Cultura

Guglielmo Marconi: si spegneva il 20 luglio del 1937 il padre della radio

Moriva oggi, nel 1937, a Roma, Guglielmo Marconi. Inventore e fisico, Marconi è unanimemente considerato il padre della radio. I risultati ottenuti dallo stesso nella telegrafia senza fili furono sorprendenti e per questo, nel 1909, a Stoccolma, fu insignito del Premio Nobel per la Fisica. Dopo la scuola, frequentata saltuariamente a Bologna, Firenze e Livorno, abbandonò gli studi (studiò privatamente) per dedicarsi agli esperimenti sulla comunicazione senza fili, sfruttando le onde elettromagnetiche. Grazie ai risultati ottenuti ottenne, nel 1896, a soli ventidue anni, il brevetto per il suo nuovo modello di telegrafia.

Gli esperimenti di Marconi a Villa Griffone

Guglielmo Marconi - Photo Credits: radiospeaker.it
Guglielmo Marconi – Photo Credits: radiospeaker.it

Seguendo gli studi condotti anni prima dal fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz sulle onde elettromagnetiche, Marconi iniziò giovanissimo a condurre i primi esperimenti sulla telegrafia senza fili nella sua residenza di Pontecchio, poco fuori Bologna, Villa Griffone. Sono i primi esperimenti di un lavoro seguito e perfezionato dal fisico per tutta la sua vita.

Nel 1895 riuscirà, tramite il sistema di collegamento antenna-terra da lui inventato, a ricevere segnali chiari fino a 2400 metri di distanza. Famoso divenne il colpo di fucile sparato in aria dal maggiordomo Mignani, a confermare al fisico la riuscita dell’esperimento. Il successo di quest’ultimo lo portò nel 1896, dopo i molti rifiuti del governo italiano nel concedergli il brevetto, nel Regno Unito, che glielo approverà un anno più tardi.

Dalla Wireless Telegraph & Signal Company al primo esperimento transatlantico di Marconi

Sulla scia del successo del suo brevetto, nel 1897, Marconi fondò a Londra la Wireless Telegraph & Signal Company e un anno più tardi, il sistema marconiano consentì il salvataggio di un battello disperso nel canale della Manica, che inviò una richiesta di soccorso tramite un dispositivo radio posto al suo interno.

Pochi anni più tardi Marconi concentrò i suoi esperimenti sull’Atlantico. Convinto che i segnali potessero attraversare l’oceano, pose a Poldhu, in Cornovaglia, un’antenna composta da fili disposti a ventaglio tra due piloni, e un’altra a St. John di Terranova, in Canada, composta da un aquilone con un’antenna di 120 metri. Nel dicembre vennero acquisiti i primi segnali dall’altra parte dell’oceano a testimonianza dell’esito positivo dell’esperimento.

Il Premio Nobel e il Titanic

“…in riconoscimento del loro contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili”

La motivazione per cui Marconi e Braun vennero insigniti del Premio Nobel per la fisica nel 1909

Questa fu la motivazione che valse a Marconi il premio Nobel per la fisica del 1909, condiviso con il fisico tedesco Karl Ferdinand Braun, anch’esso impegnato negli studi sulla telegrafia senza fili. Per la vittoria di Marconi, che già prima di quell’anno fu nominato diverse volte, fondamentale fu il salvataggio di oltre 1700 passeggieri del transatlantico statunitense Republic, che dopo essere stato speronato da un piroscafo italiano, fu ritrovato insieme ai passeggieri, tutti sopravvissuti, grazie all’SOS lanciato dall’operatore radiotelegrafico Binns, sotto la compagnia Marconi.

Nel 1912 il mondo fu scosso dal disastro del Titanic. Il grande transatlantico britannico naufragò al largo di Terranova a causa della collisione con un iceberg. Moltissime furono le vittime. I sopravvissuti, che furono 705, sono stati soccorsi dopo che venne mandato un SOS tramite la radio del transatlantico. L’Inghilterra lo nominerà per questo Sir.

Gli ultimi anni

Nominato senatore del Regno d’Italia nel 1914, Marconi continuò fino agli ultimi anni di vita a condurre esperimenti e a migliorare il sistema da lui brevettato. Si dedicò allo studio delle onde corte e delle onde cortissime a fascio, e a lui si deve l’ideazione del primo radiofaro marittimo nel 1920.

Non del tutto chiari sono i rapporti che Marconi ebbe con il regime fascista. Sicuramente aderì ad esso nel 1923, ma fu anche per certo un oppositore della guerra che il regime voleva intraprendere contro la Gran Bretagna. Molti furono gli incontri di Marconi con Benito Mussolini per tentare di convincerlo a non iniziare questa guerra. Tentativi che si riveleranno vani. Marconi morì il 20 luglio del 1937, proprio un giorno prima dell’incontro fissato proprio con Mussolini per ribadire la sua opposizione al conflitto.

Riccardo Malarby

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