata da una donna, io o Merkel››, facendo implicito riferimento al fatto che se Macron salirà al potere egli potrebbe non essere altro che la lunga mano della cancelliera tedesca.

Prescindendo dalla convinzione personale derivata dal dibattito televisivo, i dati ufficiali parlano chiaro: Emmanuel Macron è stato più convincente nei confronti dei telespettatori, con il 64% delle preferenze, contro il 36% di Marine Le Pen, meno chiara nell’esporre i punti del programma, ma molto a suo agio nell’attaccare l’avversario politico.

Si tratta di semplici doti di comunicazione, esaltate ancor di più nel breve tempo di richiesto da un programma televisivo, che, a prescindere dalla sostanza dei contenuti, potranno influire non poco sull’imminente verdetto.

Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/05/04/elezioni-francesi-il-talkshow-macro-le-pen/

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