Attualità

Il gioco ai tempi del coronavirus: per lo Stato perdite ingenti

L’emergenza coronavirus ha fermato molti settori produttivi, creando un danno enorme all’economia italiana. Non solo per quanto riguarda le aziende e i professionisti, ma anche per lo Stato stesso, che non può contare sugli ingenti introiti derivanti dal pagamento delle scadenze fiscali. Tra i settori che hanno risentito dell’influenza del Covid-19 c’è anche quello del gioco, colpito da una serie di restrizioni che in molti casi hanno limitato l’offerta, arrivando in alcuni persino ad azzerarla.

Stop al gioco terrestre (e non solo)

Dopo che il governo Conte aveva deciso di fermare le slot, dal 22 marzo anche Lotto e SuperEnalotto sono stati momentaneamente congelati. Il decreto legge, firmato dal direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Marcello Minenna, ha decretato infatti la “sospensione con effetto immediato presso le tabaccherie e altri esercizi”. Non solo Lotto e SuperEnalotto, ma anche l’Eurojackpot e altri giochi accessori. Non si può giocare neppure online, per un semplice motivo: ogni estrazione richiede una riunione della commissione che ne certifica la validità.

Anche le sale scommesse e le sale bingo hanno dovuto abbassare la saracinesca, non rientrando nelle attività definite come essenziali. Un danno economico enorme per le agenzie e i bookmaker, che non possono neppure contare su un volume aumentato delle scommesse online, dal momento che la quasi totalità delle competizioni sportive internazionali è ferma.

Gli effetti sul calcio

Basti pensare che al momento sono soltanto tre i campionati di calcio professionistico attivi a livello mondiale: il campionato del Nicaragua, il campionato del Tagikistan e il campionato della Bielorussia, dove il presidente Alexander Lukashenko ha minimizzato l’emergenza coronavirus suggerendo agli abitanti di combatterlo attraverso il consumo di vodka, l’utilizzo della sauna e del duro lavoro.

Ad ogni modo, tra gli sport è proprio il calcio è quello che più ha risentito della brusca frenata del settore delle scommesse online, già a partire dal Decreto Dignità che aveva vietato ogni forma di pubblicità legata a questa attività. Non a caso, la Lega di Serie A ha proposto al Governo di cancellare questo divieto, nel tentativo di aumentare gli introiti, oltre a modificare la Legge Melandri sulla ripartizione dei diritti tv, la normativa sugli stadi e la legge sul professionismo. Un’altra proposta della Lega di Serie A è quella di creare una sorta di nuova formula del Totocalcio, per permettere alle società di dividersi una parte dei ricavi.

Bene i casinò online

Ad approfittare della voglia degli italiani di giocare ci sono due mondi che stanno andando contro corrente: quello del poker online e quello dei casinò online. Abbiamo contattato i gestori del casinò online di Betnero, che ci ha confermato come nelle ultime settimane il traffico di utenti sia aumentato del 30%.

Eppure, anche le sale da gioco virtuali sono state in qualche modo colpite dal coronavirus. Una recente circolare, infatti, ha specificato che i dealer che si occupano della gestione dei giochi da casinò in streaming non potranno svolgere il loro lavoro (non rientrando nelle attività essenziali), e molti casinò online sono stati costretti a sospendere momentaneamente l’offerta dei giochi live.

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