Sport

Golf e memoria: il progetto scozzese

Il golf non è solo uno sport o un passatempo, può diventare il fulcro di un determinato gruppo di persone: i gruppi di stimolazione della memoria. In Scozia si sono già attrezzati ed uno studio della R&A dimostra i benefici di tale attività.

Golf Memories Carnoustie Inspires Sawgrass to Tee Off Programme in US
I membri del gruppo all’Open 2018 di Carnoustie. Photo Credits: CarnoustieGolfLinks

La memoria “sfrutta” il golf a Carnoustie

I gruppi di stimolazione della memoria per persone anziane cercano di fornire degli input per rafforzare e tenere allenata la memoria dei suoi partecipanti e, tra i vari argomenti da “ricordare” in Scozia, s’inserisce il golf. Difatti si stanno diffondendo diversi gruppi di questo tipo nei più importanti circoli del mondo, in primis a Carnoustie, sede dell’Open conquistato da Francesco Molinari nel 2018. Proprio questa vittoria è tra gli argomenti più discussi del gruppo di 15 persone (età media 78 anni) che si ritrovano mensilmente per parlare dei passati campioni dell’Open Championship e raccontare i propri successi sul campo da golf.

Altri golf club nel mondo hanno ripreso questa idea

Il pretesto della passione per uno sport diventa quindi uno strumento per rafforzare la salute mentale, oltre che quella fisica, di chi lo pratica o di chi non ha più le capacità per farlo. Questo connubio viene promosso dalla Golf Memories Scotland che collabora con il Governo e associazioni specifiche della Scozia, risultando vincente sul territorio.
Per questa ragione altri golf club nel mondo stanno copiando l’idea con successo: ad esempio il TPC Sawgrass ha creato il “Pete Dye Chapter Golf Memories group” in onore del famoso architetto golfistico (qui la sua storia).
Oltre alla diretta stimolazione della memoria tramite il golf, si aggiunge l’importanza della componente sociale in questi gruppi, la quale potrebbe anche diventare una prescrizione medica nel Regno Unito. A riprova di ciò uno studio specifico riportato dalla R&A dimostra che due sessioni settimanali di discussione da 30 minuti, seguiti da una lezione di golf da 45 minuti, portano ad un “chiaro miglioramento fisico e mentale” per usare le parole di Steven Ward (CEO di UKActive).

Il golf e altri sport sono, in definitiva, un tema che fa emergere le esperienze di chi non si ricordava di averle fatte.
Attraverso un’organizzazione adeguata e in tempi con meno ristrettezze socio-sanitarie, anche i golf club italiani (e altre società sportive) potrebbero offrire un servizio di questo tipo. Perché la memoria storica di un circolo non è presente solo sui libri, ma soprattutto nel ricordo di chi l’ha vissuta.

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