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Una Ferrari da mondiale

I nostri tifosi ci chiedono vittorie e noi lavoriamo per dargliele. (Enzo Ferrari)

E’ proprio con questa citazione che voglio iniziare a parlarvi della Ferrari che tutti noi quest’anno stiamo
ammirando nel campionato mondiale di Formula 1.
Dopo annate disastrose e, anche abbastanza umilianti, la Ferrari pare che pian piano stia tornando l’auto competitiva e vincente di un tempo. E, arrivati ad un quarto di mondiale, la domanda sorge spontanea: “la Ferrari di quest’anno è, o non è in grado di vincere il titolo costruttori?”

Sin dai test invernali, la scuderia del Cavallino Rampante, ha dato prova di poter essere temibile e competitiva, e non un’auto inaffidabile come quella che abbiamo visto nelle passate stagioni.
Ormai il campionato è iniziato da sette gare, e fare un bilancio di questa fase iniziale pre-estiva, mi sembra cosa buona e giusta, anche solo per mettere le idee in chiaro.
Iniziamo a parlare non dei piloti, ma di chi sta dietro le quinte. Parliamo di Mattia Binotto. Di certo è uno dei cardini di questo team, un uomo con la testa a posto, saldo, fermo e soprattutto di poche parole. Il fatto che di lui si parli pochissimo, va benone. Il che offre la misura di uno stile. Molto diverso da quello adottato da presunte star ad alta tecnologia. Grazie a quest’uomo qui, la Ferrari in poco tempo è riuscita a fare passi da gigante, roba da tornare quasi ai tempi di Schumi, forse, ma non esageriamo.

Se siamo d’innanzi un sentiero che si biforca in due, la strada cupa, fredda e triste è rappresentata da Raikkonen, quella soleggiata, verde e rigogliosa di certo, non può essere che rappresentata da Sebastian Vettel.
I piloti, di certo giocano un ruolo fondamentale, ma come la mettiamo se come compagno di squadra hai un certo Kimi Raikkonen? Per carità, il ragazzo con gli anni si è calmato, più o meno, però forse è proprio questa sua calma e tranquillità che non lo rende competitivo come un tempo, e forse lo preferivo quando era poco poco più combattivo. Di certo, il Kimi degli anni passati non si sarebbe fatto fare “pelo e contropelo” da un ragazzetto come Verstappen, giusto per tirare in ballo gli episodi accaduti in Spagna e Ungheria dell’anno scorso. Raikkonen corre come tanti altri, senza produrre al sottoscritto particolari emozioni in positivo o in negativo. Mi pare anonimo, ecco, e con una Ferrari così, essere anonimi non è tollerabile.
Il tedesco,invece, forse visto un pò come Schumi, per la nazionalità e forse anche un pò per la bravura, quest’anno di certo non può essere incolpato per aver deluso i fan. Ha fatto segnare numeri da capogiro e ha saputo sfruttare al meglio l’auto, a differenza del suo compagno. Riesce a competere poi, con un certo Hamilton, che non è cosa da poco, insomma, cosa chiedete di più? E’ giovane, simpatico, e soprattutto il suo italiano migliora come la sua guida, ovvero ogni giorno di più! E Schumi, santo uomo, non ha mai parlato, o quasi italiano. Saran sciocchezze, ma noi del Bel Paese ci teniamo a queste cose, no?!

Ma i risultati, sono arrivati? Certo che si! La Ferrari è prima in campionato, ed è dalla prima gara di campionato, se non dai test invernali che si impone sulle rivali, soprattutto sulla Mercedes. Il tutto, coronato anche dalla fantastica doppietta che è stata realizzata a Monaco, cosa che non accadeva da ben quindici anni. Queste sono tutte, signori miei prestazioni da prima della classe!
Lo so cosa state pensando, in Canada la macchina non è stata la migliore, anzi ha lasciato molto a desiderare, e partono così, i primi allarmismi secondo qui la Ferrari ha perso tutto ciò che ha costruito in sei gran premi. Ma è possibile perdere così tanto in una sola gara? Con una signora scuderia come la Ferrari? Certo che no! Alla fine parliamo solo di un Gran Premio fallito, che poi è andato male si, ma nemmeno più di tanto. Insomma, ogni tanto anche i primi della classe possono prendere un voto basso, un nuotatore può prendere un crampo mentre nuota e un cacciatore può far cilecca, no?!
Io penso, francamente, che questa sia proprio una Ferrari da mondiale. In questo nuovo progetto, tutti ci hanno messo, e ci stanno mettendo il cuore, la passione, il desiderio e la speranza per vedere nuovamente trionfare la scuderia di Maranello e colorare di rosso il mondo della Formula 1! “Piedi per terra, e testa bassa”.

Raffaello Caruso

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