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Estradato dal Brasile Rocco Morabito, il “broker della droga”

Atterrato oggi a Ciampino direttamente dal Brasile uno dei massimi latitanti viventi, Rocco Morabito, tra i più importanti uomini d’affari degli stupefacenti. Parente di Giuseppe “Tiradritto” Morabito, ad oggi ai vertici della ‘ndrangheta, sconterà 30 anni di carcere per reati relativi allo smercio di sostanze illecite. Rocco Morabito vanta di una storia rocambolesca: arrestato a Montevideo, in Uruguay, nel 2017, evade due anni dopo ma viene ritrovato in Brasile nel 2021. Di nuovo in manette a seguito di un’operazione internazionale congiunta, era nella lista degli uomini più pericolosi in un programma speciale del Ministero dell’Interno. Terminano così i suoi 23 anni di latitanza.

La storia latitante di Rocco Morabito, l’uomo d’affari della ‘ndrangheta passato da Africo, in Calabria, fino a Montevideo e Joao Pessoa

Rocco “U Tamunga” Morabito durante i primi dei suoi 23 anni di latitanza

Una storia di successo quella di Rocco Morabito, esponente di spicco del clan di Africo (RC) passato in poco tempo ad essere considerato il “re della cocaina” di Milano, raggiunta a 25 anni. Un’incoronazione dovuta alla grande abilità negli affari legati allo smercio di sostanze illecite. Dietro di lui c’era anche il “Tiradritto”, Giuseppe Morabito, esponente di spicco della cosca e uno degli uomini più pericolosi d’Italia, secondo il Ministero degli Interni. Anche Rocco era su quella lista, almeno fino al 2021, anno del suo arresto a Joao Pessoa, in Brasile. Individuato insieme a Vincenzo Pasquino, altro ‘ndranghetista, l’operazione di arresto è stata coordinata congiuntamente dalla Procura di Reggio Calabria, i carabinieri del Ros, l’FBI e la DEA statunitensi, fino all’Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta (I-CAN). Un’operazione che lo aveva effettivamente messo dietro le sbarre. Ma c’era da superare ancora un ostacolo giurisprudenziale.

L’estradizione di Morabito non sembrava possibile fino a pochissimi giorni fa. La procura di Sao Paolo aveva bloccato il rientro in Italia dello ‘ndranghetista a causa di un processo penale appena aperto. Ma la cooperazione internazionale ha dato i suoi frutti nell’interlocuzione tra Ambasciata italiana in Brasile, I-CAN e le autorità brasiliane. Atterrato oggi a Ciampino, Rocco Morabito sconterà in prigione 30 anni, sette anni in più rispetto ai 23 di latitanza, che lo hanno visto operare principalmente in sud America, tra Brasile e Uruguay. Il suo primo arresto risale infatti al 2017, dove era stato braccato dai militari di Montevideo. Due anni dopo, una rocambolesca fuga gli permette di eludere il regime di sicurezza a cui era sottoposto. E a cui dovrà riabituarsi, ma in patria.

Alberto Alessi

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