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Fred Buscaglione, chi era la moglie Fatima Ben Embarek: “Siamo scappati dal suocero”

Fred Buscaglione è stato uno dei cantanti più famosi della sua epoca. Nato a Torino il 23 novembre 1921, Fred Buscaglione – nome d’arte di Ferdinando Buscaglione – è stato un celebre artista italiano, tra i più noti cantautori e polistrumentisti del ‘900. Dopo gli studi presso il conservatorio di Torino (abbandonati quasi subito), le condizioni difficili della famiglia lo hanno costretto a intraprendere la carriera di fattorino nel tentativo di sbarcare il lunario. Il suo innato amore per la musica lo ha però portato a esibirsi giovanissimo in alcuni locali notturni, dove da subito è stato evidente il suo talento come polistrumentista: a notarlo è stato l’allora studente Leo Chiosso, con cui Buscaglione ha stretto un sodalizio artistico durato fino al giorno della sua scomparsa. I due fondarono il complesso Asternovas, con cui il celebre cantante ha girato l’Europa e presentato alcuni dei suoi più grandi successi (Guarda che luna, Eri piccola così e Teresa non sparare sono alcuni tra questi). Con l’uscita dei suoi primi 33 giri il cantante ha ottenuto sempre maggior successo e, negli anni ’50, il suo è diventato uno dei volti più celebri della pubblicità, del cinema e della tv.

Per quanto riguarda la vita privata, conosciuto come playboy, Fred Buscaglione ha avuto un unico grande amore nella sua vita. Si tratta di Fatima Ben Embarek, acrobata e contorsionista magrebina conosciuta come Fatima Robin’s e che il cantante ha incontrato a Lugano. Dopo una lunga corte, si sono sposati nel 1953 con una fuga romantica poiché il padre della ragazza non era d’accordo. Un rapporto di alti e bassi, caratterizzato dalla gelosia e che è terminato nel 1959. Nel 1960 i due si stavano riavvicinando, ma purtroppo la morte dell’artista non permise loro di darsi una seconda possibilità.

La morte è arrivata dopo una serata in un locale di via Margutta a Roma; Fred Buscaglione stava tornando verso l’hotel dove viveva dopo la separazione con sua moglie quando, all’improvviso, la sua macchina è finita contro un camion. Subito soccorso, è stato messo sopra un autobus per portarlo in ospedale, ma non c’è stato nulla da fare. E’ morto a 38 anni. I funerali si sono tenuti nella Chiesa di Santa Giulia a Torino ed è stato sepolto al Cimitero Monumentale del capoluogo piemontese. I suoi brani più famosi sono stati Eri piccola così e Che bambola, senza dimenticare (nella seconda parte di carriera) Guarda che luna.

Il tragico incidente di Fred Buscaglione: cosa era successo

“Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, e io tornerò a essere solo Ferdinando Buscaglione” sono queste le parole che poche settimane prima della sua morte aveva detto in una lunga intervista con la Stampa.

Il cantante aveva 38 anni e proprio all’alba di quel giorno Fred Buscaglione perse la vita a seguito di un tragico incidente. Si trovava a bordo della sua macchina mentre tornava da un concerto in un night in via Margutta a Roma, quando si è scontrato con un camion che portava porfido guidato da Bruno Ferretti che aveva solo 24 anni.

La Stampa di domenica 7 febbraio 1960: «Ventimila persone hanno seguito i funerali di Fred Buscaglione Una parte della folla, pervasa da un’assurda morbosità, ha travolto i cordoni della polizia, per vedere i divi della canzone e strappare autografi».

Tre giorni prima, all’alba, si era spezzato il sogno del famoso cantante torinese. Erano le 6 e venti di un mercoledì qualsiasi a Roma, quando la Ford Thunderbird rosa-shocking dell’artista (da lì a poco avrebbe compiuto 39 anni) che stava finalmente per andare a dormire dopo una delle tanti notti che non avevano mai fine, si era schiantata contro un furgone carico di blocchi di tufo all’incrocio tra le via Paisiello e Rossini, nel quartiere Parioli. La sua auto viaggiava ai 100 all’ora, anche se non era inseguito da un manipolo di quei gangster protagonisti di alcune delle sue canzoni di maggior successo. L’urto è devastante, inutile il trasporto in ospedale su un pullman della linea 90 deviato per portare quel povero corpo ormai inerme al Policlinico, preceduto da una jeep dei carabinieri.

«Che notte, che notte quella notte/ Se ci penso mi sento le ossa rotte» si potrebbe dire, parafrasando una delle sue più celebri canzoni. Il grande Fred era uscito di scena per sempre, senza l’accompagnamento dell’orchestra e i soliti applausi. A Torino, nella sua Torino, avrebbe dato l’addio al suo pubblico

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