Cultura

Giornata Mondiale della Diversità Culturale, l’arte celebra le differenze

Oggi, 21 Maggio, ricorre la Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il dialogo e lo sviluppo. Una ricorrenza importante che ci deve ricordare, qualora fosse necessario e purtroppo oggi è ancora molto necessario, che esistono tante culture diverse tra loro e che insieme, nel rispetto e nel dialogo, formano il mondo variegato in cui viviamo. Questa giornata ci deve anche far ricordare che non esiste un’unica percezione del mondo e della vita e che le differenze tra popoli vanno sempre celebrate, studiate, comprese e ammirate. A proposito di questo, ci viene in aiuto l’arte che meglio di altre discipline ci permette di celebrare la bellezza della diversità delle culture. 

L’Arte Occidentale

Quando si parla di Arte ci viene subito in mente Leonardo, Michelangelo, Velazquez, Dalì, Monet, Picasso e l’elenco degli artisti europei che hanno contribuito allo sviluppo della storia dell’arte sarebbe infinito. Se si pensa all’arte, si pensa alla Francia, all’Italia alla Spagna, alla Germania. L’Europa è stato da sempre il continente che ha permesso alle arti e alle correnti artistiche di svilupparsi, crescere ed entrare nella storia. Non è però propriamente così. Se ci si sofferma a pensare, questa è una visione occidentale della storia dell’arte e pensare che solo l’Europa sia stata importante per lo sviluppo delle manifestazioni artistiche è assolutamente errato.

Quando si parla di arte è inutile negare che la prima cosa che ci viene in mente è l’arte occidentale. La maggior parte di noi ignora assolutamente la vastità e la diversità dell’arte nelle sue infinite manifestazioni, ognuna con un bagaglio culturale eterogeneo. Oggi, giorno in cui si celebra la Giornata Mondiale della Diversità Culturale, ci sembrava giusto parlare di altre forme d’arte e di artisti che con i loro lavori hanno cercato di combattere gli stereotipi e portare in alto la propria bandiera. In quest’ottica attualissima è la questione della decolonizzazione delle collezioni d’arte presenti nei musei occidentali, che troppo spesso sono solo incentrate verso una sola visione del mondo e quando contengono manifestazioni altre di arte, lo fa in modo ancora troppo stereotipato.

La Giornata Mondiale della Diversità Culturale, istituita nel 2002, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite le diede lo scopo di aumentare la consapevolezza globale riguardo all’importanza del dialogo fra culture diverse. Nell’era della Globalizzazione e dei contatti sempre più ravvicinati fra le culture, la nozione tradizionale di arte e di esperienza estetica è sicuramente cambiata e si va verso una concezione più globale e meno particolareggiata della stessa. Ma le differenze ci sono e vanno celebrate.

Giornata Mondiale della Diversità Culturale: l’Arte non Occidentale

La c.d “Arte Africana”, ad esempio, è quell’arte che comprende tutte le manifestazioni artistiche prodotte nel continente dalla preistoria fino ai giorni nostri. Benché molto variegata, l’arte dell’Africa è spesso accomunata da un forte senso religioso, legato allo spiritualismo delle differenti fedi locali. I colori maggiormente impiegati sono il rosso, simbolo della fecondità e della vita, il bianco ed il nero, che rappresentano la vita eterna e l’oscurità. Tanti artisti occidentali sono stati influenzati dall’Arte Africana: le Avanguardie, l’Espressionismo tedesco e il Fauvismo, solo per citarne alcune. Così come l’Africa, anche l’Asia è fautrice di un arte diversissima nelle sue manifestazioni ma molto seguita in occidente anche se forse poi poco studiata.

C’è l’ “Arte Giapponese”, che copre una vasta gamma di produzioni artistiche appartenenti a periodi molto diversi tra loro. Dalle prime testimonianze di presenza umana in Giappone, intorno al X millennio a.C., all’età contemporanea. L’ “Arte Cinese” che si declina in tantissime fasi e l’ “Arte Indiana” che include non solo l’odierna Repubblica dell’India ma anche il Pakistan, il Bangladesh, l’Afghanistan, il Nepal, il Bhutan e l’isola di Sri Lanka e comprende architetture, sculture e dipinti. Anche per la Cultura Aborigena dell’Australia l’arte era un elemento fondamentale e comprendeva sia l’arte antica e tradizionale degli australiani aborigeni prima della colonizzazione europea, sia l’arte moderna di artisti aborigeni contemporanei che si ispirano alla cultura tradizionale del loro popolo. 

Gli artisti contemporanei che sensibilizzano al rispetto della diversità

Two Generals at War I, 2020 © Osinachi. All Rights Reserved 2022.
Two Generals at War I, 2020 © Osinachi. All Rights Reserved 2022.

Se guardiamo alla contemporaneità, tantissimi sono gli artisti che oggi cercano con la loro arte di sensibilizzare al rispetto della diversità. Non mancano di denunciare le discriminazioni subite o gli stereotipi che si perpetuano quando si parla di determinate culture. Uno degli artisti contemporanei più famosi in Africa è Osinachi. Nigeriano, elabora disegni usando Microsoft Word. Nel 2018, è diventato il primo artista nigeriano a presentare i propri lavori all’Ethereal Summit. I suoi lavori parlano di ruoli di genere, tradizione, stereotipi culturali e satira politica.

Ravinder Reddy e una delle sue sculture_photocredit:indiatoday
Ravinder Reddy e una delle sue sculture_photocredit:indiatoday

Famoso in India per le sue sculture di teste giganti a cavallo tra tradizione e modernità, è Ravinder Reddy. Artista Indiano, le sue sculture di donne, coloratissime e dagli occhi grandi, sono ispirate alla Pop Art. Sono modellate seguendo le caratteristiche tipiche della statuaria religiosa indiana. Importante per denunciare la mancata libertà di espressione è l’arte contemporanea cinese che non si vuole piegare al regime. Essere artista contemporaneo in Cina non è semplice, uno dei più “coraggiosi” è Ai Weiwei. Balzato agli onori della cronaca nella primavera del 2011, quando fu arrestato in patria, è ormai diventato un attivista. 

Ai-Weiwei e uno dei suoi lavori_photocredit:Alessandro-Moggi-Studio-62
Ai-Weiwei e uno dei suoi lavori_photocredit:Alessandro-Moggi-Studio-62

In America Latina, invece, l’arte contemporanea acquisisce il potente valore del riscatto. Terra a lungo colonizzata e sfruttata, cerca con l’arte di riscattarsi da un passato di sofferenza. Ecco che gli artisti fanno di tutto per rappresentare l’orgoglio delle proprie radici. Christian Rosa e Oscar Murillo sono forse tra quelli più conosciuti in occidente. Ma già Josè Sabogal, pittore e muralista peruviano dei primi del ‘900, era il leader del movimento artistico indigenista del suo paese.

Oscar-Murillo_-Ph-Julian-Valderrama_-Courtesy-the-artist
Oscar-Murillo_-Ph-Julian-Valderrama_-Courtesy-the-artist

Ilaria Festa

Back to top button