Cronaca

Hyperloop, il treno green che va a 1.200 km/h

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Chi è solito approfittare dei viaggi sulle lunghe distanze per concedersi un po’ di riposo o per immergersi nella lettura di un buon libro, con Hyperloop dovrà rivedere le proprie abitudini. Quella che inizialmente in molti hanno etichettato come una visione irrealizzabile, destinata a rimanere tale sulla carta, non tramutabile in qualcosa di reale e concreto, sta per prendere vita.

Si tratta di un treno a levitazione magnetica superveloce capace di collegare le principali capitali del mondo in poco più di un’ora. Ecco cosa è Hyperloop. Capsule che sfrecciano a 1.200 chilometri all’ora dentro un tubo a bassissima pressione, mosso da motori lineari alimentati da energia rinnovabile.

Non è complicato capire come funziona Hyperloop. Le capsule (una sorta di vagoni ferroviari) viaggerebbero all’interno di un tunnel in cui viene tolta quasi tutta l’aria. Non trovando nessun attrito a fermare la propria corsa, il treno viaggerebbe come se fosse sospeso, sfruttando alcuni magneti per accelerare e frenare la propria corsa. Il tunnel dovrebbe essere costruito a un’altezza superiore ai 50 metri dal suolo. Le capsule possono contenere un massimo di una trentina di persone e ospitare anche delle automobili. L’intero sistema sarebbe alimentato da pannelli fotovoltaici che permetterebbero di diminuire l’impatto ambientale.

L’idea di Elon Musk, imprenditore di origine sudamericana, mira a rivoluzionare il sistema dei trasporti su rotaie, riducendo notevolmente i tempi di percorrenza grazie all’impiego di una tecnologia tanto avanzata da sembrare uscita da una pellicola fantascientifica. D’altronde, le idee portate avanti dall’imprenditore permettono di capire i progetti futuri: mezzi di trasporto sempre più veloci ma allo stesso tempo ecosostenibili.

Secondo Elon Musk grazie a Hyperloop i treni potranno raggiungere una notevole velocità senza mettere in pericolo la vita delle persone. Dei veri e propri aerei su rotaia capaci di migliorare il servizio ferroviario mondiale. E il costo di un biglietto sarebbe solamente di venti dollari.

Come funziona un viaggio con Hyperloop? Si inizia prenotando un biglietto attraverso una normale applicazione mobile, scegliendo la stazione di partenza e quella di destinazione, dopodiché si raggiunge il punto di imbarco indicato e si entra in uno dei pod che automaticamente andranno a comporre la carrozza. Un air lock anteriore e uno posteriore, posizionati agli estremi della struttura modulare, consentiranno di mantenere l’ambiente interno pressurizzato, mentre all’esterno come già detto ci sarà assenza quasi totale di aria.

Il debutto vero e proprio avverrà negli Emirati Arabi Uniti, con la costruzione di una tratta che collegherà, tra gli altri, Dubai ad Abu Dhabi, consentendo di percorrere oltre 120 km in soli dodici minuti. L’impianto dovrebbe essere pienamente operativo entro il 2020.

In un secondo momento la tecnologia potrebbe arrivare anche in Europa: si è già parlato di una tratta studiata per collegare Vienna e Bratislava, un’altra per spostarsi agevolmente da Helsinki a Stoccolma, un’altra ancora per fungere da ponte di connessione e comunicazione tra il vecchio continente e la Cina.

Con un sistema di trasporto di questo tipo il tempo degli spostamenti si comprime e le distanze si riducono: la Cina sarebbe realmente vicina poiché in poche ore vi si potrebbe arrivare sfruttando viaggi ad altissima velocità ed evitare i rischi e la complessità del traffico aereo.

Uno dei motivi per cui portare avanti il progetto Hyperloop è sicuramente la diminuzione nell’emissione di CO2 che va a inquinare l’aria che respiriamo. Infatti, quando Hyperloop entrerà a regime, il traffico automobilistico e aereo subirà una drastica diminuzione, soprattutto nelle tratte inferiori ai 500-600 chilometri.

Altro importante motivo è il rischio terremoto. L’idea è che la prima linea da realizzare sarebbe quella che collega San Francisco e Los Angeles. Le due città californiane sono ad alto rischio sismico (soprattutto Los Angeles, a causa della vicinanza con la faglia di Sant’Andrea) e una scossa di terremoto potrebbe mettere in crisi il sistema ferroviario dello stato della California. Per prevenire questi rischi, Hyperloop viaggia su piloni alti più di cinquanta metri che riescono ad attutire l’effetto della scossa di terremoto.

Non sono mancate le critiche mosse nei confronti della sua attuazione che riguardano la sua affidabilità ancora tutta da certificare sulle lunghe distanze, il comfort garantito ai passeggeri (soprattutto per quanto riguarda il rumore generato o le vibrazioni) e la possibilità che un sistema di questo tipo possa rappresentare facilmente il bersaglio di un attacco, con conseguenze catastrofiche e ben immaginabili. Nei territori ad elevata sismicità, inoltre, anche uno spostamento di pochi centimetri perpendicolare ai binari potrebbe provocare problemi alla stabilità del convoglio, soprattutto alle velocità più elevate. Un insieme di fattori da tenere in considerazione durante la fase realizzativa.

Ma si tratta pur sempre di innovazione e progresso. Lunghe percorrenze in poche ore, avvicinando punti lontani per rendere il mondo sempre più piccolo. Culture si avvicinano, società si comprimono, barriere cadono: quando cambiano i mezzi di trasporto, cambiano regole, convenzioni, usanze e tutto quel che determina i ritmi della quotidianità.

Quando un nuovo mezzo di trasporto abbatte i limiti antecedenti, si tratta sempre di una rivoluzione: lo insegna la storia. Dietro Hyperloop potrebbe esserci molto di più di un semplice treno che viaggia veloce come un aereo.

 

Patrizia Cicconi

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