Eros Ramazzotti pubblica il 30 maggio 2003 l’album 9, disco che rimase in prima posizione per quattordici settimane in Italia. Si tratta del nono album in studio, ma il titolo è anche legato a una metafora calcistica. Ramazzotti dichiara che il nove è anche il numero assegnato ai bravi centrocampisti quindi il cantautore vuole esprimere il concetto che nella vita bisogna avere il coraggio di fare sempre uno scatto in avanti e giocare d’attacco.

E’ un album autobiografico, “un disco-diario”, come lo definisce lo stesso Eros Ramazzotti che all’epoca era uscito dalla separazione con Michelle Hunziker. Ma il cantautore riesce ad universalizzare questi sentimenti dando vita a un mondo di solitudini. Tre sono le “muse ispiratrici” di Eros Ramazzotti: la già citata Michelle Hunziker, la figlia Aurora Ramazzotti e Raffaella, la mamma di Eros scomparsa un anno prima dell’uscita dell’album.

Eros Ramazzotti, le sue muse e la paternità

Uno delle canzoni più belle e riuscite di quest’album è Canzone per lei dedicata a sua figlia Aurora. Qui Ramazzotti riesce a tratteggiare un delicato ritratto della sofferenza dei padri che in seguito alla separazione dal coniuge, sono costretti al distacco forzato dai figli che vedono solo nei week-end.

Mamarà è un brano scritto in ricordo di sua madre Raffaella. Musicalmente parlando la canzone si discosta dagli altri brani, poichè è un semi-reggae che sottolinea un’immagine gioiosa della donna, un voler succhiare una linfa vitale nonostante l’assenza, la volontà di proiettarsi in avanti.

Eros e l’amore: Raccogliere i frammenti e ricominciare

Al di là di tutti i pettegolezzi che Eros Ramazzotti ha voluto allontanare, come dichiara nel brano Un attimo di pace, resta la vicenda umana e universale di un amore finito che accompagna l’album. Oltre a Solo ieri e C’è una melodia, l’amore raggiunge buoni livelli di poesia in Il buio ha i tuoi occhi e Un’ancora nel vento. Nel primo brano abbiamo la centralità dello sguardo di stilnovistica memoria, nel secondo una metafora efficace che testimonia la difficoltà di mantenere in eterno un amore.

L’anima di un uomo innamorato può oscillare tra delusione, momenti di vuoti e tentativi di riempirlo, tra una forza che proietta in avanti e una che riporta nel passato, come è espresso nei due brani Non ti prometto niente e Falsa partenza; tra nostalgie, speranze e illusioni, una storia d’amore lascia sempre un segno: Un’emozione per sempre.

“Un’emozione per sempre”: come nasce il famoso singolo

Il singolo anticipa l’uscita dell’album e viene pubblicato il 12 maggio 2003. Viene scritto da Ramazzotti, Adelio Cogliati, Claudio Guidetti, Maurizio Fabrizio. Fu incisa da Alex Baroni, ma non fu mai pubblicata. Purtroppo il cantautore milanese morì nel 2002 in seguito a un grave incidente con la moto. Il brano verrà così inserito nell’album di Eros Ramazzotti che in qualche modo volle ricordare l’amico che in passato fu anche suo corista.

Se l’emozione rimane incisa nel cuore, la morte ha privato la musica di un’interpretazione raffinata come quella di Alex Baroni. Tuttavia Eros Ramazzotti ha portato il brano al successo nella calda e torrida estate del 2003 e ha regalato alle sue fan un delizioso videoclip diretto da Martin Weisz.

“Piccola pietra” e “L’uomo che guardava le nuvole”

Eros Ramazzotti parla anche di amore in senso più ampio con due canzoni che toccano la dimensione del sogno: Piccola Pietra e L’uomo che guardava le nuvole. La prima è una storia d’amore nata in tempo di guerra, nella quale una piccola pietra simboleggia la voglia di ricostruire la pace. La seconda riconduce alla dimensione dell’infanzia, al momento magico in cui la fantasia attribuisce una forma diversa alle nuvole. Tuttavia, anche attraverso l’immaginazione, l’umanità cresce con le proprie differenze che dovrebbero trasformarsi in ricchezze.

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