Cultura

Erri De Luca, i libri più belli dello scrittore napoletano

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Erri De Luca è un noto scrittore, poeta, giornalista, scrittore teatrale e traduttore italiano, nato a Napoli negli anni Cinquanta. Ha esordito nel 1989 con il suo primo romanzo “Non ora, non qui”; successivamente ha pubblicato una lunga serie di testi, anche poetici, che sono stati tradotti in trenta lingue diverse e hanno conquistato un gran numero di lettori. In questo articolo presentiamo una selezione dei suoi cinque libri più belli e che hanno riscosso molto successo.

Montedidio

Il romanzo è stato pubblicato nel 2021. Ambientato a Napoli, nel quartiere Montedidio, un ragazzo tredicenne impara il mestiere da falegname nella bottega di Mast’Errico. Il giovane vive in una casa vuota a causa dell’assenza del padre e della malattia di sua madre, questo è l’inizio della sua nuova vita che di sera va scrivendo su una bobina di carta ricevuta in regalo dal tipografo di Montedidio.

Porta sempre con sé un altro regalo, un “bùmeran”, un legno nato per volare che un marinaio regalò a suo padre. Vediamo, nel libro, il trascorrere delle giornate tra Mast’Errico che gli insegna il mestiere e Don Rafaniello, uno “scarparo” che il falegname ospita in bottega, che lo guida a pensare agli uomini e alle cose. Un libro breve e intenso, ci mostra il passaggio del ragazzo dalla fanciullezza alla responsabilità. Poetico, realistico, tenero, crudo, malinconico, una scrittura che aiuta il lettore ad immedesimarsi nel diario del ragazzo.

I pesci non chiudono gli occhi

Pubblicato nel 2011. Un’estate, un bambino napoletano che ha dieci anni con la mente che cresce e il corpo che resta sempre uguale. Afferma che d’estate si concentra la voglia di crescere. Il bambino torna col pensiero, dopo cinquant’anni, su quella spiaggia di Ischia ricordando la prima volta in cui si è innamorato di qualcuno.

In quell’estate degli anni sessanta il suo verbo preferito era “mantenere”: mantenere una mano, un’idea, una persona, un sogno, un ricordo. Lui amava perdersi nei libri e non divertirsi nei posti affollati, viveva solo e stava bene nel suo mondo. Era innamorato di una bambina del Nord, voleva fare la scrittrice, diceva che nei suoi libri avrebbe parlato solo di animali. Aveva circa dieci anni e sembrava conoscere ogni cosa del mondo, anche saper amare.

Erri De Luca parla attraverso le parole di questo bambino che voleva liberarsi dal corpo fanciullo nel quale viveva. Anche questa è una lettura breve e intensa, ci ricorda le gioie e i dolori del primo amore.

In nome della madre

Un romanzo storico pubblicato nel 2019. Miriàm, una ragazza della Galilea, ha una visione nella quale un uomo le profetizza un destino di grandezza per suo figlio. Subito dopo la giovane scopre di essere incinta. Ne parla al suo promesso sposo, Iosef, che nutre per lei un amore smisurato. La ragazza sa di rischiare la lapidazione e Iosef, per amor suo, le consiglia di simulare uno stupro che le eviterebbe la vergogna e la morte. Miriàm decide di raccontare la verità, rivendicando il mistero della sua gravidanza e la sua buona fede.

Successivamente Iosef fa un sogno premonitore, decide di sposare comunque la sua amata. Intanto, i romani organizzano un censimento e per i giovani sposi si prepara un viaggio lungo e difficile. Viene narrata la grandiosa avventura, la fede del suo uomo, il viaggio e il parto. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla, non dicendo nulla riguardo l’accaduto.

Una lettura della storia di Maria che le restituisce la meravigliosa semplicità di una femminilità coraggiosa. L’autore racconta la gravidanza di Miriàm da non credente e facendo ricorso solo al linguaggio semplice e terso della poesia. Il suo desiderio è di raccontare “qualcosa che non c’è, e cioè una versione di Miriàm” della nascita di Gesù.

A grandezza naturale

Nell’introduzione di questo romanzo pubblicato nel 2021, l’autore chiarisce che nelle pagine unisce storie estreme di genitori e figli. La narrazione prende vita dalle radici della storia tramandata: inizia da Isacco, dalla mancanza di legittima difesa contro il padre, quel nodo stretto tra lui e Abramo è irreparabile. Quel nodo sembra potersi sciogliere solo diventando genitori a propria volta.

Come succede a Marc Chagall dopo aver dipinto il ritratto del padre, e come non potrà fare la figlia del vecchio nazista, nel tentativo estremo di mettersi al riparo dal torto del soldato scegliendo di non procreare. E come non succederà a chi racconta, rimasto figlio. Tuttavia proprio per questo è il narratore ideale di queste storie. In questo romanzo, l’autore attraversa con il proprio sguardo e la sua sensibilità, con una prosa essenziale e stratificata, il rapporto che si trova all’origine dell’umanità e di ogni storia che si voglia raccontare.

Il peso della farfalla

Libro pubblicato nel 2009. Narra la storia di un camoscio, bellissimo animale di montagna, che rimasto orfano e senza appartenere a un branco, impara a sopravvivere da solo. Cresce, è forte, meraviglioso e unico, sfida tutti senza alcun timore, diventando il “re dei camosci”. Ma Erri De Luca racconta anche la storia del cacciatore che lo ucciderà.

Il vecchio cacciatore vive solo in una casa nel bosco e non ha nulla da raccontare, nemmeno una storia per conquistare una donna. Una giornalista ostinata decide di seguire la vita di quest’uomo che vive su in montagna. Il cacciatore, non essendo abituato a frequentare le donne, non accetta subito questa richiesta. L’autore scrive che il vecchio ha “dimenticato che si superiore hanno la volontà. Un uomo non arriva a volere come una donna”.

Il cacciatore si sente spaesato e intimorito. Da anni, tra lui e il camoscio, c’è un silenzioso scontro che terminerà in novembre. Erri De Luca racconta questa storia in modo lieve, come il battito d’ali di una farfalla bianca. Entra in queste due solitudini con rispetto, raccontando di un duello duraturo e di una pietà finale: queste due solitudini sono legate nella morte, in un abbraccio eterno, come lo erano nella vita. Un racconto che contrappone due “sovrani“, in una storia di leggera e presente emozione.

Martina Puzone

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