Con un boom che sembra inarrestabile, il Golf in Italia ha notevolmente rimontato la classifica degli sport più praticati, dimostrando la capacità di appassionare al “green” sempre più italiani.

Ecco i numeri del fenomeno e una descrizione della situazione attuale e delle prospettive di crescita di questo sport ormai non più considerato “di nicchia”.

I numeri della crescita del Golf in Italia

Una crescita lenta, ma costante: il Golf è esploso in Italia sul finire degli anni ’50 e da sport di nicchia limitato a pochi campi e a poche regioni italiane, ha visto aumentare notevolmente il numero di giocatori e di strutture dedicate.

In particolare, dall’inizio degli anni Duemila ad oggi si è registrato un aumento di tesserati superiore all’8%: basti pensare che alla fine degli anni ‘50 erano poco più di un migliaio, salendo a 7.000 circa nei primi anni ’70, per poi attestarsi a circa 58.000 nel 2000. Oggi, invece, il numero degli iscritti supera le 80.000 unità e, notizia nella notizia, circa un terzo del totale dei tesserati adulti è rappresentata dalle donne, che hanno dunque mostrato un interesse crescente per questo sport. Anche i giovani sono sempre più attratti dal Golf, considerando che la crescita maggiore si è registrata proprio fra gli under 21 (10.000 tesserati secondo le ultime stime).

Alla luce di una progressiva crescita del numero di giocatori è conseguita anche un’espansione del numero dei circoli: appena 17 nel 1954, più di 300 negli anni 2000 e oggi quasi raddoppiati.

In quali regioni italiane si gioca di più a questo sport?

Il fenomeno di crescita del Golf in Italia non è distribuito uniformemente su tutto il territorio nazionale. Se si escludono i “campi pratica”, circa un terzo dei giocatori si trovano in Lombardia, con un trend che sembra destinato a proseguire. Seguono Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e, infine, Lazio, anche se nel centro e nel sud stanno progressivamente aumentando anche le strutture e i campi dedicati.

Attualmente, sono ancora le regioni settentrionali a concentrare la maggioranza dell’offerta nazionale di campi e strutture, con Lombardia, Piemonte e Veneto che da sole detengono più del 50% dei circoli territoriali.

Molto inferiori sono i numeri che riguardano le regioni centrali (con Lazio e Toscana in testa, rispettivamente a quota 39 e 30 circoli) e, soprattutto, quelle meridionali (dove Sardegna e Puglia rappresentano le regioni di punta, con appena 12 e 9 circoli attivi).

In special modo, la Puglia è di forte traino per lo sviluppo del golf nel Sud Italia. Il circolo di golf, Acaya Golf Club, ad esempio è l’unico circolo del Salento con 18 buche e attrae ogni anno centinaia di semplici appassionati e professionisti.

Nonostante questi numeri, tuttavia, il trend di crescita delle strutture dedicate al Golf ha registrato i numeri più alti proprio nelle regioni del Meridione, con una crescita nel biennio 2015-2017 dei campi pari al 33% in Calabria e al 20% in Campania: ciò si deve, probabilmente, alla forte attrattiva turistica delle regioni meridionali, che ha spinto numerosi gestori a puntare sulla costruzione di campi e circoli anche al Sud.

I giovani italiani e il Golf

Nel contesto generale del Golf italiano, la posizione dei giovani giocatori rappresenta quella che più si presta ad apprezzare il crescente successo di questo sport nel nostro Paese.

Infatti, a dispetto del numero di circoli e di iscritti di molto inferiore a quello presente in altri Paesi (dove il Golf è nato o dove ha riscosso un successo più repentino che in Italia, come ad esempio Regno Unito, paesi del Nord Europa e Stati Uniti), i dati crescenti sulla partecipazione a questo sport da parte dei più giovani è un elemento incoraggiante.

Su questo fronte, le associazioni golfistiche e la Federazione Italiana stanno adottando pratiche di incoraggiamento all’approccio dei giocatori junior, al fine di dotare ogni Golf club di corsi, strutture e attività di formazione dedicate. Il tutto allo scopo di favorire l’accesso all’attività agonistica vera e propria e recuperare, così, il gap di accesso alla pratica professionale rispetto agli altri Paesi.

Perché il Golf appassiona sempre di più gli italiani?

Potremmo chiederci, a questo punto, quali sono le ragioni alla base del crescente successo di questo sport in Italia. Come si potrà immaginare, non si tratta unicamente della patina “elitista” che ha da sempre circondato il mondo del Golf, quanto piuttosto della normalità: dati alla mano, infatti, il Golf è uno degli sport più praticati al mondo e non stupisce che questo ruolo sia stato, infine, “esteso” anche ai nostri confini.

Sono numerosi i motivi che spingono sempre più italiani verso il green. In generale, si apprezza il fatto che si tratta di uno sport per tutti e per tutte le età, a differenza di numerose pratiche agonistiche che possono essere godute soltanto in gioventù: i giocatori di Golf, infatti, hanno un’età compresa fra i 3 e gli 80 anni e ciò determina un naturale incremento del bacino di potenziali giocatori.

Anche per quanto concerne la difficoltà di accesso, il Golf si mostra uno sport molto più “democratico” di altri, grazie al meccanismo degli “handicap”: è possibile competere, per un neofita, anche contro giocatori più esperti, potendo contare su un numero maggiore di colpi per mettere a segno una buca. Senza contare, inoltre, che questo sport permette di tenere in allenamento gran parte del corpo, rivelandosi una disciplina completa e che restituisce risultati ottimali sia dal punto di vista della salute (si consuma molta energia nell’affrontare le 18 buche) che del contatto con un ambiente verde e incontaminato, lontano dallo stress e dai rumori della città.

Infine, la struttura del Golf permette di combinare le più diverse esperienze e attitudini dei giocatori: il gioco può essere assolutamente individuale e fatto per divertirsi, ma può anche prevedere una competizione con giocatori di livello ed età diverse, incrementando le possibilità di sfida e di divertimento.