Cultura

Hemingway, “Il vecchio e il mare”: la sfida fra l’uomo e la natura

Un capolavoro di Hemingway, Il vecchio e il mare; la storia di un uomo che si meraviglia davanti all’immensità dell’oceano. Coraggioso e nobile che affronta la vita giorno dopo giorno, con sempre piu’ impeto e umiltà.

Hemingway, Il vecchio e il mare: l’ombra della solitudine: il dialogo introspettivo

E. Hemingway - lignanoholiday.com
E. Hemingway – lignanoholiday.com

Nel romanzo di Hemingway Il vecchio e il mare, il vecchio pescatore, Santiago non affronta solo il mare sempre con coraggio, ma anche la solitudine, che accompagna tutti noi, prima e dopo ogni sfida nella vita, ma come ogni uomo che crede in sè stesso e nelle proprie forze, il vecchio non si sente poi cosi’ abbandonato a sè stesso: la natura, forse emblema di Dio, per la sua superiorità, è sempre sua amica, come le stelle, i pesci e gli uccelli sono i suoi fratelli.

Santiago, denominato nel villaggio, Salao, la peggiore delle sfortune, per le sue giornate in mare mal riuscite, affronta ancora il mare, che secondo lui, “concede o nega favori”, come la vita per ogni uomo, può essere amica o avversa e ogni volta sa di tornare sconfitto materialmente, ma non moralmente , perchè lui è un uomo vero, che mostra ogni giorno la sua dignità e il suo coraggio.

La sfida tra l’uomo e la natura: tra Hemingway e la sua vita

Nella sfida ad armi pari, tra il vecchio e il marlin pescato, Santiago mostra rispetto, lealtà e ammirazione verso il nemico, emblema di una natura superiore: si instaura così una connessione, ovvero un’empatia tra il protagonista e l’ambiente; il nemico, il marlin, non è solo una preda da distruggere, ma un compagno, che il vecchio guarda con simpatia e rispetto. Questo è l’emblema di come il vecchio accetti la vita in sè, nelle sue fortune e sfortune, proprio come accetta la natura, che può essere meravigliosa o crudele: Hemingway non si dilania di fronte alle sfide della vita, ma le affronta con coraggio, e vive ogni istante, attimo e per attimo, perchè non importa il risultato, ma aver vissuto le emozioni.

Santiago, da vero pescatore e da vero uomo, sa che solo cambiando il suo io interiore, potrà risultare vincitore nella vita, solo sfindandola ad armi pari: infatti quando uccide il marlin , con l’arpione, capisce il suo grande errore, capisce di essere lui stesso sconfitto nella vita. Il vecchio capisce che ha perso il rispetto verso la superiorità della natura, capisce che “i pezzi di carne strappati che si vedono luminosi sott’acqua”, mangiati dai pescecani, brillano di luce propria, come le stelle, hanno loro stessi una vita propria, sono il simbolo della sua vita spezzata da lui stesso e dalla sua cecità.

L’eterna lotta dell’uomo per l’eterea giovinezza

Santiago, di ritorno dalla sfortunata giornata di pesca, trova conforto nel suo amico Manolin: costui gli giace accanto, mentre “il vecchio sognava leoni”, ovvero immagina la savana, sogna la sua gioventu’ perduta, e spera che idoli sportivi come Joe Di Maggio, il giocatore di baseball, lo inciti a combatter nella realtà, a non arrendersi alla fame, alla stanchezza e alla vecchiaia, che segna il suo volto con profonde rughe, ma non segnerà mai il suo animo da ragazzino, che spera nella vita eterna.

Hemingway, è uno scrittore che appartiene alla Lost Generation, ovvero alla “generazione degli sconfitti“, ai soldati che si sono “persi”, dopo la prima guerra mondiale, ma che nonostante il loro pessimismo, pensano che non si debba avere paura della sconfitta, ma si possa apprendere sempre dalla vita, sperando non nella vita eterna, ma in una vita migliore.

Marina Lotito

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