Attualità

Giovani e politica, due mondi in allontanamento

Quando sentono parlare di politica, i giovani tra i 16 e i 25 anni abbassano la soglia di attenzione, che crolla rapidamente fino a toccare lo zero assoluto in pochi istanti. Un tema tanto importante quanto trascurato, dal quale le nuove generazioni si allontanano sempre di più.

Sempre più lontani dalla politica

Le recenti elezioni svoltesi in numerosi comuni italiani, dimostrano un marcato allontanamento dalla politica in generale. Per le comunali, l’affluenza ha di poco superato il 50% mentre riguardo i referendum non si è giunti al 21%. Percentuali che mostrano una grave disaffezione verso uno degli aspetti più importanti che riguardano il nostro paese.

Ma non è accaduto solo in Italia. Anche in Francia il tasso di astensione dal voto è stato il più alto registrato dal 1969. Tantissimi degli aventi diritto e dovere al voto che hanno compiuto almeno 18 anni, non si sono recati alle urne. Perché i cittadini non vanno a votare?

La politica per i giovani comincia in famiglia

L’affluenza alle urne desta preoccupazione, ancor di più se si tratta di giovani. In casa, la politica è un argomento che oggi viene considerato superficiale. I giovani non mostrano interesse verso qualcosa che riguarda loro molto più da vicino di quanto pensino.

Il disinteresse verso riforme, dibattiti, fino alle elezioni comunali, viene trasmesso soprattutto in famiglia. All’interno della famiglia, l’educazione politica aveva in passato radici profonde, da destra a sinistra, passando per il centro. Tutto ciò accade perché oggigiorno gli adulti (e di conseguenza i giovani) che si sono recati in passato a votare, di fronte al dilagare di virus, guerra e crisi economica, si trovano impotenti.

L’impotenza e l’impossibilità di fare la differenza, allontana generazioni di elettori dai seggi. Si giunge facilmente alla conclusione che votare sia una perdita di tempo. Gli aventi diritto al voto, trasmettono disinteresse e scarsa fiducia nel sistema politico, che appare loro incapace di portare soluzioni, alle nuove generazioni.

Giovani politica e fake news

Giovani e politica, due mondi in allontanamento

Il sentir parlare troppo e troppo spesso di Fake News, ha contribuito all’allontanamento dalla politica. Quando molteplici fonti si accusano a vicenda di divulgare notizie false, si crea la perdita della capacità personale di di discernere il vero dal falso.

Non sapendo a quale fonte affidarsi, o scegliendo la fonte sbagliata non verificandone l’attendibilità, i giovani si sentono dunque, in ogni caso, non rappresentati o non del tutto.

Parte della colpa è attribuibile alla divulgazione di contenuti non attendibili che circolano sui social network, che oggi occupano una parte fondamentale nella quotidianità di un giovane. Il social network viene preferito troppo spesso alle fonti accreditate e l’eccesso di offerta, come per qualsiasi bene, causa molto spesso la perdita di qualità.

La contraddizione della società moderna

Se da un lato c’è una grande partecipazione delle nuove generazioni in piazza, dall’altro c’è un contraddittorio che lascia perplessi. Negli ultimi anni, le proteste sono state all’ordine del giorno in Europa. Proteste contro le misure di contenimento della pandemia, proteste rivolte ad attenzionare i governi verso il cambiamento climatico e la tutela dei diritti delle minoranze.

Ma l’attivismo non ha avuto un risvolto concreto alle urne. Il giovane si ritrova sempre di più nella concezione che la politica si faccia soltanto sottoforma di protesta, ma denotando una scarsa informazione sull’argomento. I dati ISTAT infatti ci dicono che dal 2013 si è registrato un calo progressivo di chi si informa quotidianamente sulla politica sotto i 25 anni.

I giovani rappresentano la parte di popolazione con una istruzione maggiore nei confronti delle passate generazioni. Eppure, paradossalmente sono proprio i giovani a mostrare disinteresse e scarsa informazione verso la politica. Se il trend proseguisse in futuro, la disaffezione potrebbe essere incontrovertibile. I giovani di oggi sono gli elettori e non di domani.

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