L’emergenza sanitaria globale ha portato le persone a sperimentare qualcosa di completamente nuovo. Qualcosa che nel bene o nel male ha segnato questo 2020 e probabilmente la vita di ognuno di noi. Ad aiutare gli italiani a superare i momenti di noia è stato anche il mondo del cinema, grazie al contributo di siti come Filmpost.it che si sono prodigati nel consigliare film e serie tv agli utenti in cerca di idee. Molte persone però con il ritorno alla vita frenetica di tutti i giorni rischiano di perdere una delle poche buone abitudini apprese durante il lockdown: guardare un film nella tranquillità delle proprie mura. Quindi per aiutare gli spettatori a non abbandonare il dinamico duo “divano-film” proponiamo questa breve lista di film.

In un periodo di rinascita come questo il filo conduttore delle opere che proporremo sarà l’ottimismo, la voglia di farcela e il desiderio di riprendere in mano la propria vita. Impossibile non pensare alle difficoltà incontro le quali ognuno di noi andrà in contro in questi giorni difficili. Quale miglior scelta allora se non quella di passare parte del proprio tempo libero a guardare film che risollevano l’animo e lo spirito, infondendo la giusta carica per affrontare ogni situazione? Saranno giorni difficili ma con un po’ d’impegno, e con la giusta dose di fortuna, tutto tornerà come prima. Forse andrà anche meglio.

Il favoloso mondo di Amélie

Il primo film di questa breve lista è un cult del cinema francese moderno, Il favoloso mondo di Amélie, diretto da Jean-Pierre Jeunet e interpretato da Audrey Tautou. L’attrice francese interpreta Amélie Poulain, la protagonista della storia. La giovane apprezza le piccole cose della vita come rompere la crosta della crème brûlée col cucchiaino, far rimbalzare i sassi sul Canal Saint-Martin o immergere le dita nei legumi. I suoi giorni scorrono sereni, fin quando nella sua abitazione non trova una scatola piena di piccoli ricordi e giocattoli. Amélie intuendo si tratti di un prezioso cimelio dimenticato lì anni or sono decide di mettersi alla ricerca di chi aveva abbandonato l’oggetto. Non senza difficoltà la ragazza riesce nella sua impresa, restituendo senza farsi scoprire il prezioso cimelio al suo proprietario.

Capendo di aver fatto del bene Amélie decide di devolvere il suo tempo nell’aiutare gli altri, che si tratti di aiutare un amico scrittore o che si tratti del proprio padre. Un do ut des che giova ad entrambe le parti visto che più la ragazza aiuta gli altri più è felice, più è felice e più cresce in lei la voglia di sostenere chi le gravita intorno. Una lunga catena di buone azioni e coincidenze la porteranno a conoscere Nino, un giovane ragazzo che il destino sembra volere al fianco di Amélie. Un film bizzarro, che ti fa stare bene con te stesso e con il mondo e che potrebbe spingere chi lo guarda a cercare di riscoprire tutto il buono che c’è nelle piccole cose.

300

Allontanandoci dai toni quasi fiabeschi del film precedente vi proponiamo 300, diretto da Zack Snyder e tratto dalla graphic novel di Frank Miller. La pellicola rievoca la Battaglia delle Termopili in cui si scontrarono l’esercito persiano e un manipolo di guerrieri Spartani. L’evento rappresenta l’esempio principe di come con l’impegno, la determinazione e la voglia di fare si possa fronteggiare anche la peggiore delle situazioni. Il protagonista della storia è Leonida (Gerard Butler), re degli Spartani, il quale rifiutando di sottomettersi all’impero persiano dà il via ad una sanguinosa guerra. L’uomo tratto in inganno dai suoi consiglieri corrotti è costretto a fronteggiare Serse, re dei persiani, e il suo vastissimo esercito facendo affidamento solo sulle sue 299 guardie personali. Per compensare una disparità più che evidente in termini numerici Leonida decide di giocarsi le sue carte con una mossa tanto disperata quanto astuta: attirare l’esercito nemico in una stretta gola alle Termopili.

Con questo stratagemma il re degli spartani non solo riesce a respingere l’offesa dei persiani ma costringe anche Serse a proporre un accordo. In cambio di una totale resa sarebbe stata risparmiata la vita degli spartani e a Leonida sarebbe stato affidato il titolo di generale di tutta la Grecia. Il re decide di rifiutare l’offerta e di continuare a combattere conscio del fatto che se uno stuolo di soli 300 guerrieri è riuscito a fronteggiare un esercito composto da circa 1.000.000 di soldati, l’esercito di Serse non avrebbe potuto nulla contro 10000 greci infuriati.

L’attimo fuggente

“Carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita”

Dopo un film d’azione arriva un classico del cinema che nel corso del tempo è riuscito a conquistare gli spettatori generazione dopo generazione. L’attimo fuggente, diretto da Peter Weir e interpretato da un magistrale Robin Williams, è uno di quei film che non può lasciare indifferenti. Un vero e proprio inno alla vita e a tutto ciò che di bello offre, un invito a guardare il mondo sempre con spirito critico senza accettare le ingiustizie e le imposizioni. 1959, collegio maschile Welton, Vermont. John Keating, insegnante di letteratura, viene trasferito nell’istituto portando con sé la sua particolare visione del mondo e il suo innovativo metodo di insegnamento. L’uomo cerca infatti di spingere i propri studenti a uscire fuori dai binari imposti dalle loro famiglie, facendogli capire che la cosa più giusta da fare è seguire i propri desideri.

Lo studente più incuriosito dagli stravaganti consigli del nuovo professore è Neil Perry, ragazzo incapace di contraddire il proprio padre che lo vorrebbe a tutti i costi laureato in medicina. La passione di Neil è però un’altra, lui vorrebbe recitare, vorrebbe portare sul palco l’infinito universo artistico che fino a quel momento è rimasto segregato nel suo animo. Sulla scia degli insegnamenti del professor Keating lo studente riporta in vita “La setta dei poeti estinti”, un gruppo clandestino di poesia di cui anche il professore faceva parte da giovane. I desideri del giovane Neil vengono però a scontrarsi con i voleri del padre, che vorrebbe a tutti i costi spingere il ragazzo ad abbandonare i suoi sogni per condurre un’onesta, quanto priva di gioia, vita da medico.

La ricerca della felicità

Impossibile non inserire in una lista del genere La ricerca della felicità, film diretto da Gabriele Muccino e interpretato da Will Smith. L’intera opera rappresenta uno sprone continuo a non mollare mai, qualsiasi siano le difficoltà che la vita para davanti ad ognuno di noi. Trovare qualcosa che ci dia le giuste ragioni e lottare fino in fondo, fino a che non si trova la felicità. La pellicola è ispirata ad una storia vera, quella di Chris Gardner, un uomo che negli anni ’80 ha dovuto fronteggiare povertà e solitudine per poter inseguire il suo sogno. Indebitato fino al collo e lasciato dalla moglie a causa delle vicissitudini finanziare l’uomo è costretto a cercare in ogni modo di sbarcare il lunario per sopravvivere e mantenere il proprio figlio. Reduce da una fallimentare esperienza nella vendita di scanner ossei grazie ad un incontro fortuito con un broker decide di voler seguire lo stesso percorso lavorativo.

In qualità di stagista entra così a far parte della Dean Witter un’azienda che dopo un corso di sei mesi non retribuito assumerà uno solo dei partecipanti. Gardner si impegna ogni giorno per apprendere tutte le nozioni utili per il nuovo lavoro, dividendosi tra le mansioni di padre, tra le sempre più pesanti ristrettezze economiche e le difficoltà nel far conciliare il tutto. Rimasto senza macchina, senza casa e senza moglie l’uomo ha solo il figlio e la fiducia che il piccolo prova in lui. Per lui è sufficiente, per lui basta quello per svegliarsi la mattina e continuare a combattere.

Troop Zero

Chiudiamo questo articolo proponendovi un film che si allontana dai cult e dai classici precedenti ma che si distingue grazie alla semplicità e al candore con cui racconta la sua storia di inclusione e fratellanza. Elementi che in un momento come questo acquisiscono idealmente ancora più valore. Parliamo di Troop Zero, film prodotto dagli Amazon Studios e diretto dalle registe Bert & Bertie. La pellicola riesce a farci vivere le emozioni che prova una bambina speciale, diversa, un freak. Una bambina che nonostante non venga mai accettata non molla mai, cercando di far capire agli altri quali siano le proprie passioni e i propri desideri. Siamo tutti diversi, siamo tutti sbagliati, l’importante è condividere con gli altri ciò che ci rende unici e trarre forza ognuno dall’altro. La protagonista del film è Christmas Flint (Mckenna Grace), una ragazzina che frequenta le scuole elementari e viene considerata da tutti come “strana”.

Non ha molti amici, ad eccezione di Joseph un ragazzo altrettanto emarginato perché effemminato. Nonostante il padre le voglia molto bene non riesce a crescerla, impegnato com’è nel non finire in bancarotta con la sua attività di avvocato. La piccola Christmas dopo la scomparsa della madre ha iniziato ad appassionarsi allo spazio e alle stelle. È fermamente convinta che chiunque muoia si trasformi in polvere di stelle, e quindi in cerca dell’affetto e dell’amore che non riceve sulla Terra passa il tempo a scrutare il cielo. Un giorno scopre di poter arrivare lì dove non è mai potuta arrivare, grazie ad un concorso organizzato dal gruppo scout delle Birdie è infatti possibile incidere la propria voce e inviarla nello spazio. Christmas decide di non farsi sfuggire l’occasione, raduna tutti i bambini che conosce, ognuno con una sua battaglia da combattere e una sua identità da affermare, e fonda l’equipaggio Zero.

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