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Maggio 13, 2021, giovedì

Gabriel Barbosa: il talento nerazzurro ancora da scoprire.

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Ci sono alcune cose nel calcio che non riescono ad avere un senso logico, agli occhi di chi guarda. È quanto accaduto ai tifosi interisti che, quest’anno, non hanno avuto modo di poter dare il proprio giudizio a proposito di Gabriel Barbosa. Ma, nel frattempo, continuano ad incitarlo.

Gabriel Barbosa Inter

Gabriel Barbosa Almeida nasce a San Paolo, in Brasile e si appassiona al gioco del calcio fin dalla giovanissima età. A soli 8 anni entra a far parte del vivaio giovanile del Santos FC. Le sue incredibili prestazioni, contornate da un sacco di gol, gli valgono l’appellativo di Gabigol.

Gabigol Santos

Il 25 settembre 2012 firma il suo primo contratto da calciatore professionista, sempre con il Santos, e nel frattempo i principali media sudamericani lo citano come il giocatore più promettente della squadra ed uno tra i più promettenti giovani del Brasile.
Segna il suo primo gol il 22 agosto 2013 nell’incontro di Copa do Brazil contro il Gremio.
Termina il suo primo Campionato Paulista con i Peixe a quota 7 gol e secondo piazzamento in campionato.

Gabriel Barbosa Santos

Il 20 aprile 2014 segna il suo primo gol nel campionato brasiliano di Sèrie A nella partita contro lo Sport Club do Recife.
Il 23 settembre dello stesso anno firma un nuovo contratto di cinque anni con la società brasiliana.
Finisce il campionato con un totale di 21 gol all’attivo.
Il 2015 è l’anno della sua vera e propria affermazione: è il miglior marcatore della Copa do Brazil con 8 gol segnati nella competizione e vince il Golden Ball come miglior giocatore rivelazione dell’anno.
Inoltre, la rivista spagnola Don Balón lo nomina tra i 101 migliori giovani talenti del calcio mondiale.
Nel 2016 arriva anche la prima vittoria importante con la maglia della nazionale brasiliana, la quale vince la medaglia d’oro alle olimpiadi di Rio de Janeiro.

Gabriel Barbosa Rio 2016

L’Europa lo chiama e Gabriel risponde: vuole l’Inter a tutti i costi. Vuole la maglia nerazzurra che, anni fa, anche il suo connazionale (nonché uno dei suoi idoli) Ronaldo aveva indossato.
Il morale è alle stelle non solo per il giocatore: anche la società nerazzurra, i dirigenti del club e, soprattutto i tifosi, manifestano il proprio entusiasmo per la giusta riuscita di una trattativa presentata come storica.
La sua prima conferenza stampa da nerazzurro è già un’occasione speciale: Auditorium Pirelli ricco di giornalisti pronti a fare qualsiasi tipo di domanda al giocatore che sente già le prime pressioni della stampa italiana. Il paragone, come sempre in pieno stile italiano, è con Ronaldo, ma Gabriel mette le cose in chiaro fin da subito: ” No, io sono Gabriel Barbosa e voglio fare la storia dell’Inter“.
Grandi applausi e mega selfie finale con tutto l’Auditorium.

Gabigol Presentation at Inter

Difficile l’inizio di stagione anche per problemi relativi all’ambientamento con i nerazzurri. Il suo primo appuntamento con il campo è contro il Bologna, nella partita pareggiata 1-1 tra i ragazzi di Frank De Boer e quelli di Donadoni.
Da allora sempre la stessa frase in conferenza da parte del tecnico olandese: “Non è pronto per il calcio italiano“.
Ma, a non essere pronti per il calcio italiano, erano in due: l’avventura con i nerazzurri finisce subito per l’ex Ajax, al suo posto subentra Stefano Pioli.
Tutti, anche i tifosi, erano certi del suo utilizzo da parte del tecnico parmigiano, considerati i suoi precedenti alla Lazio con Felipe Anderson, amico dello stesso Gabriel.
Ma anche con Pioli la situazione non cambia, sempre panchina per il talento brasiliano.
I primi segnali illusori in campionato (per il calciatore e per gli stessi tifosi) si hanno dopo il gol di Bologna (nel match di ritorno) dove salva i nerazzurri dal secondo pareggio con i rossoblu, regalando i tre punti alla squadra.

Gabigol Bologna

L’Inter, dopo un filotto positivo di vittorie, non fa passi avanti e anche quando il campionato non potrà dare i risultati sperati ad inizio stagione, senza nulla per cui lottare e con giocatori visibilmente svogliati nell’affrontare gli avversari, Gabigol scalpita per poter giocare. La sua voglia era comprensibile a tutti. I tifosi lo acclamavano ma l’intero staff tecnico era troppo preoccupato a non sentire il parere del Meazza.
L’ultima scelta, forse anche dopo il giovanissimo Pinamonti.
Significativo l’episodio durante Inter-Sassuolo, quando al 78′ i tifosi acclamano a gran voce il suo nome: Vecchi, che nel frattempo aveva preso le redini della squadra dopo l’esonero di Pioli, è costretto a farlo entrare.
La stagione è un totale disastro, per entrambi.
Tante le voci sul suo futuro: le ultime riguardano un probabile trasferimento di Barbosa al Las Palmas. Lui rassicura i tifosi, che stanno vedendosi sfumare un probabile fuoriclasse, dicendo di voler rimanere a Milano.

Gabigol Bologna

Nel frattempo, si è insediato sulla panchina nerazzurra Luciano Spalletti. Molti si ritengono speranzosi, considerando la sua esperienza con Emerson Palmieri, un giocatore completamente rinato dopo il ritorno del tecnico toscano a Roma.
Ma il rischio è di vedere ripetersi la storia che questa stagione ha portato.

Pirelli presentò Gabigol con una frase significativa: 

C’è più Milano in Brasile di quanto pensi.

Il probelma è che quella fetta di Brasile, che l’Inter conosce abbastanza bene, a Milano ancora non c’è. Per i tifosi la speranza è l’ultima a morire.

Ma nel frattempo i giocatori scelgono altre strade.  

 

Antonio Campana

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Antonio Campana
Student of Electronic Engineering and Telecommunications at Engineering School of Bari. Thriller reader (even writer). Proud Wikipedian.
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