Cultura

Franca Rame e il coraggio della denuncia

Un’attivista politica, attrice teatrale, scrittrice, una donna. Franca Rame nasce a Parabiago nel 1929 e ci lascia nel 2013, all’età di 83 anni. È sposa di Dario Fo, insieme al quale diventa un soggetto scomodo, preso di mira dall’estrema destra.

Nel 1958 Franca Rame e Dario Fo fondano la Compagnia Fo-Rame, che negli anni Sessanta riscuote successo nel circuito teatrale. Insieme abbracciano la concezione utopistica sessantottina, interpretano scene di satira politica, e Franca diviene parte del movimento femminista, sostenendone le cause e le battaglie. Insieme diventano un obiettivo politico, ma solo Franca ne subisce le conseguenze più sordide.

Il monologo “Lo stupro”

Franca Rame e Dario Fo Ph: biografieonline.it
Franca Rame e Dario Fo
Ph: biografieonline.it

Durante gli Anni di piombo Franca Rame viene rapita da un gruppo di militanti di estrema destra e “punita” tramite la manifestazione forse più vigliacca e disgustosa, lo stupro.

“[…]Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani.”

Il 9 marzo del 1973 Franca viene rapita, stuprata e torturata. Il reato, commesso chiaramente per motivi politici, finì in prescrizione, e i suoi carnefici non vennero mai puniti, non vi fu alcuna condanna. Se è vero che l’arte è strettamente collegata alla vita e può essere un mezzo espressivo per tradurre la stessa, l’attrice, parlando in maniera riduttiva, trasforma in monologo l’episodio probabilmente più traumatico e avvilente della sua vita. Lo stupro diventa così una pièce teatrale, una denuncia contro i suoi aggressori, un atto di estremo coraggio. Il coraggio di raccontarsi, di esporsi pubblicamente per mettere in luce una vicenda in cui troppe donne sono, da sempre, protagoniste.

Franca ha denunciato una violenza sessuale, senza mezzi termini, riportando il racconto lucido e destabilizzante dell’abuso subito, dando voce alle innumerevoli donne, ma anche uomini, che la forza di ribellarsi e denunciare l’hanno persa lungo la strada. Forse lo scopo dell’arte e della cultura è esattamente questo, ridare voce a chi l’ha persa, a chi è stato umiliato, tradito, ma ancor di più fungere da appiglio quando tutto intorno sembra spento e la speranza non c’è più, e Franca l’aveva capito.

Joelle Cotza

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